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I SALUTI

  • Tempo di Avvento: Domenica 4° dell'Anno B

    Nota introduttiva: Non si tratta di “omelia”, ma di riflessioni che vengono dalla meditazione della Parola di Dio e che possono offrire spunti per la  preghiera personale e l’omelia. Sono graditi suggerimenti per rendere più utili queste riflessioni (mons. Francesco Spaduzzi, francescospaduzzi@virgilio.it)

    Tempo di Avvento: Domenica 4° dell'Anno B

    I - Luca 1,26-38 – 1. Nel giorno dell'Immacolata abbiamo meditato questo Vangelo, riflettendo sulla persona di Maria e le sue qualità personali; ora, in prossimità del Natale del Signore, ci concentriamo sulla persona di Gesù, di colui che è il Figlio di Dio, nasce da Maria per opera dello Spirito Santo e ha Giuseppe come padre putativo. Gesù è il Figlio dell'Altissimo - e perciò infinitamente grande (32 Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo) - ed è il Figlio di Dio - e perciò infinitamente santo (29 Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio); ha Dio come Padre, che lo genera come Dio Figlio da tutta l'eternità (Gv 1,1.14) e come Uomo Figlio nel tempo; Egli è uguale al Padre e allo Spirito Santo, per mezzo del quale prende da Maria Vergine la natura umana, un'anima e un corpo come l'abbiamo noi (35 Le rispose l’angelo: Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra; cfr. Mt 1,20). Egli è Dio da Dio, della stessa sostanza del Padre e dello Spirito Santo; come tale va adorato. Tutta la Trinità interviene nell’Incarnazione del Figlio di Dio. Siamo di fronte ai due misteri principali della nostra fede: sono solo oggetto di fede; comprendiamo ben poco di questi misteri e perciò di essi si scrive moltissimo. Neanche in paradiso potremo comprendere tutto. Ora crediamo e adoriamo.

    2. Gesù è uomo come noi perché è nato da Maria, una vergine promessa sposa a Giuseppe (27 a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria); essa concepisce per opera dello Spirito Santo (36) e non per intervento di uomo (34 Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?») e dà alla luce il figlio e lo chiama Gesù (31 Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.). Gesù ha una ascendenza importante e famosa, che ha Davide come capostipite, il grande re, antenato dei re del regno del Sud della Palestina per 4 secoli: egli viene a occupare il trono di Davide per sempre (32-33 il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre 33 e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine), realizzando la profezia di 2Sam 7,1-16. Gesù il Cristo porta nel suo nome la sua missione di Salvatore degli ebrei e di tutti gli uomini: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati (Mt 1,21). Perché uomo, è anche nostro fratello, lo è di ciascuno di noi. In tale qualità è il nostro redentore (goel), ha e sente l’obbligo di venirci in aiuto e liberarci nelle difficoltà (Lv 25,23-55). Grazie alla sua opera redentrice, la nostra fratellanza diventa infinitamente più elevata, perché egli ci comunica la vita eterna e ci rende partecipi della natura divina (2Pt 1,4) con il dono della grazia: egli esprime questa realtà indicandoci come suoi fratelli (Mt 25,40.45) e figli di Dio (Mt 6,9) e figli di Maria (Gv 19,25-27). Questo pensiero: “Sono fratello di Gesù, Dio e uomo, e sono figlio del Suo Padre celeste e di sua Madre terrena; sono familiare di Dio e cittadino della Città Celeste”, è sorgente di inesauribile fiducia, perché certamente Egli farà di tutto per salvarci; e poiché è Dio, è anche onnipotente e sicuramente ci riuscirà per la sua misericordia, nonostante le nostre miserie. Sono totalmente suo dono in questo mondo; lo sarò allo stesso modo nell’eternità.

    II - 2Sam 7,1-5.8b-12.14a.16 - Si tratta una profezia importantissima perché, mentre fino a quel momento si sapeva solo che il Messia doveva nascere dalla tribù di Giuda (Gn 42,8-10), adesso si apprende che sarà anche un discendente di Davide. D'ora in poi quando si parlerà di un figlio di Davide rilevante, il pensiero non correrà a Salomone, comunque importante nella storia del casato, ma al Messia venturo: Osanna al figlio di Davide (Mt 21,9), canteranno le folle, quando in trionfo Gesù entrerà in Gerusalemme. Davide aveva conquistato il regno ed eliminato i nemici interni ed esterni; si era costruito una bella casa (1 Davide, quando si fu stabilito nella sua casa, e il Signore gli ebbe dato riposo da tutti i suoi nemici all’intorno) e gli venne in mente di costruire un tempio per l'Arca di Dio, la quale stava sotto una semplice tenda, dopo la distruzione del tempio di Silo; lo disse a Nathan (2 disse al profeta Natan: «Ecco, io abito in una casa di cedro, mentre l’arca dell’alleanza del Signore sta sotto i teli di una tenda), che era il profeta della corte, sempre vicino al re. A Natan sembrò un’ottima idea, ispirata da Dio, e lo incoraggiò, garantendogli l’assistenza di Dio (3 Natan rispose a Davide: «Fa’ quanto hai in cuor tuo, perché Dio è con te»). Davide ne fu contentissimo, anche perché aveva già accumulato molto materiale per la costruzione del Tempio. Ma la notte Dio parlò a Nathan (4 Ma quella stessa notte fu rivolta a Natan questa parola di Dio) con un messaggio per Davide, con la proibizione di costruire il Tempio (5Va’ e di’ a Davide, mio servo: Così dice il Signore: “Forse tu mi costruirai una casa perché io vi abiti?). Dio gli ricordò tutto quello che nel passato aveva fatto per lui, quando da pastore di pecore lo aveva fatto re del suo popolo (8 Io ti ho preso dal pascolo, mentre seguivi il gregge, perché tu fossi capo del mio popolo Israele), come lo aveva accompagnato dappertutto e sempre (9 Sono stato con te dovunque sei andato) e gli aveva dato la vittoria su tutti i nemici (9 ho distrutto tutti i tuoi nemici davanti a te); per il futuro avrebbe dato stabilità a Israele nella Palestina, difendendolo dai nemici e dai malvagi (10 Fisserò un luogo per Israele, mio popolo, e ve lo pianterò perché vi abiti e non tremi più e i malfattori non lo rovinino come in passato) a differenza del tempo dei Giudici (11 come dai giorni in cui avevo stabilito dei giudici sopra il mio popolo Israele); per quanto riguardava Davide, gli promise di farlo diventare sempre più grande e famoso in tutto il mondo (9 e renderò il tuo nome come quello dei grandi che sono sulla terra), lo avrebbe aiutato ancora, dandogli vittoria sui nemici (11 Ti darò riposo da tutti i tuoi nemici), ma soprattutto gli avrebbe dato una discendenza di re (11 Il Signore ti annuncia che farà a te una casa); quando sarebbe morto (12 Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu dormirai con i tuoi padri), un suo discendente avrebbe regnato (12 io susciterò un tuo discendente dopo di te, uno dei tuoi figli); il suo trono e il suo regno sarebbero stati stabili e duraturi (12 e renderò stabile il suo regno 16 la tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre davanti a te, il tuo trono sarà reso stabile per sempre); e così anche il suo casato (16 la tua casa); soprattutto lo avrebbe trattato da figlio (14 Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio), segno e garanzia della massima protezione. La profezia di Natan gioca sul duplice significato del termine ebraico, che viene tradotto ”casa” (5) e può valere sia per edificio, tempio, sia per famiglia, discendenza, casato. Il brano profetico conoscerà una serie di sviluppi nella successiva storiografia davidica, come anche nel Salterio (Sal 89,31-35) e nei profeti. Sta alla base del messianismo davidico fino al NT. Questa promessa non poteva riguardare Salomone come individuo, perché nell'ultimo periodo della vita, per accontentare le mogli pagane, consentì loro il culto degli dèi e vi si associò; riguarda invece un discendente ben più lontano, di 1000 anni dopo, Gesù, vero figlio di Dio e di Maria, redentore e quindi re universale, ma non alla maniera umana. Di questo Gesù, il salvatore del mondo, noi celebriamo la nascita a Natale, dopo che ci siamo preparati con l’ascolto di tante profezie, che ci hanno illuminati sulla sua persona e sulla sua missione..

    III - Romani 16,25-27 - Paolo celebra la sapienza del Padre, che ha esteso a tutti i popoli la salvezza per mezzo di Gesù. Solo Dio ha il potere di confermare e rafforzare (25 A colui che ha il potere di confermarvi) gli uomini nella fede della dottrina e nella pratica della vita cristiana, come erano predicate da Paolo (25 nel mio Vangelo); la sua catechesi ha per oggetto Gesù Cristo (25 che annuncia Gesù Cristo), il quale ci dà la salvezza per mezzo della sua Passione e Morte (1Cor 2,8). E’ proprio questo il mistero tenuto nascosto nei secoli passati (25 secondo la rivelazione del mistero,/ avvolto nel silenzio per secoli eterni), che ha avuto una parziale presentazione mediante le profezie dei Profeti dell'Antico Testamento (26 ma ora manifestato mediante le scritture dei Profeti), e ora è annunciato dagli Apostoli a tutti i popoli (26 annunciato a tutte le genti); così tutti possono giungere alla salvezza mediante la fede, che è l'adesione obbediente della mente alla Parola di Dio (26 perché giungano all’obbedienza della fede). Tutto questo avviene per volontà di Dio, espressa dal suo comando (26 per ordine dell’eterno Dio), dato agli Apostoli e ai fedeli (Mt 28,18-20; Mc 16,16) ed è per la gloria di Dio (27 la gloria nei secoli), che rivela la sua Sapienza (27 a Dio, che solo è sapiente), cioè per conoscerlo, amarlo e servirlo, e farlo conoscere, amare e servire in questo mondo, per poi poterlo contemplare e godere in paradiso: la più grande gloria viene a Dio per mezzo della persona e dell'attività di Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo (27 per mezzo di Gesù Cristo/. Amen). La salvezza ci è offerta da Dio per mezzo di Gesù, morto e risorto per noi; noi, tutti i credenti, Lo dobbiamo annunziare agli altri con la nostra parola e la nostra vita, per la gloria di Dio e per la salvezza del prossimo. Insistiamo soprattutto nel richiamare alla memoria delle persone l'amore di Dio, Padre e Figlio e Spirito Santo, che vuole salvarci a ogni costo, fino a consegnare alla sofferenza e alla morte di Gesù, il Figlio fatto uomo.

    EUCARESTIA. Maria e Giuseppe furono le persone che meglio si prepararono alla prima venuta di Gesù; nei Vangeli appaiono dotate di fede viva e di carità ardente verso Dio e il prossimo; anche noi prepariamoci a celebrare il Natale del Signore con fede e carità intense; chiediamole a Dio, affidandoci alla loro intercessione e a quella degli Angeli e dei Santi, che nei Vangeli contempliamo intorno a Gesù che nasce. (mons. Francesco Spaduzzi)

  • Giuseppe De Sio Tanti saluti vanno a Giuseppe che è sempre presente...
  • Grazie Lucia Ringrazio Lucia per il suo intervento nel forum... correte a vederlo

Un pensiero al giorno

18 febbraio - Santa Geltrude (Gertrude) Comensoli - Titolo: Fondatrice

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Bastamare Notizie

  • 27/05/2008
    Casa Nossa Senhora do Carmo, c/o Santuàrio de Nossa Senhora de Fatima. Appartado 31 2496-908 Fatima Codex tel. 00351.249539600 oppure 00351.249539601 (chiedere di Mons. Spaduzzi), Fax: 00351.249.539609 (aggiungendo: all attenzione di Mons. Spaduzzi)
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  • 25/05/2008
    Dal 5 al 26 luglio 2008 starò a Fatima al servizio del Santuario per le confessioni in italiano, inglese, francese, portoghese. Vi aspetto tutti.

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  • 25/05/2005
    Il martedì e il mercoledì che precede il primo venerdì del mese sono a disposizione per l'ascolto delle Confessioni nelle Comunità Terapeutiche de La Tenda di Giovi (SA), Saragnano e Mercato S. Severino.

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