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Un pensiero al giorno

18 febbraio - Santa Geltrude (Gertrude) Comensoli - Titolo: Fondatrice

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Bastamare Notizie

  • 27/05/2008
    Casa Nossa Senhora do Carmo, c/o Santuàrio de Nossa Senhora de Fatima. Appartado 31 2496-908 Fatima Codex tel. 00351.249539600 oppure 00351.249539601 (chiedere di Mons. Spaduzzi), Fax: 00351.249.539609 (aggiungendo: all attenzione di Mons. Spaduzzi)
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  • 25/05/2008
    Dal 5 al 26 luglio 2008 starò a Fatima al servizio del Santuario per le confessioni in italiano, inglese, francese, portoghese. Vi aspetto tutti.

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  • 25/05/2005
    Il martedì e il mercoledì che precede il primo venerdì del mese sono a disposizione per l'ascolto delle Confessioni nelle Comunità Terapeutiche de La Tenda di Giovi (SA), Saragnano e Mercato S. Severino.

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TEMPO PASQUALE: DOMENICA 6 C

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I - Giovanni 14,23-29 – (a) Gesù ha detto che se ne va e tornerà dagli Apostoli (28 Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”) e spiega che va dal Padre, che è più grande di lui (28 perché il Padre è più grande di me), giacché Gesù è anche uomo - ma in quanto Dio è uguale al Padre - e allo Spirito Santo -; per il suo ritorno al Padre egli riceverà la glorificazione dal Padre (Gv 15,31-33; 17,1): i Discepoli perciò hanno motivo di rallegrarsi di questa separazione temporanea (28Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre); ma nel frattempo Gesù rimane coi suoi per mezzo della Parola (23 Se uno mi ama, osserverà la mia parola),della venuta dello Spirito Santo (26 Ma il Paraclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome), della dimora della Trinità nel cuore di chi crede in lui e lo ama (23 e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui; cfr Ef 3,17; Rm 5,5); la condizione per gustare questa presenza di Gesù invisibile è che lo si ami e lo si dimostri con l’osservanza della sua Parola (23 Se uno mi ama, osserverà la mia parola; 24 Chi non mi ama, non osserva le mie parole). Per tutte queste ragioni non hanno motivo di vivere nella paura (27 Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore). Gesù ha preannunciato questa sua partenza in questo momento, in cui niente fa pensare o prevedere la sua morte imminente, perché credano e restino saldi nella fede quando poi essa si realizzerà (29 Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate). Gioiamo con Gesù perché sta col Padre in Cielo e per la sua glorificazione; sentiamoci tranquilli perché si è separato da noi solo visibilmente, ma in realtà resta con noi in tanti modi; gustiamo questa presenza invisibile e valorizziamola per la nostra crescita spirituale, perché Egli continua anche così a essere sorgente di salvezza. (b) Gesù diceva che, se i discepoli lo amano, saranno contenti che egli vada a stare presso il Padre (28) e altra prova di amore verso Gesù è l'osservanza della sua Parola (23), che è anche Parola del Padre (24 e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato), e di conseguenza attira su chi l’osserva l'amore e la venuta del Padre (23 e il Padre mio lo amerà) e del Figlio (23), e dello Spirito Santo (26) perché le tre Persone divine sono un solo Dio; così il credente diventa la dimora di Dio. Meravigliose affermazioni: l'amore per Gesù si mostra non i sentimenti e parole ma nelle opere, che sono dono di Dio, che Egli vuole farci per l'amore che ha verso Gesù - e quindi amore eterno e sicuro. Altre promesse bellissime: l'osservanza della Parola attira l'amore per noi e la venuta della Trinità dentro di noi. Non siamo mai soli quando stiamo in amicizia col Signore: siamo nella Trinità e la Trinità è in noi come le Tre persone Divine sono l’una nell’altra con mutua presenza reciproca (divina immanenza). Siamo nel campo della pura fede: crediamo, ringraziamo, adoriamo Dio in ciascuno di noi e nei fratelli.

2. (a) Gesù ha detto tante cose ai Discepoli mentre era visibilmente con loro (25 Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi), ma lo Spirito Santo ricorderà  al momento opportuno agli Apostoli tutto quello che Gesù aveva detto in precedenza (26 e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto) e ne completerà l'insegnamento (26 lui vi insegnerà ogni cosa). Lo Spirito continua e completa la missione di Gesù; Egli è il secondo Paraclito (Gv 14,16) come Gesù è il primo (1Gv 2,1). I Discepoli sono ben protetti e difesi grazie alla presenza di Gesù nei vari modi e quella della Trinità. Veramente non abbiamo nulla da temere se abbiamo fede nelle parole di Gesù e speranza nelle sue promesse. (b) Infine Gesù promette la sua pace: Vi lascio la pace, vi do la mia pace (27), che è la sintesi di tutti i beni, con l’idea di pienezza e armonia; essa è diversa da quella del mondo e da come la dà il mondo (27 Non come la dà il mondo, io la do a voi), fatta di compromesso e complicità. La pace di Cristo è frutto dello Spirito (Gal 5,22) e comporta pienezza di verità, giustizia, amore; essa è dono di Dio, che solo la può dare, e proviene dalla certezza di essere in comunione con Dio e col prossimo, perché ogni peccato è stato perdonato e nulla la può mettere in pericolo. Chiediamo insistentemente questa pace come fa la Chiesa in ogni Messa.

II - Atti degli Apostoli 15,1-2.22-29 - (a) Il problema che agitava Paolo e Barnaba era che si distruggeva l'efficacia della redenzione di Cristo, se si ammetteva che era necessaria l'osservanza della legge mosaica per salvarsi (1 Ora alcuni, venuti dalla Giudea, insegnavano ai fratelli: «Se non vi fate circoncidere secondo l’usanza di Mosè, non potete essere salvati»). Questo turbava giustamente i due Apostoli (2 Poiché Paolo e Barnaba dissentivano e discutevano animatamente contro costoro) e specialmente i cristiani provenienti dal paganesimo, che ne erano sconvolti (24). Una delegazione fu inviata da Antiochia alla Chiesa Madre di Gerusalemme (2 fu stabilito che Paolo e Barnaba e alcuni altri di loro salissero a Gerusalemme dagli apostoli e dagli anziani per tale questione) e provocò la discussione - il primo concilio o sinodo della Chiesa nel 49 dopo Cristo -, che vide l’intervento degli Apostoli e degli Anziani; essi risolsero la questione, presero delle decisioni e mandarono alcuni uomini molto rappresentativi per comunicare le conclusioni (22 Agli apostoli e agli anziani, con tutta la Chiesa, parve bene allora di scegliere alcuni di loro e di inviarli ad Antiochia insieme a Paolo e Barnaba: Giuda, chiamato Barsabba, e Sila, uomini di grande autorità tra i fratelli). Anzitutto i Responsabili della Chiesa salutarono i destinatari della lettera (23 E inviarono tramite loro questo scritto: Gli apostoli e gli anziani, vostri fratelli, ai fratelli di Antiochia, di Siria e di Cilicia, che provengono dai pagani, salute!) e subito sconfessarono quelli che si erano arrogati una missione senza averla ricevuta (24 Abbiamo saputo che alcuni di noi, ai quali non avevamo dato nessun incarico, sono venuti a turbarvi con discorsi che hanno sconvolto i vostri animi); quindi annunciano la delegazione con termini molto laudativi per Paolo e Barnaba (25-26Ci è parso bene perciò, tutti d’accordo, di scegliere alcune persone e inviarle a voi insieme ai nostri carissimi Barnaba e Paolo, 26 uomini che hanno rischiato la loro vita per il nome del nostro Signore Gesù Cristo) e l’incarico affidato loro (27 Abbiamo dunque mandato Giuda e Sila, che vi riferiranno anch’essi, a voce, queste stesse cose). Il risultato corrispondeva a quello che si aspettavano Paolo e Barnaba e i cristiani provenienti dal paganesimo, e cioè che l’osservanza della legge ebraica non è necessaria alla salvezza; però per motivi pastorali si chiedeva ai Cristiani della Siria e dintorni di osservare alcune norme (28-29 È parso bene, infatti, allo Spirito Santo e a noi, di non imporvi altro obbligo al di fuori di queste cose necessarie: 29 astenersi dalle carni offerte agli idoli, dal sangue, dagli animali soffocati e dalle unioni illegittime. Farete cosa buona a stare lontani da queste cose. State bene!), in modo da consentire ai cristiani provenienti dal paganesimo e a quelli provenienti dall’Ebraismo di stare insieme e soprattutto di celebrare insieme l’Eucarestia. In questo modo veniva riaffermato che solo Gesù è il salvatore e solo in lui si deve cercare la salvezza. Anche noi dobbiamo stare attenti a cercare la salvezza solo nella fede in Gesù e nella pratica dei suoi insegnamenti, nella speranza nei suoi meriti, in particolare quelli della sua Passione e Morte, e nella carità verso di Lui e il prossimo. Non c'è altra via di salvezza. Crediamo, adoriamo, speriamo, amiamo; chiediamo perdono per chi che non crede, non adora, non spera, non ama.

III - Apocalisse 21,10-14.22-23 - Giovanni ha sentito la voce dal trono di Dio che proclama che Dio fa nuove tutte le cose (21,5). Adesso vede, tra le cose nuove, la Gerusalemme celeste, il paradiso dei santi, la Sposa di Cristo; la vede provenire da Dio, circondata della gloria luminosa di Dio (10 L’angelo mi trasportò in spirito su di un monte grande e alto, e mi mostrò la città santa, Gerusalemme, che scende dal cielo, da Dio, risplendente della gloria di Dio). Essa affascina col suo splendore, che è come quello di una pietra preziosissima, che riflette i raggi del sole (21 Il suo splendore è simile a quello di una gemma preziosissima, come pietra di diaspro cristallino). Poiché Giovanni presenta la sposa con l'immagine della Città Santa, la vede molto ben difesa da mura grandi e alte (12 È cinta da grandi e alte mura con dodici porte). Le porte sono 12 e hanno ciascuna il nome di una delle 12 tribù di Israele; inoltre hanno ciascuna un angelo a loro custodia e difesa (12 sopra queste porte stanno dodici angeli e nomi scritti, i nomi delle dodici tribù dei figli d’Israele); sono tre le porte in direzione dei quattro punti cardinali, perché nella Città si devono raccogliere tutti i popoli provenienti da tutte le direzioni (13 A oriente tre porte, a settentrione tre porte, a mezzogiorno tre porte e a occidente tre porte). Le mura poggiano su 12 basamenti, che portano i nomi dei 12 apostoli del Nuovo Testamento (14 Le mura della città poggiano su dodici basamenti, sopra i quali sono i dodici nomi dei dodici apostoli dell’Agnello), nel senso che i 12 basamenti sono l'uno sull'altro o che c’è un basamento diverso per ogni tratto delle mura. Nella Gerusalemme della Palestina si notava subito il Tempio; nella Gerusalemme celeste il Tempio è Dio stesso con Gesù, l'Agnello (22 In essa non vidi alcun tempio: il Signore Dio, l’Onnipotente, e l’Agnello sono il suo tempio), in quanto non c'è bisogno di culto per mezzo di segni giacché Dio si vede faccia a faccia. Qui non c'è né sole né l'una che illumini la Città perché Dio e Gesù con la loro gloriosa presenza sono sorgente della luce (23 La città non ha bisogno della luce del sole, né della luce della luna: la gloria di Dio la illumina e la sua lampada è l’Agnello). Chiediamo la grazia che anche noi un giorno siamo fra coloro che vivranno per tutta l’eternità nella nuova ed eterna Gerusalemme.

EUCARESTIA. Qui noi incontriamo la SS. Trinità per mezzo di Gesù presente con la sua Persona e il suo sacrificio; sono realtà che si percepiscono per mezzo della fede. La Messa è un anticipo del Paradiso, dove staremo con Dio e con i fratelli. Supplichiamo la Vergine Maria e S. Giuseppe, i nostri Angeli Custodi e i nostri Santi Patroni, che ci ottengano di andare a stare con loro per sempre. (Mons. Francesco Spaduzzi)