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Un pensiero al giorno

18 febbraio - Santa Geltrude (Gertrude) Comensoli - Titolo: Fondatrice

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Bastamare Notizie

Omelie e Preghiere

Tempo di Avvento: Domenica 3 A

Nota introduttiva: Non si tratta di “omelia”, ma di riflessioni che vengono dalla meditazione della Parola di Dio e che possono offrire spunti per la  preghiera personale e l’omelia. Sono graditi suggerimenti per rendere più utili queste riflessioni (mons. Francesco Spaduzzi,  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )


Tempo di Avvento: Domenica 3 A

I -  Matteo 11,3-11 1. Giovanni Battista incomincia la sua predicazione, annunciando che era imminente la venuta del Messia, il quale giudicherà gli Ebrei e tutti gli uomini nel Giudizio Universale alla fine del mondo. La sua predicazione è breve perché viene arrestato presto. Egli è il primo profeta dopo 400 anni di silenzio e si mostra duro nel linguaggio, quando invita alla conversione; conosce Gesù da prima che nascessero entrambi e sa che il cugino è il Messia atteso. Comunque in carcere i suoi discepoli gli fanno sapere che Gesù è mite e non aggressivo nella predicazione, non parla di prossimo giudizio universale, insiste invece molto sulla necessità della conversione, per accogliere il Regno di Dio, che è prossimo; perciò essi si domandano se è il Messia. Per Giovanni Battista va bene anche così, ma vuole rassicurare i discepoli e così manda una delegazione a Gesù (2 Giovanni, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, per mezzo dei suoi discepoli mandò), per fargli chiedere se è lui il Messia atteso od occorre aspettare un altro (3 a dirgli: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?»). Gesù in risposta opera alcuni miracoli, come già ne aveva fatti tanti e che corrispondevano a ciò che aveva preannunziato Isaia (62,5) a proposito del Messia e rimanda la delegazione con un messaggio (4 Gesù rispose loro), che riferisce i miracoli, che Gesù ha operati e loro hanno visti (4 Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete: 5 i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano) e soprattutto che ai poveri ed emarginati è annunciato il Vangelo della salvezza (5 ai poveri è annunciato il Vangelo). Gesù conclude il messaggio di risposta con una beatitudine, che è anche un ammonimento: E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo! (6). In effetti i discepoli di Giovanni erano un po’ sorpresi e meravigliati, perché Gesù, presentato da Giovanni come Messia, non rispondeva in alcuni particolari al loro modo di pensare e alla predicazione del precursore; i capi ebrei si scandalizzavano molto di più perché Gesù non era un Messia politico e combatteva la loro religiosità esteriorizzante; i discepoli di Gesù si scandalizzavano moltissimo perché Gesù preannunziava la passione e morte e il rifiuto della sua missione da parte della classe dirigente, che rappresentava la religione ufficiale. Gesù avverte che è beato chi accetta Lui e la sua missione così come è, come l’ha voluta Dio. Noi vogliamo essere fra questi beati: accettiamo Gesù come maestro e come crocifisso e anche la nostra crocifissione con lui; vogliamo prendere anche in seria considerazione le osservazioni di rimprovero, che fa il Papa a proposito della mondanità del clero e delle persone consacrate, mondanità che non corrisponde alla volontà di Dio e alla nostra vocazione di cristiani e persone che sono state scelte dal Signore, affinché stiamo in modo speciale con lui, per poter essere  mandati a collaborare alla salvezza del prossimo.

2. Gesù lascia partire gli inviati di Giovanni e poi ne parla alla folla presente, che ben lo conosce (7 Mentre quelli se ne andavano, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle), e fa notare loro che nel deserto (7 Che cosa siete andati a vedere nel deserto?) essi non hanno avuto a che fare con una persona qualunque, debole e incostante, pieghevole come le canne (7 Una canna sbattuta dal vento?), né con uno che viveva nel lusso, giacché costoro vivono nei palazzi regali (9 Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che vestono abiti di lusso stanno nei palazzi dei re!); essi hanno incontrato in Giovanni il profeta più grande dell’AT e anche qualcosa in più (9 Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta): di lui l'AT dice che è il messaggero, che precede la venuta del Messia e ne prepara l’accoglienza (10 Egli è colui del quale sta scritto: Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero,/ davanti a te egli preparerà la tua via). In effetti Giovanni è un personaggio importantissimo nell'AT e nel mondo intero (11 In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista), anche se c'è distanza immensa tra lui, che è il precursore, e il Messia, al quale Giovanni ha fatto da battistrada (11 ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui). Giovanni ha portato avanti benissimo la sua missione di preparazione, ma è un'altra cosa il Messia, che inaugura i nuovi tempi. Gesù esalta Giovanni, perché è un grande santo ed è arrivato fino a dare la sua vita per fare la volontà di Dio; così ha preceduto Gesù nel tempo, ma anche nella stessa sorte, di essere condannato a morte senza nessun motivo, assolutamente innocente. La Parola di Dio oggi ci indica chi è Gesù, il Messia che viene a salvarci, e chi è Giovanni, il suo precursore, che viene a preparare gli Ebrei ad accogliere Gesù. Leggiamo e studiamo anche l’AT con attenzione e specie Giovanni per accogliere Gesù nella nostra vita e così lasciarci guidare alla salvezza.

II -  Isaia 35,1-6a.8a.10 - Isaia preannunzia che si trasformerà il deserto in giardino (1 e fiorisca la steppa;Come fiore di narciso fiorisca) e diventerà bello come il Libano e il Carmelo e la Pianura di Saron (2 Le è data la gloria del Libano, lo splendore del Carmelo e di Saron). Esso deve gioire di tutto questo (1 Si rallegrino il deserto e la terra arida, esulti; 2 sì, canti con gioia e con giubilo): motivo della gioia è che Dio verrà ed esso ne vedrà la gloria e lo splendore (2 Essi vedranno la gloria del Signore, la magnificenza del nostro Dio). La trasformazione interesserà soprattutto gli uomini, che vengono invitati a rafforzare le mani e le ginocchia (3 Irrobustite le mani fiacche, rendete salde le ginocchia vacillanti) e a tirarsi su col morale (4 Dite agli smarriti di cuore: Coraggio, non temete!), perché Dio viene a salvare il suo popolo - e l'umanità - e porta la ricompensa ai buoni e il castigo ai cattivi (4 Ecco il vostro Dio, giunge la vendetta, la ricompensa divina. Egli viene a salvarvi). In occasione della sua venuta Dio opererà miracoli: i ciechi vedranno, i sordi udranno, gli zoppi cammineranno, i muti parleranno (5 Allora si apriranno gli occhi dei ciechi e si schiuderanno gli orecchi dei sordi. 6 Allora lo zoppo salterà come un cervo, griderà di gioia la lingua del muto). Inoltre Dio aprirà nel deserto una strada, che sarà chiamata Via Santa (8 Ci sarà un sentiero e una strada e la chiameranno via santa), per la quale cammineranno i riscattati da Dio per arrivare fino a Gerusalemme nella gioia più grande, che si sostituirà alle sofferenze del passato (10 Su di essa ritorneranno i riscattati dal Signore e verranno in Sion con giubilo; felicità perenne splenderà sul loro capo; gioia e felicità li seguiranno e fuggiranno tristezza e pianto). Questa profezia si realizzerà parzialmente quando gli Ebrei lasceranno Babilonia e torneranno nella Palestina, cosa che darà loro tanta gioia, e completamente quando verrà Gesù (il Vangelo di oggi), opererà questi miracoli ed egli stesso diventerà la via, che porta alla salvezza. Questa salvezza riguarda gli ebrei e i pagani, tutti gli uomini. Gli ebrei desideravano tanto la venuta di Dio, che avrebbe portato loro tanta gioia; anche noi prepariamoci bene ad accogliere Gesù Signore, che viene ora nell'oscurità dei segni sacramentali e non, per poterlo ricevere bene quando verrà a prenderci alla fine della vita e alla fine del mondo.

III - Giacomo 5,7-10 - Giacomo raccomanda ai fratelli (7.10), destinatari della sua lettera, di prepararsi bene alla seconda venuta del Signore (7 fino alla venuta del Signore), annunciando che essa è vicina (8 perché la venuta del Signore è vicina), motivazione molto forte per impegnarsi seriamente nella vita cristiana. Il Signore viene come giudice di tutti gli uomini (9 ecco, il giudice è alle porte). Anzitutto raccomanda la costanza, ricordata 4 volte, 2 volte come aggettivo e due volte come sostantivo: Siate dunque costanti (7), Siate costanti anche voi (8), imitando la costanza dell’agricoltore, che semina a suo tempo e poi aspetta che ci siano le piogge primaverili e autunnali, che consentiranno alla terra di produrre il prezioso raccolto (7 Guardate l’agricoltore: egli aspetta con costanza il prezioso frutto della terra finché abbia ricevuto le prime e le ultime piogge) e la costanza e la pazienza nelle sofferenze, di cui hanno lasciato splendido esempio i profeti, che hanno proclamato la Parola di Dio (10 Fratelli, prendete a modello di sopportazione e di costanza i profeti che hanno parlato nel nome del Signore). Oltre la speranza e la fiducia, è necessario alimentare il coraggio e la sicurezza (8 rinfrancate i vostri cuori), che Dio non mancherà di infondere nei cuori attraverso la sua grazia e la sua Parola. Infine raccomanda di non mormorare gli uni contro gli altri, perché il giudizio tocca solo all’unico Signore e per evitare di essere giudicati e condannati da Lui (9 Non lamentatevi, fratelli, gli uni degli altri, per non essere giudicati); Dio conosce le azioni esterne degli uomini ma scruta anche i loro cuori e solo Lui può dare un giudizio veritiero e completo, mentre i nostri giudizi spesso sono temerari e avventati. Queste quattro raccomandazioni di Giacomo giovano anche a noi: la costanza, il coraggio, la pazienza, il rispetto del prossimo. Mettendo in  pratica queste indicazioni, faremo progressi nell'amicizia col Signore e coi fratelli.

EUCARESTIA. Il Signore venne, il Signore verrà, il Signore viene... Viene nell’Eucarestia e nei tanti modi di presenza. Valorizziamoli tutti per la nostra crescita spirituale, ma soprattutto questo dell’Eucarestia, perché è il più intenso e quello che ci dà più energia spirituale. Preghiamo la Vergine e S. Giuseppe, gli Angeli Custodi e i Santi Patroni, perché ce ne ottengano la grazia. (mons. Francesco Spaduzzi)

Tempo di Avvento: Immacolata Concezione di B. Vergine Maria

Nota introduttiva: Non si tratta di “omelia”, ma di riflessioni che vengono dalla meditazione della Parola di Dio e che possono offrire spunti per la  preghiera personale e l’omelia. Sono graditi suggerimenti per rendere più utili queste riflessioni (mons. Francesco Spaduzzi,  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )

Tempo di Avvento: Immacolata Concezione di B. Vergine Maria

I - Luca 1,26-38 – 1. Chi è e che cos'è e come si comporta Maria nel Vangelo di oggi? (a) Maria è una ragazza di un paesino, Nazaret (26 l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret), mai nominato nell’AT e i cui abitanti godevano di sgradevole fama, al punto che si diceva “sciocco come un Nazaretano”. Il nome della ragazza (27 La vergine si chiamava Maria) pare avesse origine egiziana e significherebbe “signora” o “amata da Dio”; ma sono una settantina i possibili significati proposti. Essa è vergine e fidanzata a Giuseppe, discendente del re Davide (27 a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe), che è senza regno e fa il falegname e il carpentiere per campare. Maria è donna molto stimata perché bravissima ragazza, seria e gioiosa, bella fisicamente e moralmente. L’Angelo la saluta col nome “arricchita di grazia” (28 Entrando da lei, disse: Rallegrati, piena di grazia), cioè Maria è colei che Dio ha riempito di ogni grazia, di ogni buona qualità, perché oggetto della benevolenza e del favore di Dio (30 L’angelo le disse: Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio), quindi graditissima a Dio e agli uomini. Con queste parole l'Angelo le dice quello che lei già avvertiva dentro di sé: si sentiva pienamente unita a Dio, perché faceva sempre la Sua volontà e nessuna barriera c'era fra Dio e lei, donna senza peccato originale e senza peccati personali. Con l'espressione il Signore è con te (28) l’Angelo le comunica che il Signore le vuole affidare una missione con la garanzia che sarà sempre con lei per aiutarla a portarla a termine con successo; la stessa cosa Dio aveva promesso tante volte a grandi personaggi nell'AT: Abramo, Mosè, Giosuè, Davide, ecc., e l’aveva realizzata. Le parole dell’Angelo la turbano (28 A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo), ed egli le spiega che la missione, che Dio le vuole affidare, è la più alta in assoluto: si tratta di mettere al mondo Gesù e assisterlo in tutto quello che riguarda la sua missione di inviato di Dio; nel suo nome rivela la sua missione di salvatore (31 Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù): egli è il figlio di Dio e diventa uomo (32 Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo), prenderà possesso del trono di Davide (32 il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre) e avrà un  regno eterno (33 e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine), come eterno è tutto ciò che è di Dio. Quanto è bella Maria e quanto è grande la sua missione! Ammiriamola anche noi come i suoi paesani. Guardando a lei, il pensiero correva a Dio. Lei era santa e chi entrava in contatto con lei aveva pensieri santi. Pensiamo alla sua grandezza, giacché è la creatura che ha il rapporto più stretto con Dio, essendo la madre del Figlio di Dio. Quale posto occupa la Madonna nella nostra vita spirituale? Ci rendiamo graditi a Dio, evitando il peccato e facendo il bene secondo i comandamenti e i nostri doveri, seguendo il suo esempio?

2. Maria è santa e pratica le virtù: (a) crede alla Parola di Dio, comunicatale per mezzo dell'Angelo, ma, prudentemente chiede spiegazioni (34 Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?») su come conciliare la verginità, a cui si è impegnata per volontà di Dio, e la maternità, che ora Dio le propone inaspettatamente. Nell'AT la verginità e il celibato erano un fatto molto raro e sembrava andare contro il piano di Dio, che aveva detto: Crescete e moltiplicatevi (Gn 1,28) e che aveva promesso di fare venire al mondo il Messia, facendolo nascere da una donna (Gn 3,15); comunque nell’AT ci sono personaggi, che Dio aveva privati della moglie come Ezechiele profeta (VI sec. a.C.) o a cui non aveva consentito le nozze come Geremia (VII e VI sec. a.C); ma ai tempi di Maria non erano considerati cosa singolare perché c'erano gruppi religiosi, come gli Esseni, che li praticavano come forma di consacrazione a Dio per dedicarsi al suo servizio a tempo pieno. L'Angelo spiega a Maria che concepirà per opera dello Spirito Santo (35 Le rispose l’angelo: Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra) - e quindi sarà rispettata la sua verginità fisica - e che il Bambino è il Figlio di Dio (35 Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio; cfr 32) - e quindi potrà vivere anche la verginità spirituale nel senso di dedicare la sua persona e tutte le sue energie e tempo al servizio del Dio fatto uomo e suo figlio. Maria crede, ma l'Angelo comunque le parla della cugina Elisabetta, che ha concepito miracolosamente Giovanni (36 Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile), il futuro Battista; proprio quella Elisabetta, che le aveva fatto da mamma dopo la morte dei genitori Anna e Gioacchino. Gabriele fa appello alla onnipotenza di Dio (37 nulla è impossibile a Dio) per spiegare il miracolo, ma non parla delle sofferenze future del Messia, che però Maria conosceva bene dall'AT, grazie alla particolare luce, che Dio le comunicava per farle capire il suo piano di salvezza per l'umanità. E quindi Maria sa che la sua missione le procurerà tantissimo dolore. Con piena coscienza e conoscenza Maria esprime la sua piena adesione alla volontà di Dio (38 Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei) come sempre aveva fatto nella sua vita, evitando quindi ogni peccato mortale e veniale e difetto, lei che era senza peccato orginale. E noi abbiamo la fede piena nella Parola di Dio? Usiamo la prudenza nelle circostanze della vita? Accettiamo integralmente e generosamente e senza lamentarci la volontà di Dio, anche quando ci comporta sofferenza? Collaboriamo come Maria alla salvezza dell'umanità, nonostante in certi momenti ci costa pregare e ci costa sempre fare sacrifici? Collaboriamo con Cristo alla salvezza dei fratelli come Cristo e Maria hanno operato per la nostra salvezza personale? Ci  conserviamo  umili come fece Maria in tutta sua vita, perché sempre cosciente che tutto ciò che era e aveva sul piano naturale e soprannaturale le veniva dalla bontà misericordiosa e infinita di Dio senza i suoi meriti?

II - Genesi 3,9-15.20 – (a) L'uomo si nasconde davanti a Dio, che però lo cerca (9 Ma il Signore Dio chiamò l’uomo e gli disse: «Dove sei?»); egli ha paura di Dio non perché è nudo fisicamente (10 Rispose: «Ho udito la tua voce nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto») - lo era anche prima davanti a Dio e ai propri occhi e della moglie -, ma perché è spogliato dei doni soprannaturali e preternaturali e indebolito nei naturali. Dio aveva dato ai progenitori i doni naturali dell'anima e del corpo con l'intelligenza è la volontà, i doni preternaturali della immortalità, impassibilità, integrità (il controllo pieno di tutte le nostre tendenze), e i doni soprannaturali della  grazia santificante e dei doni e dei frutti dello Spirito Santo e delle beatitudini. I progenitori hanno paura di Dio, mentre prima provavano gioia, e si nascondono mentre prima correvano da lui. Dio fa notare che questa è la conseguenza della loro ribellione a Dio (11 Riprese: «Chi ti ha fatto sapere che sei nudo? Hai forse mangiato dell’albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?»), per cui hanno dimostrato di non aver avuto fede, speranza e carità verso Dio e neanche verso i discendenti, che subiranno anche loro le terribili e spaventose conseguenze del loro peccato. Adamo incolpa Dio creatore ed Eva (12 Rispose l’uomo: «La donna che tu mi hai posto accanto mi ha dato dell’albero e io ne ho mangiato») ed Eva accusa Dio creatore e il serpente (13 Il Signore Dio disse alla donna: «Che hai fatto?». Rispose la donna: «Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato»), invece di assumersi le loro responsabilità, pentirsi del loro peccato e chiedere perdono: ormai neanche non si amano più tra di loro come prima. Ecco che cosa provoca il peccato in noi: mette in crisi i nostri rapporti con Dio, col prossimo, con noi stessi, con la natura. Pentiamoci dei nostri peccati e correggiamoci per avere il perdono e per rimetterci nel giusto cammino. (b) Il serpente viene maledetto e punito da Dio ed è messo al di sotto degli altri animali (14 Allora il Signore Dio disse al serpente: «Poiché hai fatto questo,/ maledetto tu fra tutto il bestiame e fra tutti gli animali selvatici!/ Sul tuo ventre camminerai e polvere mangerai/ per tutti i giorni della tua vita): il diavolo è umiliato come l'ultima delle creature, anche al di sotto dell'uomo e della donna, che ha ingannati; anzitutto è sotto il tallone di Gesù, da cui sarà schiacciato quando tenterà di fargli male al calcagno, e anche della Madre di Gesù, che è tutta santa, e quindi totalmente sottratta al suo potere malvagio per sempre (15 Io porrò inimicizia fra te e la donna, / fra la tua stirpe e la sua stirpe/ questa ti schiaccerà la testa/ e tu le insidierai il calcagno); così viene preannunciata l’Immacolata Concezione di Maria. Eva viene indicata come madre dei viventi, mentre è solo madre di condannati a morte (20 L’uomo chiamò sua moglie Eva, perché ella fu la madre di tutti i viventi); in realtà è Maria la madre dei viventi e noi siamo orgogliosi di questa madre, che ci fa belli come suo figlio Gesù, graditi a Dio e salvati: Gesù con la cooperazione della sua e nostra Madre ci riapre le porte del Paradiso, diversamente dai progenitori, che ce l’hanno fatto perdere, portandoci lontano da Dio.

III - Efesini 1,3-6.11-12 – Dio agisce secondo la sua volontà onnipotente (11 secondo il progetto di colui/ che tutto opera secondo la sua volontà) e ha un suo piano di salvezza, che è frutto del suo amore (5 secondo il disegno d’amore della sua volontà) ed è per la sua gloria (6 a lode dello splendore della sua grazia; 11 predestinati... 12 a essere lode della sua gloria); tutto è creato da Dio e lo è per la sua gloria, cioè perché egli sia conosciuto e riconosciuto con la lode, amato e anche riverito, e servito. Anche Maria e ciascuno di noi siamo stati creati con questo fine. (b) Da tutta l'eternità Dio ci ha scelti perché fossimo senza macchia e santi in una vita d'amore per lui (4 In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo/ per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità) e ci ha predestinati a essere suoi figli adottivi (5 predestinandoci a essere per lui figli adottivi mediante Gesù Cristo). Al momento opportuno ci ha anche arricchiti di ogni dono spirituale, di cui abbiamo bisogno sulla terra e nei cieli (3 che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo). Dio ha anche stabilito che noi diventassimo eredi del paradiso (11 In lui siamo stati fatti anche eredi). (c) Tutto questo è stato realizzato per i meriti di Cristo e in Cristo e per Cristo; ecco le singole tappe: la scelta (4 in lui), la predestinazione (5 mediante Gesù Cristo); il conferimento dei doni (3 in Cristo), la sua grazia (6 sua grazia, di cui ci ha gratificati nel Figlio amato), il conseguimento dell’eredità (11 In lui): in realtà Dio, che è il Padre di Gesù Cristo (3 Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo), ha voluto donarci tutto, dandoci Gesù, e ha voluto che noi fossimo suoi figli (5). (d) La nostra risposta: credere, sperare nella bontà e amore infinito di Dio e nei meriti infiniti di Cristo (12 noi, che già prima abbiamo sperato nel Cristo, lodarlo (3 Benedetto), rispondere al suo amore col nostro amore.

EUCARESTIA. Essa rende presente Gesù col suo sacrificio redentore, che ci libera dal peccato originale nel battesimo e ci perdona i peccati personali nella confessione e ci trasmette la forza di superare le tentazioni specie con l’Eucarestia. Chiediamo alla Vergine SS. e a S. Giuseppe, agli Angeli Custodi e ai SS. Patroni, di utilizzare i tanti mezzi di salvezza istituiti da Gesù a nostro vantaggio (mons. Francesco Spaduzzi)

Tempo ordinario: Domenica 34 C - solennità di Cristo Re

Nota introduttiva: Non si tratta di “omelia”, ma di riflessioni che vengono dalla meditazione della Parola di Dio e che possono offrire spunti per la  preghiera personale e l’omelia. Sono graditi suggerimenti per rendere più utili queste riflessioni (mons. Francesco Spaduzzi,  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )

Tempo ordinario: Domenica 34 C - solennità di Cristo Re

I - Prima Luca 23,35-43 - 1. Luca ricorda le persone che sono presenti intorno alla croce di Gesù e il loro atteggiamento nei Suoi confronti. (a) La folla sta probabilmente a una certa distanza e osserva (35 Il popolo stava a vedere); sono i tanti che hanno conosciuto Gesù: alcuni hanno ricevuto miracoli e hanno anche creduto in lui e soffrono per quanto gli sta accadendo, altri non hanno creduto ma non hanno preso posizione contro di lui; di questi molti nutrono anche un certo rispetto per il condannato e incominciano a provare timore per quella strana oscurità, che ha coperto all'improvviso il territorio fino all'orizzonte. (b) Ci sono i capi spirituali, nemici irriducibili, che prendono in giro Gesù per la sua pretesa di essere l'inviato di Dio, mandato a salvare gli altri – e alcuni li ha salvati veramente - ma non può salvare se stesso dalla condanna a morte; e perciò si sentono in diritto di sfidarlo (36 i capi invece lo deridevano dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto»). (c) I soldati del drappello, che ha accompagnato Gesù al Calvario, lo hanno crocifisso, si sono divise le vesti e ora gli montano la guardia; anch’essi lo prendono in giro e gli offrono da bere la bevanda acetosa (36 Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto), che serviva per stordire i crocifissi e alleggerirne le pene; ma lo sfidano anche loro a salvarsi se è il re dei Giudei (37 e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso»), altro titolo messianico; essi prendevano spunto dal motivo della condanna a morte, indicato dalla tavoletta, cioè che Gesù era il re dei Giudei (38 Sopra di lui c’era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei»). (d) Deride Gesù anche uno dei due ladri, crocifissi con Lui, fingendo che lui e il suo compagno si aspettano la salvezza da chi è il Cristo (39 Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!»). Nessuno di questi singoli e gruppi crede che Gesù è il Cristo, l’eletto, il re dei Giudei, venuto a salvare gli ebrei e l'umanità. E se restano in questa mancanza di fede, non saranno salvati, perché la fede è indispensabile per la salvezza eterna: occorre credere che Gesù è vero Dio e vero uomo e ha la missione di redentore. Perciò noi crediamo che Gesù è il Cristo, l’Eletto, il re dell’universo, il Salvatore, il Maestro; Lo adoriamo, speriamo in  lui, lo amiamo, chiediamo perdono dei nostri peccati; non vogliamo far parte né della folla lontana e indifferente, né dei nemici di Gesù. Confidiamo nella sua misericordia per essere salvati.

2. Sul Calvario ci sono anche le donne che hanno accompagnato Gesù; alcune sono più vicine al Crocifisso come la Maddalena e altre 2 o 3, altre più distanti; vicinissimi a Gesù sono Maria e Giovanni. Maria ha fede piena in Gesù e non vacilla nonostante le sofferenze di Gesù e le sue personali. Giovanni e le pie donne sono lì per un legame prevalentemente umano con Gesù, una grande stima e gratitudine e amore a Lui, ma la loro fede è molto vaga e rudimentale. C'è però lì un personaggio speciale, il discepolo dell’ultimissima ora: il ladro pentito, che per i suoi sentimenti verso Gesù rassomiglia  più a Maria che a Giovanni. Egli dichiara l'innocenza di Gesù da ogni colpa (41 egli invece non ha fatto nulla di male) e riconosce le proprie colpe, sentendone vero dolore (41 Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni); inoltre crede che Gesù è il re di un regno dell'eternità, dove regna solo Dio, spera nel suo perdono e Gli chiede di portarlo nella Sua mente e nel Suo cuore (42 E disse: «Gesù, ricòrdati di me quando entrerai nel tuo regno»): la conoscenza per gli orientali include anche l’amore perché procedono insieme. In sostanza Gli chiede di tenerlo con Sé, come espressione del loro amore reciproco: amore infinito da parte di Gesù, appena iniziale da parte del ladro; comunque questi pratica anche l'amore verso il prossimo, ammonendo il compagno - una delle sette opere di misericordia spirituale; lo vuole portare sulla via della salvezza, per la quale egli si è incamminato. Lo invita perciò a mostrare sensibilità verso Gesù e a provare compassione per lui, dal momento che soffrono tutti e tre la stessa pena (40 L’altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena?). Sono i sentimenti che dobbiamo avere anche noi e che rivelano la nostra conversione: fede speranza e carità verso Dio e il prossimo, dolore dei peccati e accettazione della sofferenza in espiazione dei peccati. Alimentiamo in noi questi sentimenti e le conseguenti virtù. (b) La risposta di Gesù al ladro pentito è un giuramento con cui gli annuncia che oggi morirà - notizia normalmente poco gradevole, ma certamente molto desiderata da un crocifisso, perché così finiscono le sue torture, che potevano durare anche più di 3 giorni -, e gli garantisce che andrà a stare con Lui, cioè in paradiso (43 Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso»). Notizia bellissima! E’ la promessa più bella che può sentire un credente. Il ladro pentito è il primo Santo, canonizzato direttamente da Gesù. Prima di lui sono dichiarati Santi: Maria piena di grazia, Giuseppe uomo giusto, Giovanni Battista il più grande degli uomini dell'Antico Testamento… La stessa promessa di salvezza eterna è annessa alla pratica dei primi venerdì e dei primi sabati del mese, all’indossare lo scapolare a certe condizioni in onore della Madonna del Carmelo, alla recita quotidiana delle 7 Avemarie in onore dell’Addolorata, alla recita del Rosario con la contemplazione dei misteri. Se facciamo una di queste pratiche - o tutte, tanto meglio!- quando ci accorgeremo che stiamo per morire, siamo certi che ci sentiremo ripetere da Gesù o Maria: “Oggi starai con me in paradiso”. Alleluia!

II - 2Samuele 5,1-3 – (a) Saul è morto e gli Ebrei sono rimasti senza re. Essi si rivolgono a Davide (1 Vennero allora tutte le tribù d’Israele da Davide a Ebron, e gli dissero) e gli ricordano che al tempo del re Saul era stato lui il capo dell'esercito e lo aveva guidato tante volte alla vittoria (2 Già prima, quando regnava Saul su di noi, tu conducevi e riconducevi Israele); gli fanno presente anche che è loro consanguineo (1 Ecco noi siamo tue ossa e tua carne); infine – ragione la più importante - da parte di Dio gli era stato annunciato che sarebbe stato il pastore-re d'Israele (2 Il Signore ti ha detto: “Tu pascerai il mio popolo Israele, tu sarai capo d’Israele”). Così in Ebron, dove risiedeva, si presentano a lui gli anziani del popolo, concludono un'alleanza con lui e lo ungono re d'Israele (3 Vennero dunque tutti gli anziani d’Israele dal re a Ebron, il re Davide concluse con loro un’alleanza a Ebron davanti al Signore ed essi unsero Davide re d’Israele), lui che era già consacrato re di Giuda. (b) Gesù è il discendente di Davide, quindi di famiglia regale, ed è re dell’universo, di tutti gli uomini – per i motivi che sentiremo nel brano ai Colossesi - anche se ora lo riconoscono come tale solo i credenti; alla fine del mondo la sua regalità sarà universalmente riconosciuta da tutti i salvati con gioia e soddisfazione e anche dai dannati con dolore e infamia. Gesù si è conquistato il regno con la sua passione e morte: con i suoi meriti ha offerto la salvezza a tutti gli uomini; ma sono salvati effettivamente solo coloro che credono in Gesù e ne mettono in pratica gli insegnamenti.

III - Colossesi  1,12-20 – (a) Paolo invita i Colossesi - e noi - a stare nella gioia e a ringraziare Dio, perché ci ha fatti partecipi dei beni preziosi, riservati al popolo eletto nel regno della luce, che è Dio stesso (12 ringraziate con gioia il Padre che vi ha resi capaci di partecipare alla sorte dei santi nella luce). Noi stavamo sotto il potere del diavolo, ed Egli ci ha liberati (13 È lui che ci ha liberati dal potere delle tenebre); per mezzo di Gesù ci ha riscattati, ci ha dato il perdono dei peccati (4 per mezzo del quale abbiamo la redenzione,/  il perdono dei peccati), e ci ha trasferiti già da ora nel regno del suo Figlio amatissimo (13 e ci ha trasferiti nel regno del Figlio del suo amore). Il Padre ci ama e per mezzo del Figlio, che Egli consegna alla morte per noi, ci perdona i peccati e ci trasferisce nel regno dei salvati grazie all'opera redentrice del Figlio. Quanto è grande l'amore del Padre per noi! (b) Chi è Gesù? (A) Il Dio invisibile si è fatto visibile in Cristo, nato dal Padre prima della creazione del mondo (15 Egli è immagine del Dio invisibile,/ primogenito di tutta la creazione). Tutte le cose create, in cielo e sulla terra, sono state fatte per mezzo di lui, sia le cose visibili sia quelle invisibili: i poteri, le forze, le autorità, le potenze; tutto fu creato per mezzo di lui e per lui (16 perché in lui furono create tutte le cose/ nei cieli e sulla terra,/ quelle visibili e quelle invisibili:/ Troni, Dominazioni, Principati e Potenze./ Tutte le cose sono state create/ per mezzo di lui e in vista di lui). Il Figlio è prima di tutte le cose e tiene insieme tutto l'universo (17 Egli è prima di tutte le cose/ e tutte in lui sussistono). Gesù, in quanto Dio è infinito come il Padre e lo Spirito Santo. Col Padre e lo Spirito ha creato il mondo e per mezzo suo, del Figlio, tutto è stato creato, sia le realtà visibili, sia quelle invisibili, come gli angeli dei vari Cori; tutto viene tenuto insieme per mezzo di lui e tutto è stato creato per Lui: è al vertice di tutto e di tutti. Credo a quanto Paolo dice di Gesù, adoro, ripongo in lui la mia speranza, voglio amarlo al di sopra di tutto, perché ne ha diritto e lo merita. (B) Egli è anche capo di quel corpo mistico che è la Chiesa, è la fonte della nuova vita, è il primo risuscitato dai morti: egli deve sempre avere il primo posto in tutto (18 Egli è anche il capo del corpo, della Chiesa./ Egli è principio,/ primogenito di quelli che risorgono dai morti,/ perché sia lui ad avere il primato su tutte le cose). In effetti Dio ha voluto essere pienamente  presente in lui (19 È piaciuto infatti a Dio/ che abiti in lui tutta la pienezza) e per mezzo di lui ha voluto rifare amicizia con tutte le cose, con quelle della terra e con quelle del cielo; per mezzo della sua morte in croce Dio ha fatto pace con tutti (20 e che per mezzo di lui e in vista di lui/ siano riconciliate tutte le cose,/ avendo pacificato con il sangue della sua croce/ sia le cose che stanno sulla terra,/ sia quelle che stanno nei cieli). Come tutto è stato creato per mezzo del Verbo, il Figlio di Dio, così tutto è stato “ricreato” per mezzo del Verbo Incarnato, di Gesù: Dio ha rifatto amicizia e pace per mezzo di Gesù e della sua croce con tutte le creature: con gli uomini e perfino con le creature irrazionali e inanimate (cfr Rm 8,18-23). Ringraziamo continuamente la SS. Trinità per l’opera redentrice, voluta dal Padre per amore e realizzata dal Figlio per amore e continuata dallo Spirito Santo per amore.

EUCARESTIA. Gesù deve essere il centro di tutto per noi: al centro dei nostri pensieri, sentimenti e affetti, perché anche le nostre parole, azioni e omissioni, ne sentano pienamente l’influsso. Il battesimo come fondamento e la confessione e la partecipazione completa all’Eucarestia sono sorgente mirabile della nostra conformazione a Cristo, che ci apre le porte del paradiso. Preghiamo la Vergine SS. e S. Giuseppe, i nostri Angeli Custodi e i nostri Santi Patroni, che Cristo sia veramente il re della nostra vita come lo è stato per loro. (Mons. Francesco Spaduzzi)

Tempo Ordinario: Domenica 33 C

Nota introduttiva: Non si tratta di “omelia”, ma di riflessioni che vengono dalla meditazione della Parola di Dio e che possono offrire spunti per la  preghiera personale e l’omelia. Sono graditi suggerimenti per rendere più utili queste riflessioni (mons. Francesco Spaduzzi,  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )

Tempo Ordinario: Domenica 33 C

I - Luca 21,5-19 – 1. (a) Alcuni parlavano fra di loro o con Gesù della bellezza del Tempio e dei doni votivi; ma Gesù fece notare (5 Mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, disse) che a breve sarebbe rimasto niente di tutto quello che si poteva ammirare ora (6 «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta»); egli si riferiva alla distruzione del Tempio da parte dei Romani, provocati dalle continue ribellioni degli ebrei negli anni 67-70 d.C. I discepoli o i presenti chiesero quando ciò sarebbe accaduto e quale sarebbe stato il segno premonitore (7 Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per  accadere?»). L’ebraismo non consisteva nel Tempio e nei suoi ex-voto, ma nell’accettare di entrare nell’alleanza con Dio e osservare i comandamenti; allo stesso modo il  cristianesimo non sta nelle sue chiese e strutture, ma nel credere nel Dio di Gesù Cristo e vivere secondo i suoi insegnamenti. Gesù dà vari avvertimenti: (b) i discepoli stiano attenti a non lasciarsi fuorviare dai molti falsi profeti che avrebbero annunciato che il tempo della venuta del Cristo era vicina e dai molti che si sarebbero presentati addirittura come il Cristo nella sua seconda venuta; non dovevano mettersi appresso a questi falsi cristi e falsi profeti (8 Rispose: Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo:  Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro!). Anche oggi ci sono i falsi profeti e falsi cristi e santoni a non finire. Molti si lasciano ingannare dalla loro ricerca del sensazionale: vogliono il contatto con le persone, che dicono di parlare con Cristo, la Madonna o i Santi, e si fanno trascinare fuori della Chiesa, con grave rischio di perdersi eternamente: essi dimenticano che il punto di riferimento dei cristiani è la Parola di Dio; pensiamo ai tanti ingannati anche nelle nostre zone. Si sono messi appresso ai santoni e fattucchieri di turno, che raccolgono circoli di persone, che stanno come rimbambite intorno a loro, che di cristiano hanno nulla; stiamo attenti ai questi tanti pretesi veggenti, che pensano o vogliono far credere di aver a che fare con il mondo soprannaturale, e invece sono solo illusi e alimentatori di illusioni, che portano fin fuori della Chiesa e della fede cristiana, come è avvenuto dei devoti del “Gesù Bambino” di Gallinaro. (c) Neanche dovevano i discepoli atterrirsi per le notizie di guerre e rivoluzioni, che sarebbero scoppiate, perché queste cose dovevano avvenire, ma non ci sarebbe stata ancora la fine del mondo (9 Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine); in effetti ci sarebbero state guerre fra regni e tra nazioni (10 Poi diceva loro: Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno), accompagnate da tremende carestie ed epidemie e da fatti terrificanti e segni grandiosi in cielo (11 e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo). Gesù preannunzia tutto questo in riferimento alla distruzione di Gerusalemme, che si sarebbe realizzata 40 anni dopo. I discepoli di Gesù nel 70 d. C. si allontaneranno da Gerusalemme, spinti da questa profezia, e si salveranno in tempo.

2. Gesù annunzia ancora la persecuzione dei suoi discepoli da parte degli Ebrei a causa della loro fede in Cristo (12): li prenderanno con violenza e li maltratteranno; li trascineranno nelle sinagoghe e nelle prigioni, davanti ai governanti e ai re per la loro fede in Gesù (12 Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome); li tradiranno amici e parenti e familiari e uccideranno alcuni (16 Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi): essi sono odiati da tutti a causa di Gesù e del loro amore per Lui (17 sarete odiati da tutti a causa del mio nome) e così potranno testimoniare la loro fede in Lui (13 Avrete allora occasione di dare testimonianza). Gesù li ammonisce a non scervellarsi a preparare la difesa (14 Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa); sarà lui stesso a dare loro sul momento 1a parola sapiente, che confonderà i loro avversari (15 io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere). E stessero tranquilli che saranno difesi da Dio come in una botte di ferro (18 Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto). Si salveranno solo se sapranno restare fedeli (19 Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita). Facciamoci coraggio; le persecuzioni hanno accompagnato sempre Cristo nella sua vita e la Chiesa, suo Corpo mistico nel suo sviluppo; Gesù da bambino sfuggì al tentativo, che fece Erode di eliminarlo, e durante la sua vita pubblica alle insidie dei capi ebrei; la Chiesa dovette subire prima le persecuzioni degli Ebrei e poi anche di alcuni imperatori romani, e poi nel corso della storia dei singoli, dei vari tiranni, e delle popolazioni, che rifiutano di credere in Gesù e non vogliono lasciare liberi gli altri che vogliono aderire a Lui.  Gesù ci promette che ci difenderà e ci sosterrà nelle persecuzioni, anche se dovessimo arrivare al punto di dare la vita per lui; Egli non ci lascerà mai soli. Così ha fatto nel corso dei secoli, così continuerà a fare sempre. Aspettiamoci le persecuzioni dai non cristiani, dai cattivi cristiani e anche da supposti buoni cristiani, come è avvenuto dei Santi e in particolare P. Pio.

II - Malachia 3,19-20a - Il profeta annuncia la venuta del giorno del Signore, cioè quello in cui Dio verrà come giudice di tutti gli uomini. I superbi e gli ingiusti saranno trattati come si fa con la paglia, che viene bruciata in un forno e di cui non resta traccia (19 Ecco infatti: sta per venire il giorno rovente come un forno. Allora tutti i superbi e tutti coloro che commettono ingiustizia saranno come paglia; quel giorno, venendo, li brucerà – dice il Signore degli eserciti – fino a non lasciar loro né radice né germoglio). Stiano tranquilli invece coloro che rispettano i comandamenti, perché quel giorno per loro sarà come il sorgere del sole, che fa giustizia, cioè che salva, spargendo i suoi raggi benefici (20 Per voi, che avete timore del mio nome, sorgerà con raggi benefici il sole di giustizia). Dio verrà come giudice e premierà i buoni ma castigherà i cattivi; perciò quel giorno ai cattivi ispirerà terrore e ai buoni riserverà gioia, perché il giudizio è in base ai comportamenti. Pensiamo spesso ai novissimi: morte, giudizio, inferno e paradiso; specie riflettiamo sul giudizio di Dio, che ci sarà alla fine della nostra vita, che è quello particolare, quando tutto verrà deciso circa la sorte di ciascuno per l'eternità: se moriamo in amicizia con Dio, saremo salvi in eterno – al più andremo in Purgatorio per completare la purificazione, ma questa non durerà in eterno, in quanto prima o poi si va in paradiso; se moriamo come nemici di Dio, saremo dannati in eterno e perciò la nostra sorte non cambierà neanche in un lontano o lontanissimo futuro. Poiché ignoriamo il momento della morte, cui segue immediatamente il giudizio particolare, dobbiamo sforzarci con la grazia di Dio di comportarci secondo la volontà e la legge di Dio, in modo da affrontare sorella morte sempre in amicizia col Signore.

III – 2Tessalonicesi 3,7-12 – Paolo aveva dimorato e predicato il Vangelo a Tessalonica in Grecia solo per breve tempo, perché era stato costretto ad allontanarsi per la persecuzione degli Ebrei contro di lui. Alcuni cristiani, dopo la sua partenza, a causa della non completa preparazione, avevano capito che la seconda venuta di Cristo era imminente e quindi trascuravano di fare alcuni doveri, in particolare il lavoro, ritenendolo ormai inutile (11 Sentiamo infatti che alcuni fra voi vivono una vita disordinata, senza fare nulla e sempre in agitazione). Informato della situazione, nel nome di Cristo Paolo li esorta come maestro di vita e della fede a guadagnarsi il cibo col proprio lavoro e serenamente (12 A questi tali, esortandoli nel Signore Gesù Cristo, ordiniamo di guadagnarsi il pane lavorando con tranquillità). Questa è una regola che egli aveva dato già quando, era stato fra loro: chi non lavora neanche mangi (10 E infatti quando eravamo presso di voi, vi abbiamo sempre dato questa regola: chi non vuole lavorare, neppure mangi). E l’Apostolo aveva anche dato il buon esempio di come si lavora con impegno e serietà (7 Sapete in che modo dovete prenderci a modello; 9 ma per darci a voi come modello da imitare). Mai era stato in ozio (7 noi infatti non siamo rimasti oziosi in mezzo a voi) né aveva mangiato a spese di nessuno (8 né abbiamo mangiato gratuitamente il pane di alcuno), ma aveva lavorato con fatica notte e giorno proprio per non pesare su nessuno (8 ma abbiamo lavorato duramente, notte e giorno, per non essere di peso ad alcuno di voi). Egli aveva diritto a essere mantenuto dalla comunità, perché era Apostolo in missione (9 Non che non ne avessimo diritto), ma vi aveva rinunciato, come d’altronde aveva sempre fatto. Il lavoro fa parte dei nostri doveri personali per gli obblighi familiari e sociali che abbiamo, ma anche e soprattutto perché ci aiuta a diventare uomini maturi e completi, mentre chi non lavora per colpa propria resta mezzo uomo, dannoso ai singoli e alla comunità, simile agli animali, che di loro iniziativa non lavorano mai; inoltre è volontà esplicita di Dio che noi lavoriamo come Lui sta sempre in attività e ci ha mandato Gesù, che ha lavorato come nostro esempio e sostegno. Lavoriamo, lavoriamo con impegno, lavoriamo bene.

EUCARESTIA. Celebriamo l’Eucarestia in attesa della sua venuta alla fine del mondo, per incontrare il Signore ora, e lo rendiamo presente col suo sacrificio nel pane e vino consacrati, frutto della terra e del nostro lavoro. La Parola di Dio, che ascoltiamo, ci aiuta a prepararci all’incontro con Gesù e a valorizzarlo per raggiungere la vita senza fine. Ci raccomandiamo alla Vergine SS. e a S. Giuseppe, ai nostri Angeli e Custodi e ai Santi Patroni, perché ci ottengano la grazia di vivere secondo la Parola e la Volontà di Dio. (Mons. Francesco Spaduzzi)

TEMPO ORDINARIO: XXXII DOMENICA C

TEMPO ORDINARIO: XXXII DOMENICA C

Letture bibliche: 2 Mac 7, 1-2. 9-14; Sal 16; 2 Ts 2,16-3,5; Lc 20, 27-38

Introduzione e Atto penitenziale. Gesù ci invita già ora a gettare le premesse per essere figli della resurrezione e come angeli di Dio, lottando contro il peccato. Abbiamo camminato in modo diverso e ne chiediamo perdono.

Sintesi dell’omelia. Abbiamo pregato nella colletta: O Dio, Padre della vita e autore della risurrezione, davanti a te anche i morti vivono; fa' che la parola del tuo Figlio seminata nei nostri cuori, germogli e fruttifichi in ogni opera buona, perché in vita e in morte siamo confermati nella speranza della gloria. Per il nostro Signore Gesù Cristo… Il Vangelo risponde all’obiezione dei sadducei contro la resurrezione dei corpi; tale dottrina è già affermata dall’AT nella prima lettura; nella seconda lettura siamo orientati vivere un stile di vita degno per prepararci all’eternità.

Omelia. I – Ci siamo rivolti a Dio: O Dio, Padre della vita e autore della risurrezione, davanti a te anche i morti vivono;

A. Dio è padre della vita naturale: ci crea, ci conserva, concorre alle nostre azioni; come è autore della vita naturale, così anche restituisce la vita naturale, perché può risuscitare i morti, nel senso di riportarli alla vita naturale precedente, come fece Gesù con Lazzaro e col figlio della vedova di Nain e con la figlia di Giairo, ed è inoltre autore della resurrezione del corpo, nel senso che Dio risuscita i morti, dando loro un corpo glorioso come è avvenuto per il Corpo risuscitato di Gesù; a quest’ultima resurrezione si riferiscono i giovani martirizzati sotto il re Antioco IV, che tentò una radicale ellenizzazione degli ebrei, proibendo la pratica la Legge mosaica. Ovviamente, eccetto pochi, la grande maggioranza si rifiutò di obbedire al re, e alcuni arrivarono fino ad affrontare il martirio.

a. E’ il caso dei sette fratelli, detti Maccabei perché di essi si parla nel II libro dei Maccabei: In quei giorni, ci fu il caso di sette fratelli che, presi insieme alla loro madre, furono costretti dal re, a forza di flagelli e nerbate, a cibarsi di carni suine proibite. Ma Uno di loro, facendosi interprete di tutti, riaffermò la fedeltà a Dio e alla sua Parola: «Che cosa cerchi o vuoi sapere da noi? Siamo pronti a morire piuttosto che trasgredire le leggi dei padri», dichiarando allora, come farà S. Domenico Savio 20 secoli dopo e come pensano tutti i Santi: “La morte, ma non il peccato”. Continuarono le torture per gli altri [E il secondo,] giunto all’ultimo respiro, disse la sua fede nella resurrezione dei corpi con una vita eterna, diversa quindi da quella attuale: «Tu, o scellerato, ci elimini dalla vita presente, ma il re dell’universo, dopo che saremo morti per le sue leggi, ci risusciterà a vita nuova ed eterna»; mentre il terzo aggiunge che la resurrezione avverrà con i propri corpi: fu torturato il terzo, che alla loro richiesta mise fuori prontamente la lingua e stese con coraggio le mani, dicendo dignitosamente: «Dal Cielo ho queste membra e per le sue leggi le disprezzo, perché da lui spero di riaverle di nuovo». Il quarto precisa che i malvagi sono esclusi dalla resurrezione gloriosa: Fatto morire anche questo, si misero a straziare il quarto con gli stessi tormenti. Ridotto in fin di vita, egli diceva: «È preferibile morire per mano degli uomini, quando da Dio si ha la speranza di essere da lui di nuovo risuscitati; ma per te non ci sarà davvero risurrezione per la vita.

I crudeli torturatori e i presenti non possono fare a meno di ammirare il coraggio dei giovani nel sopportare le sofferenze e nel rivelare la loro fede: Lo stesso re e i suoi dignitari rimasero colpiti dalla fierezza di questo giovane, che non teneva in nessun conto le torture. Essi non potettero non notare che, nelle loro risposte, ognuno dei giovani esprime un aspetto della dottrina riguardante la resurrezione e la vita eterna; dopo quelli riportati, gli altri aggiungono che per i malvagi (il re e i suoi accoliti) ci sarà il castigo (2Mac 7,17) e che le sofferenze servono per la purificazione dei  peccati (2Mac 7,18).

Ammiriamo il coraggio, fino all’eroismo, di questi giovani, che sanno dare più importanza a Dio che agli uomini, alla volontà di Dio che alla volontà degli uomini; e imitiamoli nella fedeltà alla Legge di Dio.

b. Ancora alla resurrezione dei corpi fa riferimento Gesù, che era nell’ultima settimana di ministero; allora si avvicinarono a Gesù alcuni sadducèi – i quali dicono che non c’è risurrezione – e gli posero questa domanda per metterlo in imbarazzo: Maestro, Mosè ci ha prescritto: “Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma è senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello”. C’erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. Allora la prese il secondo e poi il terzo e così tutti e sette morirono senza lasciare figli. Da ultimo morì anche la donna. I sadducei non credevano nella resurrezione dei corpi perché immaginavano la vita dell’aldilà come una continuazione di questa con tutte le caratteristiche attuali; e allora il problema è di sapere a chi risulterà coniugata la donna: La donna dunque, alla risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie.

Gesù rispose loro, affermando la verità della resurrezione dei corpi sul piano del fatto e sul piano del modo; sul piano del fatto si rifà alle parole dell’antica tradizione di Israele: Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: “Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe”. Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui». Se ha senso parlare di Dio come il Dio degli antichi patriarchi, si deve supporre che essi sono e saranno vivi sempre davanti a Dio; in una visione personalistica della realtà, non basta che sopravviva il popolo rappresentato da Abramo e dai patriarchi, ma deve vivere nel mistero di Dio ciascuno di loro, dei quali il Signore dichiara di essere Dio. Per mostrare il modo, Gesù utilizza una nuova concezione della realtà, cioè quelli che risuscitano non vivono come prima sul piano del matrimonio e della morte: I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: infatti non possono più morire; essi saranno come angeli che abitano con Dio, come figli di Dio, che ricevettero nella loro esistenza il segno del divino: perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio.

Risusciteremo con un corpo glorioso e bello, che esprimerà la bellezza dell’anima unita a Dio; o con corpo orribile e deforme, che esprimerà la bruttezza dell’anima in peccato, schiava di Satana. Impegniamoci a vivere e morire in modo da arrivare alla resurrezione gloriosa.

B. Dio è anche, e soprattutto, autore della vita soprannaturale, cioè della comunicazione della sua vita divina alle creature razionali, angeli e uomini: Egli ci “ricrea” dandoci la sua vita eterna, ce la conserva, e concorre alle nostre azioni con le grazie attuali; Dio è anche autore della resurrezione della vita divina, cioè può ridare la sua vita divina a chi l’ha perduta a causa del peccato grave; perciò davanti a lui i morti vivono sia nel senso che i morti fisici possono risuscitare a questa vita e possono avere la resurrezione finale nell’altra sia nel senso che i morti spirituali possono riprendere la vita di grazia, che è la vera vita.

Rinnoviamo la nostra fede in questa realtà meravigliosa della vita divina che ci viene data da Dio nel battesimo, ci viene restituita nella riconciliazione, viene accresciuta con tutti i sacramenti, specie con l’Eucaristia, e aumenta con la pratica della virtù teologali e morali. Stiamo attenti a non perderla; impegniamoci a recuperarla immediatamente se avessimo la somma disgrazia di perderla.

II – e chiediamo: fa' che la parola del tuo Figlio seminata nei nostri cuori, germogli e fruttifichi in ogni opera buona,

Poiché la vita naturale e quella soprannaturale vengono da Dio, dobbiamo pregare che la Parola di Dio, che  ci viene offerta dal Figlio fatto uomo e che da lui viene seminata nel campo dei cuori umani, possa, per la grazia di Dio, germogliare e arrivare a maturazione e produrre in noi i frutti, anche in percentuali diverse (Mt 13,1ss), che Dio si aspetta.. E’ la preghiera che fa Paolo: lo stesso Signore nostro Gesù Cristo e Dio, Padre nostro…. conforti i vostri cuori e li confermi in ogni opera e parola di bene; e questa preghiera chiede ai fedeli: Per il resto, fratelli, pregate per noi, perché la parola del Signore corra e sia glorificata, come lo è anche tra voi; in effetti i Tessalonicesi con fedeltà corrispondono alla grazia di Dio: Riguardo a voi, abbiamo questa fiducia nel Signore: che quanto noi vi ordiniamo già lo facciate e continuerete a farlo. Ma non tutti accettano la Parola di Dio: La fede infatti non è di tutti. Quelli che la rifiutano perseguitano i credenti, e perciò abbiamo bisogno dell’aiuto di Dio per esserne liberati: veniamo liberati dagli uomini corrotti e malvagi; dietro di essi a manovrare c’è sempre il solito Satana, dal quale solo il Signore ci può proteggere: Ma il Signore è fedele: egli vi confermerà e vi custodirà dal Maligno.

Uniamo la nostra preghiera a quella di Paolo per la diffusione del Regno di Dio per mezzo di una fedele predicazione della Parola da parte dei ministri e per mezzo di una fedele corrispondenza da parte nostra.

III - e concludiamo: perché in vita e in morte siamo confermati nella speranza della gloria.

La nostra vita sulla terra è camminare verso la morte ma con una finestra aperta sull’eternità. La Parola di Dio ci apre questa prospettiva di eternità beata, ci indica che la via per arrivarci è nella nostra corrispondenza alla grazia di Dio, e alimenta la nostra fiducia nella sua misericordia (per sua grazia, perché tutti i benefici di Dio ci vengono gratuitamente da Lui), che ci accompagna in vita e anche in morte, cioè nell’entrata nell’eternità; Paolo lo ricorda ai Tessalonicesi e per spingerli alla confidenza in Dio, Lo indica non solo come Padre nostro, e ne ricorda anche i grandi benefici: ci ha amati da tutta l’eternità, mandando suo Figlio, lo stesso Signore nostro Gesù Cristo, a redimerci e a farci suoi figli adottivi; ci ha dato… una consolazione eterna, che cioè non verrà mai meno, neanche nelle tribolazioni; tale consolazione è causata in noi da una buona speranza, ossia dalla speranza certa che Dio ci concederà un giorno la felicità del cielo. Sempre per sua grazia: Il Signore guidi i vostri cuori, indirizzandoli all’amore di Dio e alla pazienza di Cristo, della quale Questi ci ha dato splendidi esempi nelle sofferenze che ha sopportate per nostro amore.

Rinnoviamo la nostra fiducia nell’amore di Dio per noi e la speranza che per grazia sua ci salverà.

Pensiero eucaristico. Celebriamo l’Eucaristia, memoriale della sua Passione e della sua opera redentrice, nell’attesa della seconda venuta del Signore nella gloria. Per sua grazia partecipiamo e ne aspettiamo i frutti di crescita nelle virtù teologali, che ci portano all’unione imperfetta con Dio ora e perfetta nell’eternità. Ci raccomandiamo alla Vergine SS. e a S. Giuseppe, ai nostri Angeli Custodi e ai Santi Patroni e alle Anime del Purgatorio, perché ci ottengano la grazia di partecipare a quella felicità eterna che essi già godono. (mons. Francesco Spaduzzi)