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I SALUTI

  • Tutti i santi (1° novembre)

    I - Matteo 5, 1-12 1. Gesù vede la folla che lo segue e la porta con sé su un monte, come Mosè fece avvicinare gli Ebrei al monte Sinai, e, sedutosi, come solitamente facevano i maestri ebrei, accoglie i discepoli, che gli si avvicinano (1 Vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli). Gesù Maestro rivolge loro la Parola e insegna i punti fondamentali del programma di vita del discepolo autentico (2 Si mise a parlare e insegnava loro dicendo). Non dice: Fate questo e sarete beati;  proclama direttamente Beati quelli che operano in un certo modo. Possiamo dividere le Beatitudini in due gruppi: quattro che si riferiscono alla pratica dell’amore verso Dio, che porta sempre anche alla santità personale e la alimentano, e quattro che riguardano l’amore verso il prossimo. (a) Riguardano atteggiamenti personali, che rivelano l’amore verso Dio, la prima, con la quale Gesù proclama Beati quelli che hanno il cuore distaccato dai beni di questo mondo (3 Beati i poveri in spirito), cioè la povertà spirituale, lodata e richiamata tante volte da Gesù, che la spinge in sé e nei discepoli fino alla povertà reale e assoluta (virtù indispensabile per mettere al centro della propria vita Dio, e non una creatura); con la seconda dichiara Beati quelli che sono nel pianto, cioè gli afflitti per i peccati, che si commettono contro Dio e il prossimo e che comunque offendono sempre Dio, e per le sofferenze personali e degli altri (4 Beati quelli che sono nel pianto); con la sesta sono detti Beati i puri di cuore (8), che hanno intenzioni rette, sono persone semplici, vedono tutto nella luce di Dio; e, infine con la ottava sono annunciati Beati i perseguitati perché fanno il giusto, il bene, ciò che è voluto da Dio (10 Beati i perseguitati per la giustizia), e in particolare saranno Beati i discepoli, quando saranno perseguitati perché accusati falsamente e per odio verso Gesù (11 Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia). (b) Nelle altre Beatitudini Gesù proclama Beati quelli che si comportano verso il prossimo con mitezza e dolcezza – la terza -  (5 Beati i miti), con giustizia, dando a ognuno il suo, secondo la volontà di Dio – la quarta - (6 Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia), con misericordia – la quinta - (7 Beati i misericordiosi), e nutrono sentimenti di pace e mettono pace fra gli uomini – la settima - (9 Beati gli operatori di pace).

    2. Sia quelli che cercano la perfezione personale, mettendo Dio al centro della propria vita, sia quelli che fanno attenzione ai bisogni del prossimo, avranno il regno di Dio (3 perché di essi è il regno dei cieli; 10 perché di essi è il regno dei cieli), la consolazione (4 perché saranno consolati), la Terra promessa, cioè il paradiso (5 perché avranno in eredità la terra), l’esaudimento delle loro preghiere e desideri di giustizia (6 perché saranno saziati), la misericordia di Dio (7 perché troveranno misericordia), saranno ammessi alla visione di Dio (8 perché vedranno Dio) – o già da ora fanno esperienza della presenza di Dio -, sono e saranno figli da Dio (9 perché saranno chiamati figli di Dio), e tutto questo costituirà la grande ricompensa che Dio darà loro (12 Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli). Ogni discepolo deve praticare tutte le Beatitudini per avere l’unico premio eterno, che abbraccia tutti questi aspetti. Il Papa ce le ha richiamate spesso, raccomandandoci di tenerle sotto gli occhi come i comandamenti. Crediamo alla Parola di Gesù e aspettiamoci la ricompensa da lui per il bene che facciamo; dagli uomini aspettiamoci niente, perché il bene lo dobbiamo fare per amor di Dio e per amor del prossimo, ma con l’occhio fisso al premio che viene da Dio. Esaminiamoci, pentiamoci, chiediamo perdono, correggiamoci.

    II - Apocalisse 7,2-4.9-14 1. (a) Giovanni ha una visione - o più di una -, di persone che già stanno in paradiso (9-14) o ci andranno (2-4), dei salvati nella speranza, e quindi santi; anzitutto egli vede sulla terra un gruppo di protetti in modo speciale da Dio, si tratta di 144.000 ebrei di tutte le tribù di Israele (4 E udii il numero di coloro che furono segnati con il sigillo: centoquarantaquattromila segnati, provenienti da ogni tribù dei figli d’Israele). Un angelo, proveniente dall'Oriente, da dove sorge il sole - la luce che rappresenta Dio - ha in mano il sigillo del vero Dio e grida a quattro angeli, incaricati di devastare tutto (2 E vidi salire dall’oriente un altro angelo, con il sigillo del Dio vivente. E gridò a gran voce ai quattro angeli, ai quali era stato concesso di devastare la terra e il mare), di non fare niente finché i servi ed eletti di Dio non verranno segnati col sigillo (3 Non devastate la terra né il mare né le piante, finché non avremo impresso il sigillo sulla fronte dei servi del nostro Dio). Gli ebrei sono protetti da Dio in un modo speciale da sempre nell'Antico Testamento e lo saranno nel futuro, perché sempre sono il popolo eletto, nonostante le loro infedeltà. Il loro numero è grandissimo e non numerabile, perché la cifra data è fortemente simbolica, in quanto è il risultato di 12 al quadrato, moltiplicato per 1000, che indica gran numero. (b)Nella seconda visione Giovanni vede un’incalcolabile moltitudine di persone di tutte le nazioni: esse stanno in cielo, in piedi, di fronte al trono di Dio e a Gesù, l’Agnello di Dio, vestiti di bianco, che è il segno dell'eternità e dell’appartenenza alla sfera di Dio, con le palme in mano in segno di vittoria (9 Dopo queste cose vidi: ecco, una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua. Tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all’Agnello, avvolti in vesti candide, e tenevano rami di palma nelle loro mani); essi dichiarano che la salvezza appartiene solo a Dio, che siede sul trono, e a Gesù, Agnello immolato, e solo da Loro viene agli uomini (10 E gridavano a gran voce: «La salvezza appartiene al nostro Dio, seduto sul trono, e all’Agnello»).

    2. Uno degli anziani, che stanno vicino al trono di Dio, chiede a Giovanni se sa chi sono questi del secondo gruppo e da dove vengono (13 Uno degli anziani allora si rivolse a me e disse: «Questi, che sono vestiti di bianco, chi sono e da dove vengono?»); Giovanni risponde che non lo sa e fa capire che vorrebbe saperlo dall'anziano, e questi gli risponde che si tratta di coloro che provengono dalla grande persecuzione, che avviene sulla terra - si tratta di perseguitati per la fede in senso stretto o di quelli che soffrono per la lotta contro il diavolo, il mondo, la carne? - e che sono stati salvati grazie alla Passione e Morte di Cristo, grazie al suo Sangue di Agnello immolato (14 Gli risposi: «Signore mio, tu lo sai». E lui: Sono quelli che vengono dalla grande tribolazione e che hanno lavato le loro vesti, rendendole candide nel sangue dell’Agnello); i frutti della redenzione si ricevono col battesimo ed eucaristia e gli altri sacramenti. Sempre in cielo al primo coro dei salvati fanno eco come secondo coro gli Angeli, che stanno in piedi attorno al trono di Dio e ai 24 Anziani (i 12 patriarchi e i 12 Apostoli) e ai quattro Esseri Viventi: gli Angeli si inginocchiano di fronte a Dio in trono, lo adorano e proclamano (11 E tutti gli angeli stavano attorno al trono e agli anziani e ai quattro esseri viventi, e si inchinarono con la faccia a terra davanti al trono e adorarono Dio dicendo) che a Dio appartiene la lode, la gloria, la sapienza, la riconoscenza, il potere e la forza, per sempre (12 Amen! Lode, gloria, sapienza, azione di grazie, onore, potenza e forza al nostro Dio nei secoli dei secoli. Amen). La folla dei santi, provenienti dagli Ebrei o dai pagani, sono salvati per i meriti di Gesù e tutti canteranno le lodi di Dio in paradiso per l'eternità. La salvezza viene da Dio per mezzo di Gesù, che con la Passione e Morte ha espiato i nostri peccati e ci ha ottenuto la vita eterna, che si trasmette a noi per mezzo dei sacramenti. Rinnoviamo la nostra fede in Gesù e nei sacramenti, che Egli ha istituiti, e impegniamoci a pregare ogni giorno, perché la preghiera è uno strumento validissimo per unirci a Gesù. I Sacramenti sono sette ma due sono quelli che possiamo e dobbiamo usare con la massima frequenza: la confessione, almeno una volta al mese per quelli che si mantengono in grazia di Dio e più frequente per quelli che purtroppo peccano ancora gravemente, e la comunione ogni domenica e festa, e anche più spesso se possiamo.

    III - Giovanni 3,1-3 San Giovanni ci invita a considerare quanto grande e di che speciale qualità è l'amore di Dio per noi, tanto che siamo chiamati suoi figli e lo siamo veramente (1 Vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente!). Dio ci ama tantissimo, infinitamente, al punto da consegnare il suo Figlio divino alla morte per espiare i nostri peccati e comunicarci la vita divina per mezzo del battesimo: così riceviamo lo Spirito che ci rende figli di Dio e ci fa rivolgere a Dio chiamandolo Padre - Abba (Gal 4,5-6; Rm 8,16-17), come  faceva Gesù (Mc 14,36). Noi siamo figli di Dio sin da ora, in questa fase transitoria della vita (2 Carissimi, noi fin d’ora siamo figli di Dio), ma la nostra fede ci rivela solo molto limitatamente quel che saremo nell'eternità (2 ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato). Sappiamo solo che quando Gesù tornerà la seconda volta in mezzo a noi (2 Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato), noi gli assomiglieremo molto, perché vedremo Lui col Padre e lo Spirito faccia a faccia, nella sua realtà vera (2 noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è), non solo per mezzo della fede, che ci dà solo una conoscenza parziale e una rassomiglianza imperfetta. Di qui l'importanza della meditazione e della contemplazione di Gesù, e della sua vita: in essa si alimenta quel processo di assimilazione a Cristo e alla Trinità, che è iniziata nel battesimo ed è portata avanti con i sacramenti, specie con la confessione ed l’eucaristia grazie alla pratica della fede, speranza e carità. Gli ostacoli alla nostra rassomiglianza con Cristo sono il diavolo, che è il nemico di Dio e nostro, il mondo, che non conosce Cristo e Dio e quindi non sa apprezzare il nostro essere figli di Dio (1 Per questo il mondo non ci conosce: perché non ha conosciuto lui), la carne, cioè le tendenze cattive, che sono in noi, contro le quali dobbiamo lottare, per realizzare la nostra purificazione (3 Chiunque ha questa speranza in lui, purifica se stesso, come egli è puro), per non perdere Dio e rovinare noi. Di qui la necessità di guardare a Gesù, Maria e Giuseppe, e anche ai santi come modelli della nostra purificazione e santificazione.

    EUCARESTIA. Nella messa noi incontriamo Gesù, sorgente di vita eterna, con la sua Parola e soprattutto con il suo Corpo e Sangue, Anima e Divinità. Siamo alla presenza e ci uniamo a quello stesso Gesù, che col Padre e con lo Spirito Santo contempleremo per l’eternità per misericordia di Dio. Preghiamo Maria e Giuseppe, gli Angeli Custodi e i Santi Patroni di sostenerci nel cammino verso il Cielo, dove essi già sono e ci aspettano. (mons. Francesco Spaduzzi)

  • Tempo di Avvento: Domenica 4° dell'Anno B

    Nota introduttiva: Non si tratta di “omelia”, ma di riflessioni che vengono dalla meditazione della Parola di Dio e che possono offrire spunti per la  preghiera personale e l’omelia. Sono graditi suggerimenti per rendere più utili queste riflessioni (mons. Francesco Spaduzzi, francescospaduzzi@virgilio.it)

    Tempo di Avvento: Domenica 4° dell'Anno B

    I - Luca 1,26-38 – 1. Nel giorno dell'Immacolata abbiamo meditato questo Vangelo, riflettendo sulla persona di Maria e le sue qualità personali; ora, in prossimità del Natale del Signore, ci concentriamo sulla persona di Gesù, di colui che è il Figlio di Dio, nasce da Maria per opera dello Spirito Santo e ha Giuseppe come padre putativo. Gesù è il Figlio dell'Altissimo - e perciò infinitamente grande (32 Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo) - ed è il Figlio di Dio - e perciò infinitamente santo (29 Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio); ha Dio come Padre, che lo genera come Dio Figlio da tutta l'eternità (Gv 1,1.14) e come Uomo Figlio nel tempo; Egli è uguale al Padre e allo Spirito Santo, per mezzo del quale prende da Maria Vergine la natura umana, un'anima e un corpo come l'abbiamo noi (35 Le rispose l’angelo: Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra; cfr. Mt 1,20). Egli è Dio da Dio, della stessa sostanza del Padre e dello Spirito Santo; come tale va adorato. Tutta la Trinità interviene nell’Incarnazione del Figlio di Dio. Siamo di fronte ai due misteri principali della nostra fede: sono solo oggetto di fede; comprendiamo ben poco di questi misteri e perciò di essi si scrive moltissimo. Neanche in paradiso potremo comprendere tutto. Ora crediamo e adoriamo.

    2. Gesù è uomo come noi perché è nato da Maria, una vergine promessa sposa a Giuseppe (27 a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria); essa concepisce per opera dello Spirito Santo (36) e non per intervento di uomo (34 Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?») e dà alla luce il figlio e lo chiama Gesù (31 Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.). Gesù ha una ascendenza importante e famosa, che ha Davide come capostipite, il grande re, antenato dei re del regno del Sud della Palestina per 4 secoli: egli viene a occupare il trono di Davide per sempre (32-33 il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre 33 e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine), realizzando la profezia di 2Sam 7,1-16. Gesù il Cristo porta nel suo nome la sua missione di Salvatore degli ebrei e di tutti gli uomini: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati (Mt 1,21). Perché uomo, è anche nostro fratello, lo è di ciascuno di noi. In tale qualità è il nostro redentore (goel), ha e sente l’obbligo di venirci in aiuto e liberarci nelle difficoltà (Lv 25,23-55). Grazie alla sua opera redentrice, la nostra fratellanza diventa infinitamente più elevata, perché egli ci comunica la vita eterna e ci rende partecipi della natura divina (2Pt 1,4) con il dono della grazia: egli esprime questa realtà indicandoci come suoi fratelli (Mt 25,40.45) e figli di Dio (Mt 6,9) e figli di Maria (Gv 19,25-27). Questo pensiero: “Sono fratello di Gesù, Dio e uomo, e sono figlio del Suo Padre celeste e di sua Madre terrena; sono familiare di Dio e cittadino della Città Celeste”, è sorgente di inesauribile fiducia, perché certamente Egli farà di tutto per salvarci; e poiché è Dio, è anche onnipotente e sicuramente ci riuscirà per la sua misericordia, nonostante le nostre miserie. Sono totalmente suo dono in questo mondo; lo sarò allo stesso modo nell’eternità.

    II - 2Sam 7,1-5.8b-12.14a.16 - Si tratta una profezia importantissima perché, mentre fino a quel momento si sapeva solo che il Messia doveva nascere dalla tribù di Giuda (Gn 42,8-10), adesso si apprende che sarà anche un discendente di Davide. D'ora in poi quando si parlerà di un figlio di Davide rilevante, il pensiero non correrà a Salomone, comunque importante nella storia del casato, ma al Messia venturo: Osanna al figlio di Davide (Mt 21,9), canteranno le folle, quando in trionfo Gesù entrerà in Gerusalemme. Davide aveva conquistato il regno ed eliminato i nemici interni ed esterni; si era costruito una bella casa (1 Davide, quando si fu stabilito nella sua casa, e il Signore gli ebbe dato riposo da tutti i suoi nemici all’intorno) e gli venne in mente di costruire un tempio per l'Arca di Dio, la quale stava sotto una semplice tenda, dopo la distruzione del tempio di Silo; lo disse a Nathan (2 disse al profeta Natan: «Ecco, io abito in una casa di cedro, mentre l’arca dell’alleanza del Signore sta sotto i teli di una tenda), che era il profeta della corte, sempre vicino al re. A Natan sembrò un’ottima idea, ispirata da Dio, e lo incoraggiò, garantendogli l’assistenza di Dio (3 Natan rispose a Davide: «Fa’ quanto hai in cuor tuo, perché Dio è con te»). Davide ne fu contentissimo, anche perché aveva già accumulato molto materiale per la costruzione del Tempio. Ma la notte Dio parlò a Nathan (4 Ma quella stessa notte fu rivolta a Natan questa parola di Dio) con un messaggio per Davide, con la proibizione di costruire il Tempio (5Va’ e di’ a Davide, mio servo: Così dice il Signore: “Forse tu mi costruirai una casa perché io vi abiti?). Dio gli ricordò tutto quello che nel passato aveva fatto per lui, quando da pastore di pecore lo aveva fatto re del suo popolo (8 Io ti ho preso dal pascolo, mentre seguivi il gregge, perché tu fossi capo del mio popolo Israele), come lo aveva accompagnato dappertutto e sempre (9 Sono stato con te dovunque sei andato) e gli aveva dato la vittoria su tutti i nemici (9 ho distrutto tutti i tuoi nemici davanti a te); per il futuro avrebbe dato stabilità a Israele nella Palestina, difendendolo dai nemici e dai malvagi (10 Fisserò un luogo per Israele, mio popolo, e ve lo pianterò perché vi abiti e non tremi più e i malfattori non lo rovinino come in passato) a differenza del tempo dei Giudici (11 come dai giorni in cui avevo stabilito dei giudici sopra il mio popolo Israele); per quanto riguardava Davide, gli promise di farlo diventare sempre più grande e famoso in tutto il mondo (9 e renderò il tuo nome come quello dei grandi che sono sulla terra), lo avrebbe aiutato ancora, dandogli vittoria sui nemici (11 Ti darò riposo da tutti i tuoi nemici), ma soprattutto gli avrebbe dato una discendenza di re (11 Il Signore ti annuncia che farà a te una casa); quando sarebbe morto (12 Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu dormirai con i tuoi padri), un suo discendente avrebbe regnato (12 io susciterò un tuo discendente dopo di te, uno dei tuoi figli); il suo trono e il suo regno sarebbero stati stabili e duraturi (12 e renderò stabile il suo regno 16 la tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre davanti a te, il tuo trono sarà reso stabile per sempre); e così anche il suo casato (16 la tua casa); soprattutto lo avrebbe trattato da figlio (14 Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio), segno e garanzia della massima protezione. La profezia di Natan gioca sul duplice significato del termine ebraico, che viene tradotto ”casa” (5) e può valere sia per edificio, tempio, sia per famiglia, discendenza, casato. Il brano profetico conoscerà una serie di sviluppi nella successiva storiografia davidica, come anche nel Salterio (Sal 89,31-35) e nei profeti. Sta alla base del messianismo davidico fino al NT. Questa promessa non poteva riguardare Salomone come individuo, perché nell'ultimo periodo della vita, per accontentare le mogli pagane, consentì loro il culto degli dèi e vi si associò; riguarda invece un discendente ben più lontano, di 1000 anni dopo, Gesù, vero figlio di Dio e di Maria, redentore e quindi re universale, ma non alla maniera umana. Di questo Gesù, il salvatore del mondo, noi celebriamo la nascita a Natale, dopo che ci siamo preparati con l’ascolto di tante profezie, che ci hanno illuminati sulla sua persona e sulla sua missione..

    III - Romani 16,25-27 - Paolo celebra la sapienza del Padre, che ha esteso a tutti i popoli la salvezza per mezzo di Gesù. Solo Dio ha il potere di confermare e rafforzare (25 A colui che ha il potere di confermarvi) gli uomini nella fede della dottrina e nella pratica della vita cristiana, come erano predicate da Paolo (25 nel mio Vangelo); la sua catechesi ha per oggetto Gesù Cristo (25 che annuncia Gesù Cristo), il quale ci dà la salvezza per mezzo della sua Passione e Morte (1Cor 2,8). E’ proprio questo il mistero tenuto nascosto nei secoli passati (25 secondo la rivelazione del mistero,/ avvolto nel silenzio per secoli eterni), che ha avuto una parziale presentazione mediante le profezie dei Profeti dell'Antico Testamento (26 ma ora manifestato mediante le scritture dei Profeti), e ora è annunciato dagli Apostoli a tutti i popoli (26 annunciato a tutte le genti); così tutti possono giungere alla salvezza mediante la fede, che è l'adesione obbediente della mente alla Parola di Dio (26 perché giungano all’obbedienza della fede). Tutto questo avviene per volontà di Dio, espressa dal suo comando (26 per ordine dell’eterno Dio), dato agli Apostoli e ai fedeli (Mt 28,18-20; Mc 16,16) ed è per la gloria di Dio (27 la gloria nei secoli), che rivela la sua Sapienza (27 a Dio, che solo è sapiente), cioè per conoscerlo, amarlo e servirlo, e farlo conoscere, amare e servire in questo mondo, per poi poterlo contemplare e godere in paradiso: la più grande gloria viene a Dio per mezzo della persona e dell'attività di Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo (27 per mezzo di Gesù Cristo/. Amen). La salvezza ci è offerta da Dio per mezzo di Gesù, morto e risorto per noi; noi, tutti i credenti, Lo dobbiamo annunziare agli altri con la nostra parola e la nostra vita, per la gloria di Dio e per la salvezza del prossimo. Insistiamo soprattutto nel richiamare alla memoria delle persone l'amore di Dio, Padre e Figlio e Spirito Santo, che vuole salvarci a ogni costo, fino a consegnare alla sofferenza e alla morte di Gesù, il Figlio fatto uomo.

    EUCARESTIA. Maria e Giuseppe furono le persone che meglio si prepararono alla prima venuta di Gesù; nei Vangeli appaiono dotate di fede viva e di carità ardente verso Dio e il prossimo; anche noi prepariamoci a celebrare il Natale del Signore con fede e carità intense; chiediamole a Dio, affidandoci alla loro intercessione e a quella degli Angeli e dei Santi, che nei Vangeli contempliamo intorno a Gesù che nasce. (mons. Francesco Spaduzzi)

  • Tempo di Quaresima: Domenica II dell’Anno A

    Nota introduttiva: Non si tratta di “omelia”, ma di riflessioni che vengono dalla meditazione della Parola di Dio e che possono offrire spunti per la  preghiera personale e l’omelia. Sono graditi suggerimenti per rendere più utili queste riflessioni (mons. Francesco Spaduzzi, francescospaduzzi@virgilio.it)

    Tempo di Quaresima: Domenica II dell’Anno A

    I - Matteo 17,1-9 -  1.  (a) Gesù prende con sé i tre discepoli Pietro, Giacomo e Giovanni, che ha portato con sé in occasione della resurrezione della figlia di Giairo (Mc 5,37) e dai quali si farà accompagnare nell'orto dei Getsemani, più vicini degli altri 8 (Mt 26,37). Vanno su un alto monte, isolandosi (1 Sei giorni dopo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte) per pregare (Lc 9,28). Il volto di Gesù diventa luminoso come il sole e le sue vesti sfolgorano come luce (2 E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce). La trasfigurazione di Gesù avviene mentre sta in preghiera (Lc 9,29), cioè in dialogo col Padre. In realtà il dialogo con Dio, la vicinanza e l'intimità con lui nella preghiera, produce nel credente un fenomeno simile a quello che avvenne anche a Mosè, quando andava a incontrare Dio: Dio emanava luce, Mosè riceveva tale luce, ne restava illuminato e la trasmetteva (Es 34,29-35). In Quaresima il nostro impegno dev’essere proprio quello di lasciarci illuminare e trasformare grazie all'ascolto della Parola di Dio (5 Ascoltatelo), alla contemplazione di Gesù (4 non videro nessuno, se non Gesù solo, Dio reso visibile) e all’accoglimento di Lui e della sua vita in noi con l’imitazione. (b) Mosè ed Elia, che rappresentavano la Legge e la Profezia, si presentano a conversare con Gesù (3 Ed ecco, apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui) e l'oggetto è l'esodo di Gesù (Lc 9,30), il passaggio di Gesù da questo mondo al Padre (Gv 13,1), cioè la sua Passione e Morte, che sono l’umiliazione e abbassamento di Gesù, e la sua Resurrezione e Ascensione, che sono la sua glorificazione ed esaltazione. Non ci sfugga che la trasfigurazione avviene 6 (1) od 8 (Lc 9,28) giorni dopo la prima profezia molto particolareggiata della passione (Mt 16,21) e prima della seconda appena accennata, che conferma la profezia precedente (9 Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti»). La liturgia quaresimale fu organizzata proprio per aiutare i battezzandi a realizzare questo mistero di vita e di morte, che porta alla perfetta unione con Cristo, e per guidare noi già battezzati a rivivere questa realtà del nostro battesimo; ora è il tempo per realizzare il nostro esodo, la nostra pasqua, la nostra morte al peccato per arrivare a risorgere a vita nuova con Cristo. (c) Una nube luminosa circonda i discepoli e rivela la presenza e l'intervento di Dio (5 Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra) come in altre teofanie; la voce del Padre si fa sentire e presenta il Figlio come il suo Unigenito, nel quale si compiace e che i discepoli devono ascoltare come maestro (5 Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo») e imitare come modello, praticandone l'insegnamento. E’ quello che dobbiamo fare anche noi nella Quaresima: vedere Gesù, contemplarlo, imitarlo col fare nostro il suo modo di pensare e di amare. (d) Matteo ci mostra Gesù, che si avvicina ai discepoli, li tocca e li incoraggia a non temere (7 Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete») per far capire che non sono soli davanti a Dio, perché hanno Gesù come avvocato presso il Padre, e non sono soli davanti a Satana - che vuole impedire loro il cammino verso la propria morte e resurrezione spirituale - perché hanno Gesù che li sostiene. E questo vale anche per noi.

    2. (a) I discepoli seguono Gesù e pregano con lui per qualche tempo, ma si addormentano (Lc 9,32), come nel Getsemani (Mt 26,40.43.45); svegliandosi vedono Gesù circondato da gloria con Mosè ed Elia (3) e Pietro fa notare che è bello stare con Gesù trasfigurato e con i due ospiti (4 Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: Signore, è bello per noi essere qui!): lui è disposto a fare 3 capanne per Gesù e gli ospiti (4 Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia) per prolungare la permanenza di Gesù e degli ospiti. La risposta a questa sua proposta è la presenza di Dio con la nube e la Parola di Dio (5). Chi cerca Dio ha sempre questo tipo di risposta: Dio è presente e ci fa il dono di Gesù (Gv 3,16) e dello Spirito Santo (Lc 11,13). (b) I discepoli per questa ulteriore esperienza di Dio cadono con la faccia a terra e sono presi da timore riverenziale nei confronti di Dio (6 All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore); poi si ritrovano soli con Gesù (8 Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo), che li incoraggia, e con lo Spirito Santo, che accompagna loro – e noi – nel cammino verso la Pasqua. Gesù per mezzo dello Spirito ci sostiene e ci incoraggia nonostante le nostre debolezze, delle quali ci fa prendere coscienza e per le quali ci suggerisce i rimedi; egli ci aiuta a prendere le medicine spirituali necessarie, sempre in clima di preghiera.

    II - Genesi 12.1-4a - Dio invitò Abramo a lasciare tutto: la famiglia di origine, la parentela, il clan, la sua civiltà e cultura, e la patria, e gli disse di andare verso una terra, che non gli indicò allora ma gli avrebbe rivelato solo in seguito (1 Il Signore disse ad Abram: «Vattene dalla tua terra,/ dalla tua parentela/ e dalla casa di tuo padre,/ verso la terra che io ti indicherò). L'ordine di Dio era tutt’altro che facile da eseguire, perché significava rompere i legami con tutto un sistema di relazioni e protezioni ed esporsi a tutti i pericoli: pensiamo ai rischi degli emigranti di oggi e moltiplichiamoli e ci faremo una pallida idea di quale poteva essere la situazione di Abramo 4000 anni fa. Certo le promesse di Dio erano bellissime: e ti benedirò (2), cioè ti arricchirò con i miei doni; in particolare renderò grande il tuo nome (2), cioè ti farò diventare famoso; Farò di te una grande nazione (2), cioè ti darò numerosissimi discendenti al punto di farti diventare un popolo numeroso; e possa tu essere una benedizione (2), cioè ti renderò fonte di benedizione, e in te si diranno benedette/ tutte le famiglie della terra (3), cioè per mezzo tuo Io benedirò tutti i popoli della terra; e Benedirò coloro che ti benediranno/ e coloro che ti malediranno maledirò (3), cioè farò bene a chi te ne farà e restituirò male a chi te ne farà. Abramo credette a Dio come suo Dio e unico Dio e si affidò alla sua Parola: perciò obbedì al suo ordine di lasciare tutto e partire (4 Allora Abram partì, come gli aveva ordinato il Signore). La fede in Dio è grandissima in Abramo e lo spinge a questo abbandono totale ed eroico; egli spera nella Sua sapienza e potenza e bontà infinite, affidandosi alla sua Parola. La fede è indispensabile per avviare il rapporto con Dio e per alimentarlo; bisogna che crediamo in lui come unico Dio in tre persone e accettiamo come vera la sua Parola, che riponiamo in Lui la nostra speranza e lo amiamo come il sommo bene, dandogli la precedenza in tutto. Bisogna credere anche all'incarnazione, passione e morte, resurrezione e ascensione di Gesù: egli è il nostro salvatore, maestro, modello da contemplare e imitare. E’ così la nostra fede? La alimentiamo con l’ascolto e la riflessione sulla Parola di Dio? La viviamo nella vita quotidiana? Le benedizioni di Dio erano per Abramo ma anche per i suoi discendenti spirituali: quindi anche per noi, se condividiamo la sua fede. E ci impegniamo a comunicare la nostra fede agli altri?

    III - 2Timoteo 1,8b-10 - E’ Dio che ci ha salvati e ci ha chiamati alla santità non per i nostri meriti (9 Egli infatti ci ha salvati e ci ha chiamati con una vocazione santa, non già in base alle nostre opere), ma per la sua misericordia e il suo piano di salvezza, (9 ma secondo il suo progetto e la sua grazia); questa misericordia di Dio ci è stata offerta fin dall'eternità in Gesù e per mezzo di Gesù (9 Questa ci è stata data in Cristo Gesù fin dall’eternità), ma è stata manifestata per quello che ci serve per la salvezza con la prima venuta di Gesù Signore, Messia e Salvatore (10 ma è stata rivelata ora, con la manifestazione del salvatore nostro Cristo Gesù): egli con la sua morte e risurrezione ha vinto la morte (10 Egli ha vinto la morte) e con l'annunzio del Vangelo ci ha rivelato con chiarezza la vita eterna, che ci viene già data ora, e l'immortalità, che ci è riservata nella sua seconda venuta (10 e ha fatto risplendere la vita e l’incorruttibilità per mezzo del Vangelo). Paolo esorta Timoteo perché anzitutto non si vergogni né di dare testimonianza a Gesù e né di lui, che sta in carcere per amore di Gesù (8 Non vergognarti dunque di dare testimonianza al Signore nostro, né di me, che sono in carcere per lui), e poi grazie all'aiuto di Dio soffra pazientemente con lui per la diffusione del Vangelo (9 ma, con la forza di Dio, soffri con me per il Vangelo). Aderiamo anche noi con la fede alla Parola di Gesù e alimentiamo in noi la fede di Paolo e Timoteo per arrivare a trasformarla in vita quotidiana.

    EUCARESTIA. Questo Gesù trasfigurato, che ascoltiamo nella Liturgia della Parola e al quale ci uniamo nell’offerta del suo sacrificio e nella comunione eucaristica, è la meta, alla quale confidiamo di arrivare con l’aiuto della grazia di Dio alla fine della quaresima, grazie a un dialogo con Dio più prolungato, a un digiuno più completo, a una pratica delle opere di carità più puntuale. Ci rivolgiamo alla Vergine Maria e a S. Giuseppe, agli Angeli Custodi e Santi Patroni e ai Santi Penitenti, perché ce ne ottengano la grazia. (mons. Francesco Spaduzzi)

Un pensiero al giorno

18 febbraio - Santa Geltrude (Gertrude) Comensoli - Titolo: Fondatrice

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  • 27/05/2008
    Casa Nossa Senhora do Carmo, c/o Santuàrio de Nossa Senhora de Fatima. Appartado 31 2496-908 Fatima Codex tel. 00351.249539600 oppure 00351.249539601 (chiedere di Mons. Spaduzzi), Fax: 00351.249.539609 (aggiungendo: all attenzione di Mons. Spaduzzi)
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  • 25/05/2008
    Dal 5 al 26 luglio 2008 starò a Fatima al servizio del Santuario per le confessioni in italiano, inglese, francese, portoghese. Vi aspetto tutti.

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  • 25/05/2005
    Il martedì e il mercoledì che precede il primo venerdì del mese sono a disposizione per l'ascolto delle Confessioni nelle Comunità Terapeutiche de La Tenda di Giovi (SA), Saragnano e Mercato S. Severino.

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