1. Skip to Menu
  2. Skip to Content
  3. Skip to Footer>

Un pensiero al giorno

18 febbraio - Santa Geltrude (Gertrude) Comensoli - Titolo: Fondatrice

leggi tutto...

Bastamare Notizie

  • 27/05/2008
    Casa Nossa Senhora do Carmo, c/o Santuàrio de Nossa Senhora de Fatima. Appartado 31 2496-908 Fatima Codex tel. 00351.249539600 oppure 00351.249539601 (chiedere di Mons. Spaduzzi), Fax: 00351.249.539609 (aggiungendo: all attenzione di Mons. Spaduzzi)
    Leggi tutto...
  • 25/05/2008
    Dal 5 al 26 luglio 2008 starò a Fatima al servizio del Santuario per le confessioni in italiano, inglese, francese, portoghese. Vi aspetto tutti.

    Leggi tutto...
  • 25/05/2005
    Il martedì e il mercoledì che precede il primo venerdì del mese sono a disposizione per l'ascolto delle Confessioni nelle Comunità Terapeutiche de La Tenda di Giovi (SA), Saragnano e Mercato S. Severino.

    Leggi tutto...

Tempo Ordinario: Domenica XII dell'anno A

PDF Stampa E-mail

Nota introduttiva: Non si tratta di “omelia”, ma di riflessioni che vengono dalla meditazione della Parola di Dio e che possono offrire spunti per la  preghiera e meditazione personale e l’omelia. Sono graditi suggerimenti per rendere più utili queste riflessioni (mons. Francesco Spaduzzi,  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )

Tempo Ordinario: Domenica XII dell'anno A

I - Matteo 10,26-33 – 1. (a) Gesù ordina ai discepoli di annunciare in pubblico ciò che egli ha detto in forma riservata (26 poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto; 27 Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze). Inoltre bisogna che essi professino pubblicamente la loro fede in Gesù, anche a rischio della propria vita (32 Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini), per ottenere la salvezza eterna, grazie all'appoggio di Gesù presso Dio, nostro Padre celeste (32 anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli). Gesù parla immediatamente agli Apostoli, ma la professione di fede in Gesù la dobbiamo fare anche noi. Tra l’altro Gesù non dice subito tutto agli Apostoli, giacché non erano capaci di accettare tutta la Parola di Dio, ma affida il completamento della loro formazione allo Spirito Santo dalla Pentecoste in poi; neanche ha detto tutto agli ascoltatori ebrei, perché le loro disposizioni interiori non erano buone, e affida agli Apostoli di completare presso di loro la predicazione della verità. Anche i pastori devono tenere conto della preparazione intellettuale e della maturità umana e cristiana degli ascoltatori per poter annunciare la Parola di Dio in modo efficace. E ancora più coi singoli bisogna stare attenti per evitare di mettere pesi sproporzionati sulle loro spalle. Dobbiamo avere per gli adulti lo stesso rispetto, che abbiamo per i bambini nell’annunciare loro la Parola di Dio. (b) Quando annunciano la Parola di Dio o professano la loro fede in Cristo, i discepoli non devono aver paura degli uomini (26 Non abbiate dunque paura di loro; 31 Non abbiate dunque paura); motivo per stare tranquilli è che gli uomini possono uccidere solo il corpo (28 E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo) ma non l'anima (28 ma non hanno potere di uccidere l’anima) - che è immortale -, in quanto c'è una Provvidenza speciale per chi predica e professa la propria fede. Gesù porta due prove di questa Provvidenza: (A) la cura che Dio Nostro Padre si prende dei passeri, che valgono pochissimo per gli uomini (29 Due passeri non si vendono forse per un soldo?) ma contano molto al cospetto di Dio, al punto che nessuno di essi cade a terra senza che Dio lo permetta (29 Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro); (B) addirittura Dio tiene contati i capelli del nostro capo: da 90 mila a 150 mila (30 Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati)! Certo un discepolo vale molto più di molti passeri (31 voi valete più di molti passeri!) agli occhi di Dio, che lo considera suo figlio (29 Padre vostro). Fiducia quindi in Dio: è Padre nostro e ci ama; Egli, che si occupa dei vegetali e degli animali, che strisciano per terra o volano in cielo, che sono semplici creature, tanto più segue con attenzione ciascuno di noi e i particolari della nostra vita quotidiana. Ha una cura specialissima poi per coloro che continuano la missione del Figlio suo su questa terra con la predicazione e soprattutto affrontano sofferenza e persecuzioni per professare la loro fede.

2. Dio è Padre che ci vuole buoni figli e che raggiungiamo la salvezza per mezzo di Gesù, seguendo l’esempio di Lui, suo Figlio e nostro fratello, e per questo ce ne dà la grazia, l'aiuto necessario alla nostra debolezza. Se noi, come Giuda o il cattivo Ladrone, non viviamo secondo l'insegnamento di Gesù, faremo la loro fine, cioè saremo eternamente perduti; eppure Gesù fece tanti tentativi per salvarlo, come d’altronde fece anche per il cattivo Ladrone fino alla fine – e lo fa anche con noi. Per costoro, che non vivono secondo la volontà di Dio e non professano la fede in Gesù vale l’ultima Parola che abbiamo ascoltato: chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini), anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli (33), parole terribili che indicano la sorte tristissima di coloro che muoiono nella inimicizia con Dio; Gesù, che ci ha invitati a non aver paura degli uomini, qui ci avverte che dobbiamo vigilare e temere quel Dio che abbiamo offeso, e del quale non abbiamo voluto ascoltare gli inviti ad approfittare della sua misericordia con una conversione autentica (28 abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geenna e l’anima e il corpo). Tutti siamo deboli e peccatori e abbiamo bisogno della misericordia di Dio, che ce la dà con infinita generosità e si aspetta che noi l’accogliamo. Assolutamente non vuole che ci danniamo, ma che ci salviamo e perciò ci ha offerto Gesù suo Figlio come Salvatore e Modello e sorgente di vita.

II - Geremia 20,10-13 - Geremia ha ricevuto una missione da Dio, quella di annunziare al popolo che si può ancora salvare dalla distruzione, se osserva l'alleanza del Sinai, e al mondo l'istituzione della nuova Alleanza in un futuro non precisato. Missione difficilissima, perché l'uomo tende al male e si sente anche appoggiato, quando gli stessi capi si comportano male. Così Geremia si trova odiato e perseguitato da tutti: dai nemici, che lo calunniano (10 Sentivo la calunnia di molti) e ridicolizzano la sua predicazione, che annuncia disgrazie (10 Terrore all’intorno!) e s'invitano reciprocamente a denunciarlo all'autorità (10 Denunciatelo! Sì, lo denunceremo) con accuse false, e dagli stessi amici, che sperano da lui qualche passo falso per fargli male e vendicarsi (10 Tutti i miei amici aspettavano la mia caduta: «Forse si lascerà trarre in inganno, così noi prevarremo su di lui, ci prenderemo la nostra vendetta»). Ma Geremia non ha paura di nulla e di nessuno perché ricorda la promessa di Dio di stargli vicino (11 Ma il Signore è al mio fianco) e di assisterlo - fattagli al momento della chiamata da parte di Dio -, come un eroe invincibile, che combatte per lui (11 come un prode valoroso); perciò egli si sente sicuro che gli avversari non lo vinceranno (11 per questo i miei persecutori vacilleranno e non potranno prevalere) e anzi a loro vergogna perenne andranno incontro al fallimento (11 arrossiranno perché non avranno successo, sarà una vergogna eterna e incancellabile). Geremia nella preghiera rinnova la sua fede in Dio, che conosce il cuore e la mente di tutti e di ciascuno (12 Signore degli eserciti,…  che vedi il cuore e la mente) e che mette alla prova la fedeltà del giusto con la sofferenza (12 che provi il giusto), e chiede a Dio di proteggerlo contro la malvagità dei persecutori (12 possa io vedere la tua vendetta su di loro), perché egli spera in Dio, si fida di lui e confida in lui e si affida a lui in tutto (12 poiché a te ho affidato la mia causa!). Geremia è così certo di essere esaudito che invita già tutti a celebrare le lodi di Dio (13 Cantate inni al Signore, lodate il Signore) per averlo liberato dalle mani dei cattivi (13 perché ha liberato la vita del povero dalle mani dei malfattori). La sofferenza accompagna sempre la nostra vita e le persecuzioni colpiscono specie i giusti, che si impegnano con serietà a essere fedeli a Dio. Come Geremia e altri giusti dell'AT e come Gesù, Maria e Giuseppe,  e i giusti del NT, teniamoci pronti alle persecuzioni, che ci possono provocare il diavolo e il mondo e anche le tendenze cattive dentro di noi. Alimentiamo la nostra fede nella potenza, sapienza e bontà infinite di Dio e la nostra speranza nelle sue promesse, fidandoci e confidando e affidandoci a lui per il presente e il futuro; mettiamoci nelle sue mani e - ancora meglio - nel suo cuore.

III - Romani 5,12-15 – I capi dell'umanità sono due: Adamo e Cristo o secondo Adamo; essi rappresentano tutti gli uomini e quello che fanno personalmente provoca conseguenze per tutti gli uomini. (a) Il primo Adamo peccò e così fece entrare nel mondo subito la morte spirituale per la rottura del rapporto di amicizia con Dio e dopo qualche tempo anche la morte fisica (12 come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e, con il peccato, la morte; la prima morte fu quella violenta di Abele a opera di Caino). In effetti a causa del peccato di Adamo tutti gli uomini muoiono (12 e così in tutti gli uomini si è propagata la morte) perché tutti in lui abbiamo peccato (12 poiché tutti hanno peccato) giacché egli è il nostro padre, capo e rappresentante. Questo vale sempre e per tutti gli uomini, anche per il periodo da Adamo a Mosè (14 la morte regnò da Adamo fino a Mosè), nonostante il loro peccato non era materialmente come quello di Adamo (14 anche su quelli che non avevano peccato a somiglianza della trasgressione di Adamo), cioè non mangiarono il frutto proibito; ma comunque essi si erano ribellati a Dio con altre forme di peccato, che sono sempre disobbedienza a Dio. In quel periodo non esisteva ancora la Legge Mosaica (13 Fino alla Legge infatti c’era il peccato nel mondo) e, per sé, quando non c'è una legge, non c'è neanche l'imputazione e il castigo del Peccato (13 anche se il peccato non può essere imputato quando manca la Legge). Così, per la caduta del solo Adamo, tutti gli uomini morirono e muoiono (15 se infatti per la caduta di uno solo tutti morirono). Riflettiamo che ogni peccato ha come conseguenza la morte spirituale dell'uomo, di ogni uomo, anche la nostra; è cosa terribile meritare l'inferno, nel quale non si va per il peccato originale, ma per quelli personali. (b) Adamo è il capo di tutta l'umanità, che subisce le conseguenze del peccato, ma è anche figura di un nuovo Adamo, il nuovo capo dell'umanità, che doveva venire nel mondo (14 Adamo, il quale è figura di colui che doveva venire). Egli fu promesso da Dio dopo il peccato dei progenitori per salvare l’umanità (Gn 3,15). In realtà il dono della benevolenza di Dio è stato molto più grande del castigo del peccato (15 Ma il dono di grazia non è come la caduta); l'amore di Dio e il dono della giustificazione, concessi per i meriti di Gesù, sono stati riversati da Dio in abbondanza su tutti gli uomini (15 molto di più la grazia di Dio e il dono concesso in grazia del solo uomo Gesù Cristo si sono riversati in abbondanza su tutti). In sostanza Paolo vuol dire: il peccato di Adamo ha introdotto nel mondo la morte spirituale (la fine dell'amicizia con Dio) e la morte fisica, che all’origine era esclusa per gli uomini; ma per la misericordia di Dio e per l'opera di salvezza di Gesù agli uomini è stata concessa agli uomini una grazia molto più grande e gratuita: ci è restituita l'amicizia con Dio subito con la possibilità di salvarsi, ma anche la vittoria sulla morte fisica con la resurrezione finale gloriosa alla fine del mondo. Rinnoviamo la nostra fede in queste verità; adoriamo così grande ma anche così vicino agli uomini, ringraziamolo per il dono che è Gesù, supplichiamolo per la salvezza nostra e degli altri

EUCARESTIA. L’Eucarestia ci fa incontrare Gesù che ci parla e si offre al Padre per noi e si dà a noi in cibo e bevanda per renderci capaci di vivere secondo la volontà di Dio e così raggiungere la salvezza. Supplichiamo il Cuore Immacolato di Maria e S. Giuseppe, i nostri Angeli Custodi e S. Patroni, che ci ottengano di partecipare sempre alla Messa con le giuste disposizioni per ottenere il massimo dei frutti (mons. Francesco Spaduzzi)