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Un pensiero al giorno

18 febbraio - Santa Geltrude (Gertrude) Comensoli - Titolo: Fondatrice

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Bastamare Notizie

  • 27/05/2008
    Casa Nossa Senhora do Carmo, c/o Santuàrio de Nossa Senhora de Fatima. Appartado 31 2496-908 Fatima Codex tel. 00351.249539600 oppure 00351.249539601 (chiedere di Mons. Spaduzzi), Fax: 00351.249.539609 (aggiungendo: all attenzione di Mons. Spaduzzi)
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  • 25/05/2008
    Dal 5 al 26 luglio 2008 starò a Fatima al servizio del Santuario per le confessioni in italiano, inglese, francese, portoghese. Vi aspetto tutti.

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  • 25/05/2005
    Il martedì e il mercoledì che precede il primo venerdì del mese sono a disposizione per l'ascolto delle Confessioni nelle Comunità Terapeutiche de La Tenda di Giovi (SA), Saragnano e Mercato S. Severino.

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Tempo Ordinario: Domenica 17 C

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I - Luca 11,1-13 1 (a) Gesù prega (1 Gesù si trovava in un luogo a pregare). Se Gesù, Dio e uomo, sente il bisogno di pregare, tanto più ne abbiamo bisogno noi; Gesù ci dà sia l'esempio di una preghiera molto frequente e prolungata sia l'insegnamento di pregare ininterrottamente: poiché Egli fa sempre la volontà del Padre, si mantiene in costante ascolto del Padre e ne esegue con fedeltà totale le prescrizioni; nella volontà del Padre c’è anche la necessità per ogni uomo di dar tempo alla preghiera, che è fatta di ascolto della sua Parola per conoscerne la volontà ma anche di adesione alla sua volontà, e serve per adorarlo, ringraziarlo, chiedergli perdono dei peccati e supplicarlo. All’inizio della nostra giornata programmiamo i tempi di preghiera, tenendo conto dei vari impegni. (b) I discepoli chiedono che Gesù insegni loro qualche preghiera che li guidi a pregare come lui (1 quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli»); anche Giovanni il Battista aveva insegnato ai suoi discepoli un tipo di preghiera - molti discepoli di Giovanni sono passati a Gesù - e altri gruppi avevano imparato dai loro fondatori. Gesù insegna loro questa preghiera (2 Ed egli disse loro), che è più uno schema da seguire e un insieme di sentimenti da fare nostri, anziché delle parole da ripetere. Padre: il clima della preghiera del discepolo di Gesù è dato dalla certezza di avere a che fare con il nostro Padre celeste, che è veramente nostro Padre, più di un padre terreno, che dà inizio alla nostra esistenza, ma poi ci fa proseguire per conto nostro; invece nei confronti di Dio la nostra dipendenza è totale e continua. Sia santificato il tuo nome (2): cioè che Dio sia riconosciuto santo, totalmente estraneo al peccato; i discepoli devono partecipare nella loro vita alla santità di Dio, evitando il peccato; altrimenti Dio manifesterà la sua santità nei cristiani e negli uomini con i castighi (Ez 36,23). Venga il tuo regno (2): il regno di un uomo si estende ai luoghi dove si obbedisce alla sua volontà, così il Regno di Dio si realizza dove si fa la volontà di Dio; il Regno di Dio si è avvicinato (10,9), nel senso che ci sono persone che fanno la volontà di Dio. Dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano (3): la parola quotidiano indica il pane di oggi o di domani; forse si tratta del pane materiale, senza contraddire le esortazioni di Gesù alla fiducia nella Provvidenza (Lc 12,22-40), ma potrebbe essere anche il pane soprannaturale della Parola di Dio o dell'Eucaristia (Gv 6.31-33; Lc 4,4); o anche il pane, di cui ci nutriremo nell'eternità con la visione di Dio. E perdona a noi i nostri peccati,/ anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore (4): è una richiesta esplicita a Dio Padre di perdonare le nostre offese a condizione e come noi perdoniamo a chi ci ha offesi (Mt 18,23-25; Lc 7,41-43). E non abbandonarci alla tentazione (4): la nostra vita è fatta di scelte continue, o per Dio o contro Dio; il diavolo, il mondo, le tendenze cattive cercano di orientarci nella vita contro Dio o prescindendo da lui. Gesù ci invita a seguire Dio e a pregarlo di sostenerci con la sua grazia, quando la nostra fedeltà viene messa alla prova con una tentazione: allora, come sempre, dobbiamo scegliere secondo Dio, che ci aiuta a vincere gli ostacoli. Questa è la preghiera più bella uscita dal cuore di un uomo, che è anche il cuore del Dio fatto uomo. Facciamo nostre le disposizioni interiori, verso cui ci orientano le singole richieste di questa preghiera. Riassumendo: Gesù ci ha insegnato che dobbiamo pregare, perché è necessario, e che è preghiera cristiana quella fatta con spirito filiale e chiedendo anzitutto quello che riguarda la gloria di Dio e poi presentandogli le nostre necessità spirituali e materiali.

2. Poi Gesù racconta una parabola per sottolineare che Dio ci esaudisce sempre. L'amico, importunato da un ospite di passaggio, al quale egli vorrebbe dare da mangiare, importuna a sua volta un suo amico (5-6 Poi disse loro: «Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: “Amico, prestami tre pani, 6 perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli”), il quale fa resistenza per non svegliare i suoi familiari (7 e se quello dall’interno gli risponde: “Non m’importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani”). Gesù fa notare che l'amico importunato comunque ottiene dall'amico i pani per l'ospite, se non per amicizia, almeno per l'invadenza (8 vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono). Gesù esorta a insistere nella preghiera per ottenere grazie con la certezza di essere sempre esauditi da Dio (9-10 Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. 10 Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto), giacché Dio è Padre e non si sente mai importunato dai figli, ma li ama, li vuole vedere felici e li vuole accontentare, quando chiedono qualcosa per il loro bene o per il bene degli altri. I padri umani danno cose buone ai figli (11-13 Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? 12 O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? 13 Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli): tanto più il Padre Celeste darà lo Spirito Santo (Mt 7,11 parla di cose buone) ai figli che Lo chiedono (11 quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!). Lo Spirito di Dio è il dono dei doni e sorgente di ogni dono. Qui Gesù ci insegna a pregare, alimentando la nostra fiducia nella bontà infinita di Dio, che è nostro vero Padre, di cui noi siamo sempre veri figli; facciamo nostra la fiducia di Maria, quando prega Gesù alle nozze di Cana (Gv 2,1-13).

II - Genesi 18,20-32 – (a) Dio confida ad Abramo che Gli era giunta la notizia dei peccati molto gravi degli abitanti di Sodoma e Gomorra (20 Disse allora il Signore: «Il grido di Sodoma e Gomorra è troppo grande e il loro peccato è molto grave) e perciò vuole rendersene conto (21 Voglio scendere a vedere se proprio hanno fatto tutto il male di cui è giunto il grido fino a me; lo voglio sapere!): personalmente scende dal cielo sulla terra per controllare se le cose stanno proprio così. Dio manda i due Angeli alle 2 città (22 Quegli uomini partirono di là e andarono verso Sodoma). Nel frattempo Abramo sta con Dio (22 mentre Abramo stava ancora alla presenza del Signore). Egli si avvicina a Dio “spiritualmente” - fisicamente era già con lui - ed entra in comunicazione con lui (23Abramo gli si avvicinò e gli disse), che sono due condizioni della preghiera: sapere di stare alla presenza di Dio e dialogare con lui. Cerchiamo di portare avanti la nostra preghiera osservando queste due condizioni? (b) Il principio del ragionamento di Abramo è che Dio è il giudice di tutti gli uomini e deve praticare la giustizia per essere di buon esempio a tutti (25 Forse il giudice di tutta la terra non praticherà la giustizia?). Regola della giustizia è di dare a ognuno il suo: punire il cattivo e premiare il giusto (25 Lontano da te il far morire il giusto con l’empio; 23 Davvero sterminerai il giusto con l’empio?; 25 … così che il giusto sia trattato come l’empio; lontano da te!); perciò Dio non può far morire i giusti con gli empi (24 Forse vi sono cinquanta giusti nella città: davvero li vuoi sopprimere?), e anzi potrebbe arrivare a risparmiare (e perdonare) agli ingiusti numerosissimi per i 50 giusti, che ci sono in mezzo a loro (24 E non perdonerai a quel luogo per riguardo ai cinquanta giusti che vi si trovano?). Dio acconsente al ragionamento e supplica di Abramo - che è ispirato da Dio a pregare così - e si impegna a risparmiare gli ingiusti per amore dei 50 giusti e a salvarli (26 Rispose il Signore: «Se a Sodoma troverò cinquanta giusti nell’ambito della città, per riguardo a loro perdonerò a tutto quel luogo»). Abramo è cosciente di essere un niente di fronte a Dio (27 io che sono polvere e cenere); comunque si fa forza e prosegue la sua audace preghiera e parla altre 5 volte (27 Abramo riprese e disse: Vedi come ardisco parlare al mio Signore; 29 Abramo riprese ancora a parlargli e disse; 30 Riprese: Non si adiri il mio Signore, se parlo ancora; 31 Riprese: Vedi come ardisco parlare al mio Signore! 31 Riprese: Non si adiri il mio Signore, se parlo ancora una volta sola); egli interviene tante volte per chiedere che si abbassi il numero dei giusti per salvare i cattivi (28 forse ai cinquanta giusti ne mancheranno cinque; per questi cinque distruggerai tutta la città?; 29 «Forse là se ne troveranno quaranta»; 30 forse là se ne troveranno trenta; 31 Forse là se ne troveranno venti; 33 forse là se ne troveranno dieci). E Dio, che vuole salvare gli uomini e vuole accontentare il suo amatissimo amico Abramo, che a sua volta compiace Dio in tutto e ha una sensibilità spirituale e bontà straordinarie, dice sempre di sì alle richieste di Abramo (28 Rispose: «Non la distruggerò, se ve ne troverò quarantacinque»; 29 Rispose: «Non lo farò, per riguardo a quei quaranta»; 30 Rispose: «Non lo farò, se ve ne troverò trenta»; 31Rispose: «Non la distruggerò per riguardo a quei venti»; 32 Rispose: «Non la distruggerò per riguardo a quei dieci»). Ammiriamo l’intimità, che Abramo ha con Dio e che gli dà il coraggio di insistere tante volte con lui, per ottenere l’abbassamento del numero dei giusti; ammiriamo la bontà di Dio che mostra tanta condiscendenza nei confronti di Abramo, e pensiamo a quanto è importante agli occhi di Dio un giusto che crede e ama e quanto può ottenere da Dio con la sua preghiera. Abramo non va avanti nella sua richiesta di abbassare ulteriormente il numero; ma siamo portati a pensare che Dio l'avrebbe esaudito anche se avesse chiesto di risparmiare Sodoma e Gomorra in vista dei 3 o 4 giusti, che formavano la famiglia di Lot, o se lo avesse supplicato in nome del Messia, discendente di Abramo e Figlio di Dio, che sarebbe diventato uomo per la salvezza dell'umanità e avrebbe patito da unico giusto per ottenere il perdono a tutti gli ingiusti (cfr Gv 8,56).

III - Colossesi 2,12-14 - La nostra situazione era quella dei pagani, pieni di peccati e perciò morti spiritualmente (13 voi, che eravate morti a causa delle colpe e della non circoncisione della vostra carne). Le nostre colpe erano come documento di condanna, in cui c'erano scritti i comandamenti, che non avevamo osservati (14 il documento scritto contro di noi che, con le prescrizioni, ci era contrario). Gesù è stato crocifisso per noi: sulla croce Dio ha inchiodato il documento contro di noi (14 lo ha tolto di mezzo inchiodandolo alla croce) e lo ha annullato (14 annullandolo). Coloro che crediamo in Cristo, nella sua missione e nella sua Parola, e riceviamo il battesimo siamo morti e sepolti al peccato e veniamo risuscitati a vita nuova da Dio, che ha risuscitato già Gesù dai morti (12con lui sepolti nel battesimo, con lui siete anche risorti mediante la fede nella potenza di Dio, che lo ha risuscitato dai morti). Dio ha perdonato i nostri peccati (13perdonandoci tutte le colpe) e ci ha donato con Cristo e per mezzo di lui la vita nuova (13 Con lui Dio ha dato vita anche a voi), nella quale dobbiamo perseverare con la grazia di Dio. I sacramenti approfondiscono la nostra morte al peccato e ci sostengono nella lotta contro di esso, perché ci uniscono sempre più intimamente a Cristo e ci rendono più docili ai suggerimenti dello Spirito Santo. E’ importante ricevere i sacramenti con le dovute disposizioni: fede, speranza, carità, adorazione, pentimento dei peccati, impegno a fare la volontà di Dio.

EUCARESTIA. La Messa è la preghiera più importante del cristiano, del figlio che si rivolge al Padre, preghiera che viene fatta in unione con Cristo presente e facendo nostre le sue disposizioni interiori. Perciò è sempre efficace in quanto diventa la preghiera di Cristo Capo e del suo Corpo mistico in unione con lui. Sono sempre esaudite le preghiere fatte durante la Messa, se sono utili per la gloria di Dio o per gli uomini00.. Preghiamo la Vergine Maria e S. Giuseppe, gli Angeli Custodi e I santi Patroni perché ci ottengano di pregare con le loro disposizioni. (mons. Francesco Spaduzzi)