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Un pensiero al giorno

18 febbraio - Santa Geltrude (Gertrude) Comensoli - Titolo: Fondatrice

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Bastamare Notizie

  • 27/05/2008
    Casa Nossa Senhora do Carmo, c/o Santuàrio de Nossa Senhora de Fatima. Appartado 31 2496-908 Fatima Codex tel. 00351.249539600 oppure 00351.249539601 (chiedere di Mons. Spaduzzi), Fax: 00351.249.539609 (aggiungendo: all attenzione di Mons. Spaduzzi)
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  • 25/05/2008
    Dal 5 al 26 luglio 2008 starò a Fatima al servizio del Santuario per le confessioni in italiano, inglese, francese, portoghese. Vi aspetto tutti.

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  • 25/05/2005
    Il martedì e il mercoledì che precede il primo venerdì del mese sono a disposizione per l'ascolto delle Confessioni nelle Comunità Terapeutiche de La Tenda di Giovi (SA), Saragnano e Mercato S. Severino.

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Tempo ordinario: domenica 13C

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I - Luca  9,51-62 – 1. (a) Si sta avvicinando per Gesù l'ora di passare da questo mondo al Padre (cfr Gv 13,1) e perciò egli punta decisamente in direzione di Gerusalemme (51 Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, egli prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme); ha preannunziato varie volte la sua Passione e Morte nella Città Santa da parte dei capi spirituali del Popolo ebreo e perciò decide ora questo ultimo viaggio verso la capitale spirituale del suo Popolo (51). L’espressione stavano compiendosi i giorni (51) richiama l'altra, che si riferisce alla Pentecoste (At 2,1): in quest’ultimo testo è imminente il tempo per l’inizio della Chiesa; nel nostro testo è vicina la realizzazione del mistero pasquale di Cristo. Gesù aveva espresso il desiderio di fare la volontà del Padre in tutto e sempre; ora crea le condizioni perché la sua pasqua possa compiersi a Gerusalemme, secondo il piano di salvezza del Padre …. Anche per noi è utile che alimentiamo sempre la disposizione di voler accogliere la volontà di Dio senza riserve, accettando soprattutto gli avvenimenti inaspettati, più o meno graditi, che possano capitarci e dare una direzione diversa alla nostra vita. (b) Gesù manda davanti a sé i discepoli perché provvedano (52 e mandò messaggeri davanti a sé) a organizzare la sistemazione del gruppo in un villaggio samaritano (52 Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l’ingresso). Ma gli abitanti non lo vollero accogliere perché andava a Gerusalemme (53 Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme), dalla quale i Samaritani erano separati spiritualmente; in tal modo essi rifiutano la persona di Gesù e la salvezza che offre; perciò Giovanni e Giacomo propongono a Gesù di consentire loro di chiedere un fuoco dal cielo, per distruggere il villaggio (54 Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?») e così punire l'oltraggio. Ma Gesù li rimprovera (55 Si voltò e li rimproverò. 56 E si misero in cammino verso un altro villaggio) e si dirigono verso un altro villaggio. Hanno rifiutato di diventare discepoli di Gesù; Giovanni e Giacomo vorrebbero vedere puniti costoro come era avvenuto al tempo di Elia, che fece scendere il fuoco dal cielo sui due gruppi di 50 soldati, inviati successivamente dal re per sequestrarlo (1Re 1,10). Ma Gesù non la pensa così perché il suo Cuore è pieno di compassione per i peccatori, sia che sanno sia che non sanno quello che fanno (Lc 23,34), e chiaramente rifiuta la proposta rimproverando i due Apostoli irosi. Con questa misericordia dovranno agire in futuro i capi della Chiesa verso i peccatori: avranno molta pazienza e comprensione perché questo ne è il tempo; e ovviamente anche noi nel giudicare dobbiamo essere misericordiosi verso gli errori del prossimo o almeno sempre pronti a salvarne almeno l’intenzione.

2. Si avvicinano a Gesù 3 persone per seguirlo - questo mostra che, oltre gli Apostoli, c'erano altre persone che desideravano mettersi al seguito del Maestro. (a)Al primo, che gli manifesta la sua disponibilità a seguirlo dovunque (57 Mentre camminavano per la strada, un tale gli disse: «Ti seguirò dovunque tu vada»), Egli risponde ponendogli sotto gli occhi il suo esempio e le esigenze della missione, che possono prevedere povertà completa e vita sacrificata, al punto di non avere neanche una casa dove alloggiare e un posto dove riposare (58 E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo»). Si tratta di condividere l'insicurezza della sua vita e la necessità di andare fino in fondo nel dono di sé. (b) Al secondo è Gesù che rivolge l'invito a seguirlo (59 A un altro disse: «Seguimi»), e quegli mette la condizione di aspettare la morte del padre (59 E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre»); ma Gesù risponde in modo volutamente paradossale: contrappone il mondo dei morti, che si preoccupano dei loro morti - un mondo senza speranze -, e il mondo dei viventi, nel quale Gesù vuole far entrare i suoi (60 Gli replicò: Lascia che i morti seppelliscano i loro morti), e gli ordina di annunciare il regno di Dio, il mondo dei veri viventi, di quelli che condividono la vita di Dio (60 tu invece va’ e annuncia il regno di Dio). Per fare entrare il maggior numero di persone nel Regno di Dio, Gesù ha inviato già i 12 Apostoli (Lc 9,2) e i 72 discepoli (10,1): comunque chi entra fra i discepoli diventa anche un inviato. (c)Al terzo che chiede di salutare i suoi (61 Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia»), come fece Eliseo (1Re 19,19-21), Gesù ricorda che l’aratore, per tracciare diritto il solco, non deve guardare indietro ma avanti; altrimenti non si guida bene l'aratro; allo stesso modo il discepolo, chiamato a seguire Gesù e inviato a predicare la Parola, deve concentrare tutta la sua attenzione nella sua missione e avere lo sguardo rivolto verso l’avvenire: perciò non si può rivolgere indietro; altrimenti si mostra inadatto per il Regno di Dio (62 Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro è adatto per il regno di Dio»). Noi non sappiamo che cosa abbiano reagito questi tre di fronte alle osservazioni di Gesù, ma certamente noi capiamo bene quel che noi dobbiamo fare: seguire Gesù comporta una rottura radicale, che non ci deve fermare.

II – 1Re 19,16b.19-21 Elia ha espresso il desiderio di morire e andare a stare nella pace e Dio gli ha ordinato di consacrare con l'olio a Dio Eliseo come profeta per continuare la sua missione (16 ungerai Eliseo, figlio di Safat, di Abel-Mecolà, come profeta al tuo posto). Elia va alla ricerca di Eliseo e lo trova ad arare il terreno con altri 11 uomini, servendosi dei buoi (19 Partito di lì, Elia trovò Eliseo, figlio di Safat. Costui arava con dodici paia di buoi davanti a sé, mentre egli stesso guidava il dodicesimo) e gli getta addosso il proprio mantello (19 Elia, passandogli vicino, gli gettò addosso il suo mantello) per significare che deve prendere il suo posto come profeta. Eliseo ha capito bene e rincorre Elia per chiedergli di andare a congedarsi dai propri genitori e poi lo seguirà (20 Quello lasciò i buoi e corse dietro a Elia, dicendogli: «Andrò a baciare mio padre e mia madre, poi ti seguirò»). Elia acconsente ma gli ricorda che ormai il suo impegno è di porre la sua missione di profeta al di sopra di ogni altra preoccupazione (20 Elia disse: «Va’ e torna, perché sai che cosa ho fatto per te»). Eliseo si mostra docilissimo a Elia e decisissimo a seguire la chiamata di Dio: ammazza i 2 buoi del suo aratro, con la legna dell'aratro ne cuoce le carni e le dà in cibo agli altri aratori per impedirsi ogni ritorno; poi lascia tutto e si mette al servizio di Elia (21 Allontanatosi da lui, Eliseo prese un paio di buoi e li uccise; con la legna del giogo dei buoi fece cuocere la carne e la diede al popolo, perché la mangiasse. Quindi si alzò e seguì Elia, entrando al suo servizio) e di Dio. La vocazione di Eliseo viene da Dio ma gli è comunicata per mezzo di Elia. Eliseo non ci pensa due volte e subito lo segue, dopo che si è congedato dai genitori. Cerchiamo veramente la volontà di Dio su di noi? Impegniamoci a essere docili alla voce di Dio, che chiama ciascuno di noi a Sé perché stiamo con lui e per affidarci una missione: Egli ce ne dà il carisma e la grazia necessaria. Vogliamo obbedire prontamente. La generosità è premiata da Dio: Elia ed Eliseo furono grandissimi profeti, che fecero molto bene al popolo. 

III - 2 Galati 5,1.13-18 - Cristo ci ha riscattati (1 Cristo ci ha liberati per la libertà; 13 Voi infatti, fratelli, siete stati chiamati a libertà) dalle passioni cattive e dalla schiavitù di Satana e della Legge ebraica (18 non siete sotto la Legge). Perciò Paolo raccomanda ai Galati di stare attenti a evitare di cadere di nuovo sotto qualche altra forma di schiavitù e li esorta a vigilare perché la libertà cristiana non sia occasione per abbandonarsi alle tendenze cattive (13 Che questa libertà non divenga però un pretesto per la carne) e a smettere di dividersi in partiti, che li rendono come cani feroci, che si mordono e divorano a vicenda con rischio di distruggersi completamente (15 Ma se vi mordete e vi divorate a vicenda, badate almeno di non distruggervi del tutto gli uni gli altri!); piuttosto si lascino guidare dall'amore, che spinge al servizio reciproco: (13mediante l’amore siate invece a servizio gli uni degli altri). Con l’amore mettiamo in pratica tutta la legge di Dio, che si raccoglie nel precetto dell'amore: Tutta la Legge infatti trova la sua pienezza in un solo precetto: Amerai il tuo prossimo come te stesso (14). La carità è la virtù, che deve illuminare tutta la nostra vita, per tutelare la libertà interiore e la nostra vita sociale. E’ una virtù universale, che regola al meglio i nostri rapporti con Dio e con gli altri e sviluppa al massimo la nostra maturazione e dignità personale. (b) Altro motivo, per guardarsi dalla schiavitù delle tendenze cattive (16 e non sarete portati a soddisfare il desiderio della carne), che spingono verso l'egoismo, e da quella della Legge ebraica (18), è il fatto che noi abbiamo lo Spirito Santo come guida della nostra vita e perciò dobbiamo camminare animati da Lui (16 Vi dico dunque: camminate secondo lo Spirito; 18 Ma se vi lasciate guidare dallo Spirito); lo Spirito Santo e le tendenze cattive hanno desideri opposti (17 La carne  infatti ha desideri contrari allo Spirito) e le tendenze cattive ci spingono a fare ciò che lo Spirito rifiuta e che noi avvertiamo come sgradito a Dio (17 e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; queste cose si oppongono a vicenda, sicché voi non fate quello che vorreste). Di qui la necessità di lasciarsi guidare dallo Spirito (18). Con la Pentecoste lo Spirito viene sugli Apostoli e coi sacramenti viene in noi: la nostra vita deve essere vissuta dal battesimo in poi secondo le ispirazioni dello Spirito; invochiamolo continuamente e chiediamo la docilità alla sua guida.

EUCARESTIA. Dobbiamo seguire Gesù dovunque vada, convinti che è l’unico Maestro e la sorgente di vita: Egli è la via, vita, la forza per andare avanti. Lo Spirito ci orienta verso di lui. Ma Gesù lo troviamo specie nell’Eucarestia; come Maestro nella prima parte della Messa, come sorgente di vita nella seconda. Chiediamo alla Vergine SS. nostra Madre e a S. Giuseppe, ai nostri Angeli Custodi e Santi Patroni, che ci ottengano di gustare e amare Gesù come loro. (mons. Francesco Spaduzzi)