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Un pensiero al giorno

18 febbraio - Santa Geltrude (Gertrude) Comensoli - Titolo: Fondatrice

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Bastamare Notizie

  • 27/05/2008
    Casa Nossa Senhora do Carmo, c/o Santuàrio de Nossa Senhora de Fatima. Appartado 31 2496-908 Fatima Codex tel. 00351.249539600 oppure 00351.249539601 (chiedere di Mons. Spaduzzi), Fax: 00351.249.539609 (aggiungendo: all attenzione di Mons. Spaduzzi)
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  • 25/05/2008
    Dal 5 al 26 luglio 2008 starò a Fatima al servizio del Santuario per le confessioni in italiano, inglese, francese, portoghese. Vi aspetto tutti.

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  • 25/05/2005
    Il martedì e il mercoledì che precede il primo venerdì del mese sono a disposizione per l'ascolto delle Confessioni nelle Comunità Terapeutiche de La Tenda di Giovi (SA), Saragnano e Mercato S. Severino.

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Tempo Pasquale: domenica 4C

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I - Giovanni 10, 27-20 – (a) Gesù parla di se stesso come il Buon Pastore e dichiara di avere pecore che sono sue. In realtà tutte le pecore sono di Gesù, perché è morto per tutti gli uomini: tutti li conosce e li ama (27 e io le conosco) con una differenza: conosce e ama con gioia quelli che ascoltano la sua voce e lo seguono (27Le mie pecore ascoltano la mia voce … ed esse mi seguono), conosce e ama con dolore quelli che non lo ascoltano e perciò non lo seguono. Gesù mi conosce: mi vede sempre e in ogni luogo e nell’intimo del mio cuore, e mi ama; manifesta il suo amore per me creandomi dal nulla, conservandomi nell’esistenza e dandomi il concorso in ogni azione sul piano naturale e soprannaturale; mi manifesta il suo amore nella redenzione, morendo per me e comunicandomi la vita divina. E io? devo conoscerlo e amarlo e ciò avviene nella frequentazione, nello stare insieme; da parte mia devo ascoltare tutta la sua Parola e seguirlo per le strade, per le quali egli va e mi vuole condurre, anche quelle della croce. Cosa ho fatto finora per lui? Ho molti motivi di pentimento. Cosa sto facendo per lui? Ho  molto da correggere in me. Che cosa voglio fare in futuro per lui? (b) Gesù promette di dare subito alle sue pecore la vita eterna, cioè la vita divina (28 Io do loro la vita eterna); perciò non saranno condannate alla pena eterna dell'inferno (28 e non andranno perdute in eterno), anche perché nessuna creatura - le creature buone non lo farebbero, quelle cattive tenteranno ma non ci riusciranno - non sono in condizioni di strapparle dalle mani di Gesù (28 e nessuno le strapperà dalla mia mano), di sottrarle al suo potere infinito. E’ promessa sicura ed efficace al 100%. E come mai Giuda si è perduto? Lui volle sottrarsi all’influsso di Gesù, perché non volle ascoltare la sua voce e i suoi inviti fino all’ultimo momento. Pietro rinnegò Gesù perché, nonostante la sua debolezza, si volle esporre al pericolo; gli altri Apostoli si allontanarono per paura da Gesù al momento dell’arresto, ma tornarono a Lui: Pietro piange subito il suo peccato; troviamo Giovanni sul Calvario; quasi tutti gli Apostoli sono presenti la sera della resurrezione. Ci sono peccati di cattiveria e di fragilità: Dio nella sua Misericordia li vuole perdonare e curare tutti, ma ci vuole la buona volontà di tornare a Gesù e questa buona volontà Dio la vuole donare a tutti. S. Claudio de la Colombière scrive: Mio Signore e Dio, io sono così convinto che Tu hai cura di tutti quelli che sperano in Te e che niente può mancare a coloro che aspettano tutto da te, che ho deciso, per l’avvenire, di vivere senza alcuna preoccupazione e di riversare su di Te ogni mia inquietudine… Col peccato posso smarrire perfino la tua grazia, ma non perderò mai e poi mai la mia fiducia in Te. La conserverò fino all’estremo della mia vita e il demonio, con tutti i suoi sforzi, non riuscirà mai a strapparmela. … Ecco perché ho l’assoluta certezza di essere eternamente felice, perché ho l’incrollabile fiducia di esserlo e perché lo spero unicamente da Te. E in effetti è così. Poiché abbiamo confidenza nella bontà di Gesù, torniamo a Gesù e chiediamo perdono dei peccati. Rinnoviamo la nostra fede che nessuno può strapparci dalle sue mani perché è onnipotente; ci ama infinitamente e non vuole la nostra rovina; conosce le nostre debolezze e i nostri limiti e la furberia dei nostri nemici spirituali; ci affidiamo a Lui; Lo amiamo; ci pentiamo; Gli chiediamo più confidenza in Lui, perché non ne avremo mai abbastanza. (c) Lo stesso potere infinito ha il Padre, che è più grande di tutti e ha dato le pecore a Gesù; all'origine esse sono  del Padre, che le affida al Figlio e gliele dà come sue (29 Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre), giacché Padre e Figlio sono una cosa sola (30 Io e il Padre siamo una cosa sola) e hanno tutto in comune: Padre Figlio Spirito sono un solo Dio e si distinguono nelle tre Persone, ma non nell'unica natura divina, che è comune alle Tre Persone Divine; Padre Figlio e Spirito conoscono e amano le pecore e le vogliono salvare: quelle che credono, sperano e amano si incamminano per la via della salvezza e nessuno le può strappare dalle mani della Trinità (AT e NT sono pieni di questa idea; la conferma la Madonna a S. Juan Diego nel 1531 e ai tre ragazzi di Fatima nel 1917 e in tante altre occasioni).

II – Atti degli Apostoli 13,14.43-52 - Paolo e Barnaba sono al servizio del Signore per collaborare con lui alla salvezza degli uomini. Perciò essi stanno continuamente in movimento (14 Essi invece, proseguendo da Perge, arrivarono ad Antiochia in Pisìdia e, entrati nella sinagoga nel giorno di sabato, sedettero; 51Allora essi, scossa contro di loro la polvere dei piedi, andarono a Iconio); offrono la Parola di Dio ai Giudei e ai proseliti (43-44 Sciolta l’assemblea, molti Giudei e prosèliti credenti in Dio seguirono Paolo e Barnaba ed essi, intrattenendosi con loro, cercavano di persuaderli a perseverare nella grazia di Dio; 44 Il sabato seguente quasi tutta la città si radunò per ascoltare la parola del Signore; 46-47 Allora Paolo e Barnaba con franchezza dichiararono: «Era necessario che fosse proclamata prima di tutto a voi la parola di Dio, ma poiché la respingete e non vi giudicate degni della vita eterna, ecco: noi ci rivolgiamo ai pagani; 47 Così infatti ci ha ordinato il Signore: Io ti ho posto per essere luce delle genti,/ perché tu porti la salvezza sino all’estremità della terra») e ai pagani (46-47; 48 Nell’udire ciò, i pagani si rallegravano e glorificavano la parola del Signore, e tutti quelli che erano destinati alla vita eterna credettero). Per mezzo della Parola (49 La parola del Signore si diffondeva per tutta la regione) offrono la salvezza (47), la perseveranza (48), la vita eterna (46), la gioia (48), lo Spirito Santo (52 I discepoli erano pieni di gioia e di Spirito Santo). Questa parola di salvezza può essere accettata con fede (48) o anche rifiutata (45 Quando videro quella moltitudine, i Giudei furono ricolmi di gelosia e con parole ingiuriose contrastavano le affermazioni di Paolo; 46), arrivando fino a contrastare i missionari (45) e a perseguitarli e cacciarli via (50 Ma i Giudei sobillarono le pie donne della nobiltà e i notabili della città e suscitarono una persecuzione contro Paolo e Barnaba e li cacciarono dal loro territorio). Dobbiamo imitare quelli che aderiscono alla Parola (48) e diventare anche noi missionari come gli apostoli Paolo e Barnaba, senza farci spaventare dalle diffidenze, prese in giro o persecuzioni. Il Signore è sempre con noi e ci sostiene oggi come sostenne i missionari del passato.

III - Apocalisse 7,9.14b-17 - Giovanni vide in Cielo, in paradiso, una moltitudine immensa di uomini e donne di ogni nazione (9 Dopo queste cose vidi: ecco, una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua); essi stavano in piedi davanti al trono di Dio e all'Agnello (9 Tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all’Agnello), che stava in mezzo al trono (17 l’Agnello, che sta in mezzo al trono); erano vestiti di bianco (9 avvolti in vesti candide), che indica l'appartenenza al mondo di Dio, e avevano palme in mano (9 e tenevano rami di palma nelle loro mani), che indicano festa e vittoria. Essi erano stati battezzati e perciò erano stati purificati dai peccati (14 e che hanno lavato le loro vesti, rendendole candide nel sangue dell’Agnello) e provenivano da luoghi di sofferenza e persecuzione (14 Sono quelli che vengono dalla grande tribolazione), che non avevano intaccato la loro fedeltà a Dio. Per premio stanno davanti a Dio e gli prestano servizio nel suo Tempio celeste (15 Per questo stanno davanti al trono di Dio e gli prestano servizio giorno e notte nel suo tempio) e Dio li accoglie nella sua casa (15e Colui che siede sul trono stenderà la sua tenda sopra di loro). Essi non sperimentano più nessun tipo di sofferenza (16 Non avranno più fame né avranno più sete, non li colpirà il sole né arsura alcuna) e Dio stesso fa scomparire ogni loro sofferenza (17 E Dio asciugherà ogni lacrima dai loro occhi): quindi stanno nella gioia eterna e perfetta e hanno l'Agnello come Pastore, che li guida ai Pascoli eterni (17 perché l’Agnello, che sta in mezzo al trono,/ sarà il loro pastore/ e li guiderà alle fonti delle acque della vita). Chiediamo che anche noi, che siamo stati purificati nel Battesimo e riconciliati con la Confessione e nutriti dell'Eucaristia, possiamo essere fedeli discepoli e seguaci del nostro Pastore Gesù e, dopo averlo servito nelle sofferenze di questo mondo, andiamo a condividere con lui la gioia eterna con la visione facciale e l’amore.

EUCARESTIA. Noi stiamo a contatto diretto con Gesù, buon Pastore, in tanti modi, ma il vertice della sua presenza si realizza nell’Eucarestia; qui Egli è presente nell’assemblea riunita e nel ministro, ma ancora di più nella sua Parola letta e annunciata e nel pane e vino consacrati. Valorizziamo tutte le presenze di Gesù, ma specialmente l’Eucarestia, perché in essa ci uniamo a lui nel modo più perfetto e nel modo che più ci arricchisce. Chiediamo alla Vergine Maria e a S. Giuseppe, ai nostri Angeli Custodi e Santi Patroni, che ci ottengano la grazia di gustare la presenza del Signore con una fede e carità intense. (mons. Francesco Spaduzzi)

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