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I SALUTI

  • Tutti i santi (1° novembre)

    I - Matteo 5, 1-12 1. Gesù vede la folla che lo segue e la porta con sé su un monte, come Mosè fece avvicinare gli Ebrei al monte Sinai, e, sedutosi, come solitamente facevano i maestri ebrei, accoglie i discepoli, che gli si avvicinano (1 Vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli). Gesù Maestro rivolge loro la Parola e insegna i punti fondamentali del programma di vita del discepolo autentico (2 Si mise a parlare e insegnava loro dicendo). Non dice: Fate questo e sarete beati;  proclama direttamente Beati quelli che operano in un certo modo. Possiamo dividere le Beatitudini in due gruppi: quattro che si riferiscono alla pratica dell’amore verso Dio, che porta sempre anche alla santità personale e la alimentano, e quattro che riguardano l’amore verso il prossimo. (a) Riguardano atteggiamenti personali, che rivelano l’amore verso Dio, la prima, con la quale Gesù proclama Beati quelli che hanno il cuore distaccato dai beni di questo mondo (3 Beati i poveri in spirito), cioè la povertà spirituale, lodata e richiamata tante volte da Gesù, che la spinge in sé e nei discepoli fino alla povertà reale e assoluta (virtù indispensabile per mettere al centro della propria vita Dio, e non una creatura); con la seconda dichiara Beati quelli che sono nel pianto, cioè gli afflitti per i peccati, che si commettono contro Dio e il prossimo e che comunque offendono sempre Dio, e per le sofferenze personali e degli altri (4 Beati quelli che sono nel pianto); con la sesta sono detti Beati i puri di cuore (8), che hanno intenzioni rette, sono persone semplici, vedono tutto nella luce di Dio; e, infine con la ottava sono annunciati Beati i perseguitati perché fanno il giusto, il bene, ciò che è voluto da Dio (10 Beati i perseguitati per la giustizia), e in particolare saranno Beati i discepoli, quando saranno perseguitati perché accusati falsamente e per odio verso Gesù (11 Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia). (b) Nelle altre Beatitudini Gesù proclama Beati quelli che si comportano verso il prossimo con mitezza e dolcezza – la terza -  (5 Beati i miti), con giustizia, dando a ognuno il suo, secondo la volontà di Dio – la quarta - (6 Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia), con misericordia – la quinta - (7 Beati i misericordiosi), e nutrono sentimenti di pace e mettono pace fra gli uomini – la settima - (9 Beati gli operatori di pace).

    2. Sia quelli che cercano la perfezione personale, mettendo Dio al centro della propria vita, sia quelli che fanno attenzione ai bisogni del prossimo, avranno il regno di Dio (3 perché di essi è il regno dei cieli; 10 perché di essi è il regno dei cieli), la consolazione (4 perché saranno consolati), la Terra promessa, cioè il paradiso (5 perché avranno in eredità la terra), l’esaudimento delle loro preghiere e desideri di giustizia (6 perché saranno saziati), la misericordia di Dio (7 perché troveranno misericordia), saranno ammessi alla visione di Dio (8 perché vedranno Dio) – o già da ora fanno esperienza della presenza di Dio -, sono e saranno figli da Dio (9 perché saranno chiamati figli di Dio), e tutto questo costituirà la grande ricompensa che Dio darà loro (12 Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli). Ogni discepolo deve praticare tutte le Beatitudini per avere l’unico premio eterno, che abbraccia tutti questi aspetti. Il Papa ce le ha richiamate spesso, raccomandandoci di tenerle sotto gli occhi come i comandamenti. Crediamo alla Parola di Gesù e aspettiamoci la ricompensa da lui per il bene che facciamo; dagli uomini aspettiamoci niente, perché il bene lo dobbiamo fare per amor di Dio e per amor del prossimo, ma con l’occhio fisso al premio che viene da Dio. Esaminiamoci, pentiamoci, chiediamo perdono, correggiamoci.

    II - Apocalisse 7,2-4.9-14 1. (a) Giovanni ha una visione - o più di una -, di persone che già stanno in paradiso (9-14) o ci andranno (2-4), dei salvati nella speranza, e quindi santi; anzitutto egli vede sulla terra un gruppo di protetti in modo speciale da Dio, si tratta di 144.000 ebrei di tutte le tribù di Israele (4 E udii il numero di coloro che furono segnati con il sigillo: centoquarantaquattromila segnati, provenienti da ogni tribù dei figli d’Israele). Un angelo, proveniente dall'Oriente, da dove sorge il sole - la luce che rappresenta Dio - ha in mano il sigillo del vero Dio e grida a quattro angeli, incaricati di devastare tutto (2 E vidi salire dall’oriente un altro angelo, con il sigillo del Dio vivente. E gridò a gran voce ai quattro angeli, ai quali era stato concesso di devastare la terra e il mare), di non fare niente finché i servi ed eletti di Dio non verranno segnati col sigillo (3 Non devastate la terra né il mare né le piante, finché non avremo impresso il sigillo sulla fronte dei servi del nostro Dio). Gli ebrei sono protetti da Dio in un modo speciale da sempre nell'Antico Testamento e lo saranno nel futuro, perché sempre sono il popolo eletto, nonostante le loro infedeltà. Il loro numero è grandissimo e non numerabile, perché la cifra data è fortemente simbolica, in quanto è il risultato di 12 al quadrato, moltiplicato per 1000, che indica gran numero. (b)Nella seconda visione Giovanni vede un’incalcolabile moltitudine di persone di tutte le nazioni: esse stanno in cielo, in piedi, di fronte al trono di Dio e a Gesù, l’Agnello di Dio, vestiti di bianco, che è il segno dell'eternità e dell’appartenenza alla sfera di Dio, con le palme in mano in segno di vittoria (9 Dopo queste cose vidi: ecco, una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua. Tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all’Agnello, avvolti in vesti candide, e tenevano rami di palma nelle loro mani); essi dichiarano che la salvezza appartiene solo a Dio, che siede sul trono, e a Gesù, Agnello immolato, e solo da Loro viene agli uomini (10 E gridavano a gran voce: «La salvezza appartiene al nostro Dio, seduto sul trono, e all’Agnello»).

    2. Uno degli anziani, che stanno vicino al trono di Dio, chiede a Giovanni se sa chi sono questi del secondo gruppo e da dove vengono (13 Uno degli anziani allora si rivolse a me e disse: «Questi, che sono vestiti di bianco, chi sono e da dove vengono?»); Giovanni risponde che non lo sa e fa capire che vorrebbe saperlo dall'anziano, e questi gli risponde che si tratta di coloro che provengono dalla grande persecuzione, che avviene sulla terra - si tratta di perseguitati per la fede in senso stretto o di quelli che soffrono per la lotta contro il diavolo, il mondo, la carne? - e che sono stati salvati grazie alla Passione e Morte di Cristo, grazie al suo Sangue di Agnello immolato (14 Gli risposi: «Signore mio, tu lo sai». E lui: Sono quelli che vengono dalla grande tribolazione e che hanno lavato le loro vesti, rendendole candide nel sangue dell’Agnello); i frutti della redenzione si ricevono col battesimo ed eucaristia e gli altri sacramenti. Sempre in cielo al primo coro dei salvati fanno eco come secondo coro gli Angeli, che stanno in piedi attorno al trono di Dio e ai 24 Anziani (i 12 patriarchi e i 12 Apostoli) e ai quattro Esseri Viventi: gli Angeli si inginocchiano di fronte a Dio in trono, lo adorano e proclamano (11 E tutti gli angeli stavano attorno al trono e agli anziani e ai quattro esseri viventi, e si inchinarono con la faccia a terra davanti al trono e adorarono Dio dicendo) che a Dio appartiene la lode, la gloria, la sapienza, la riconoscenza, il potere e la forza, per sempre (12 Amen! Lode, gloria, sapienza, azione di grazie, onore, potenza e forza al nostro Dio nei secoli dei secoli. Amen). La folla dei santi, provenienti dagli Ebrei o dai pagani, sono salvati per i meriti di Gesù e tutti canteranno le lodi di Dio in paradiso per l'eternità. La salvezza viene da Dio per mezzo di Gesù, che con la Passione e Morte ha espiato i nostri peccati e ci ha ottenuto la vita eterna, che si trasmette a noi per mezzo dei sacramenti. Rinnoviamo la nostra fede in Gesù e nei sacramenti, che Egli ha istituiti, e impegniamoci a pregare ogni giorno, perché la preghiera è uno strumento validissimo per unirci a Gesù. I Sacramenti sono sette ma due sono quelli che possiamo e dobbiamo usare con la massima frequenza: la confessione, almeno una volta al mese per quelli che si mantengono in grazia di Dio e più frequente per quelli che purtroppo peccano ancora gravemente, e la comunione ogni domenica e festa, e anche più spesso se possiamo.

    III - Giovanni 3,1-3 San Giovanni ci invita a considerare quanto grande e di che speciale qualità è l'amore di Dio per noi, tanto che siamo chiamati suoi figli e lo siamo veramente (1 Vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente!). Dio ci ama tantissimo, infinitamente, al punto da consegnare il suo Figlio divino alla morte per espiare i nostri peccati e comunicarci la vita divina per mezzo del battesimo: così riceviamo lo Spirito che ci rende figli di Dio e ci fa rivolgere a Dio chiamandolo Padre - Abba (Gal 4,5-6; Rm 8,16-17), come  faceva Gesù (Mc 14,36). Noi siamo figli di Dio sin da ora, in questa fase transitoria della vita (2 Carissimi, noi fin d’ora siamo figli di Dio), ma la nostra fede ci rivela solo molto limitatamente quel che saremo nell'eternità (2 ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato). Sappiamo solo che quando Gesù tornerà la seconda volta in mezzo a noi (2 Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato), noi gli assomiglieremo molto, perché vedremo Lui col Padre e lo Spirito faccia a faccia, nella sua realtà vera (2 noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è), non solo per mezzo della fede, che ci dà solo una conoscenza parziale e una rassomiglianza imperfetta. Di qui l'importanza della meditazione e della contemplazione di Gesù, e della sua vita: in essa si alimenta quel processo di assimilazione a Cristo e alla Trinità, che è iniziata nel battesimo ed è portata avanti con i sacramenti, specie con la confessione ed l’eucaristia grazie alla pratica della fede, speranza e carità. Gli ostacoli alla nostra rassomiglianza con Cristo sono il diavolo, che è il nemico di Dio e nostro, il mondo, che non conosce Cristo e Dio e quindi non sa apprezzare il nostro essere figli di Dio (1 Per questo il mondo non ci conosce: perché non ha conosciuto lui), la carne, cioè le tendenze cattive, che sono in noi, contro le quali dobbiamo lottare, per realizzare la nostra purificazione (3 Chiunque ha questa speranza in lui, purifica se stesso, come egli è puro), per non perdere Dio e rovinare noi. Di qui la necessità di guardare a Gesù, Maria e Giuseppe, e anche ai santi come modelli della nostra purificazione e santificazione.

    EUCARESTIA. Nella messa noi incontriamo Gesù, sorgente di vita eterna, con la sua Parola e soprattutto con il suo Corpo e Sangue, Anima e Divinità. Siamo alla presenza e ci uniamo a quello stesso Gesù, che col Padre e con lo Spirito Santo contempleremo per l’eternità per misericordia di Dio. Preghiamo Maria e Giuseppe, gli Angeli Custodi e i Santi Patroni di sostenerci nel cammino verso il Cielo, dove essi già sono e ci aspettano. (mons. Francesco Spaduzzi)

  • Grazie Lucia Ringrazio Lucia per il suo intervento nel forum... correte a vederlo
  • Auguri Antonio Oggi il nostro Antonio Bianchi compie 32 anni... AUGURI DI CUORE

Un pensiero al giorno

18 febbraio - Santa Geltrude (Gertrude) Comensoli - Titolo: Fondatrice

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Bastamare Notizie

  • 27/05/2008
    Casa Nossa Senhora do Carmo, c/o Santuàrio de Nossa Senhora de Fatima. Appartado 31 2496-908 Fatima Codex tel. 00351.249539600 oppure 00351.249539601 (chiedere di Mons. Spaduzzi), Fax: 00351.249.539609 (aggiungendo: all attenzione di Mons. Spaduzzi)
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  • 25/05/2008
    Dal 5 al 26 luglio 2008 starò a Fatima al servizio del Santuario per le confessioni in italiano, inglese, francese, portoghese. Vi aspetto tutti.

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  • 25/05/2005
    Il martedì e il mercoledì che precede il primo venerdì del mese sono a disposizione per l'ascolto delle Confessioni nelle Comunità Terapeutiche de La Tenda di Giovi (SA), Saragnano e Mercato S. Severino.

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