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Un pensiero al giorno

18 febbraio - Santa Geltrude (Gertrude) Comensoli - Titolo: Fondatrice

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Bastamare Notizie

  • 27/05/2008
    Casa Nossa Senhora do Carmo, c/o Santuàrio de Nossa Senhora de Fatima. Appartado 31 2496-908 Fatima Codex tel. 00351.249539600 oppure 00351.249539601 (chiedere di Mons. Spaduzzi), Fax: 00351.249.539609 (aggiungendo: all attenzione di Mons. Spaduzzi)
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  • 25/05/2008
    Dal 5 al 26 luglio 2008 starò a Fatima al servizio del Santuario per le confessioni in italiano, inglese, francese, portoghese. Vi aspetto tutti.

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  • 25/05/2005
    Il martedì e il mercoledì che precede il primo venerdì del mese sono a disposizione per l'ascolto delle Confessioni nelle Comunità Terapeutiche de La Tenda di Giovi (SA), Saragnano e Mercato S. Severino.

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TEMPO PASQUALE: DOMENICA III C

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I – GIOVANNI 21,1-19 - 1. Nel Vangelo di Giovanni troviamo raccontate apparizioni di Gesù a Gerusalemme e in Galilea. Qui, sul Lago di Tiberiade (1 Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberiade), si trovarono insieme Simon Pietro, Tommaso, Natanaele, i 2 fratelli Giovanni e Giacomo, e altri due discepoli (2 si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Didimo, Natanaele di Cana di Galilea, i figli di Zebedeo e altri due discepoli).  Pietro manifestò la sua intenzione di andare a pescare e gli altri aderirono (3 Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te»); ma quella notte non presero nulla (3 Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla). Al mattino Gesù si presentò sulla spiaggia, ma i discepoli non lo riconobbero (4 Quando già era l’alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù).  Gesù chiese loro se avevano preso qualcosa ma ebbe risposta negativa (5 Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No»). Allora suggerì di gettare la rete dal lato destro della barca, e garantì loro il risultato positivo (6 Allora egli disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete»); i discepoli ubbidirono e non riuscivano tirare su la rete per la gran quantità di pesci che conteneva (6 La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci).  Per primo Giovanni, il discepolo prediletto di Gesù, intuì che si trattava di un miracolo e pensò a Gesù e lo disse subito a Pietro (7 Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!»). Pietro stava come gli altri in tenuta da lavoro e, appena udì che era il Signore, si legò la tunica intorno ai fianchi e si gettò in mare (7 Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare).  Nel frattempo gli altri discepoli, lontani da terra un centinaio di metri, si accostarono a riva con la barca, trascinando la rete con i pesci (8 Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: non erano infatti lontani da terra se non un centinaio di metri).  Approdando, videro un focherello di carboni con sopra alcuni pesci; c'era anche pane (9 Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane). Gesù li invitò a portare un po' di quel pesce appena pescato (10 Disse loro Gesù: «Portate un po’ del pesce che avete preso ora»). Simon Pietro salì sulla barca e trascinò – da solo! - a terra la rete piena di 153 pesci; erano molto numerosi e grossi, ma la rete non si strappò (11 Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si squarciò).  Gesù così offrì ai discepoli la colazione e nessuno aveva il coraggio di domandargli chi fosse perché avevano ben capito che era il Signore (12 Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», perché sapevano bene che era il Signore). Gesù prese il pane e lo distribuì; poi distribuì anche il pesce (13 Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce).  E’ la terza apparizione di Gesù ai discepoli dopo la resurrezione, che troviamo nel Vangelo di Giovanni (14 Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti). (a) Sono 7 i Discepoli che vanno a pescare, come furono 4 i primi discepoli chiamati da Gesù (Pietro, Andrea, Giacomo, Giovanni, cfr Mt 4,19) in occasione di un’altra pesca miracolosa: due numeri indicati come perfetti perché simbolo della completezza, della totalità di coloro, ai quali il Vangelo è destinato. (b) Nella notte non prendono nulla perché solo la presenza di Gesù può dare valore ed efficacia a tutto quello che essi fanno. Quando interviene Gesù ed essi obbediscono, fanno una pesca straordinaria coi pesci di ogni specie (153 erano le specie di pesce conosciute o catalogate allora). (c) Solo con Gesù presente, meglio ancora se percepito con la fede e l’amore di Giovanni e ricercato con la sollecitudine di Pietro e con l’obbedienza degli altri, avvengono i miracoli su piano naturale e soprannaturale e l’evangelizzazione diventa efficace; e neanche si rompe la rete, che rappresenta l’unità della Chiesa (cfr la veste inconsutile di Gesù di Gv 19,24). Per essere efficaci nell’apostolato dobbiamo crescere in queste virtù e occorre mettere la nostra speranza nell’aiuto di Gesù e dello Spirito Santo, e non nelle nostre forze e opere. (c) Gesù ha preparato tutto per la colazione dei discepoli (fuoco, pane e pesce arrostito), che rivela la sua delicatezza paterna e materna per i discepoli, confermata dalla parola “figlioli”, con la quale si rivolge loro. (d) Le parole, usate per indicare il pasto, sono le stesse dell’Eucarestia: i discepoli sanno che si trovano ora alla presenza di Gesù e che lo potranno trovare nell’Eucarestia e al banchetto della vita eterna.

2. Dopo mangiato, Gesù domandò a Simon Pietro se lo amava più degli altri; e Simone rispose di sì, appellandosi alla conoscenza che Gesù aveva dei suoi sentimenti; Gesù gli replicò di aver cura del suo gregge (15 Quand’ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro:«Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci i miei agnelli»). Poi Gesù gli chiese una seconda volta se lo amava davvero; e Simone gli confermò, anche stavolta facendo appello alla sua scienza; e Gesù gli ribadì di aver cura delle sue pecore (16 Gli disse di nuovo, per la seconda volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pascola le mie pecore»). Una terza volta Gesù sollecitò Pietro a dire se lo amava davvero; stavolta Pietro fu addolorato per la domanda, perché pensò al suo triplice tradimento, ma rispose confermando le risposte precedenti e ricorrendo alla sua scienza infinita; Gesù gli ripeté di aver cura delle sue pecore (17 Gli disse per la terza volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse: «Mi vuoi bene?», e gli disse: «Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecore»). Poi Gesù in modo velato gli accenna alla sua sorte futura: da giovane andava dove voleva, lasciando libertà di movimento ai piedi col sollevare la veste con la cintura; invece da vecchio altri gli avrebbero legato le mani con una cintura e lo avrebbero condotto dove mai sarebbe andato di sua iniziativa (18 In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi). Gesù parlò così per far capire come Pietro sarebbe morto dando gloria a Dio (19 Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio). Infine disse ancora a Pietro di seguirlo (19 E, detto questo, aggiunse: «Seguimi»). (a) Gesù chiede a Pietro tre volte se lo ama per fargli riparare il triplice rinnegamento con tre professioni di amore. Alle 3 professioni Gesù risponde con l’affidargli tre volte le sue pecore. Anche tre è numero della totalità e sotto l’aspetto giuridico, se un’affermazione era fatta tre volte davanti a testimoni, equivaleva a una dichiarazione scritta. (b) Gesù mette come condizione per affidare le sue pecore a Pietro l’amore di Pietro a Gesù: così per amore di Gesù bisogna amare le pecore di Gesù e prendersene cura; esse restano sempre di Gesù e non diventano di questo o quel papa o vescovo o di questo o quel parroco. Pietro è pastore delle pecore come vicario dell’amore di Cristo (parole di S. Ambrogio); egli deve amare Gesù per se stesso e le pecore per amore di Gesù e deve esercitare l’amore di Gesù verso le pecore, praticare le virtù di Gesù verso di loro: amore, misericordia, pazienza… (b) L’amore di Gesù per le pecore lo porta a dare la vita per loro fino alla morte di croce; lo stesso dovrà fare Pietro per amore di Gesù e delle pecore.

II - ATTI DEGLI APOSTOLI 5,27b-32.40b-41 – Agli Apostoli Pietro e Giovanni era stato proibito dal Sinedrio di parlare di Gesù e predicare nel suo nome (At 4,18ss). Ma dopo i tanti miracoli che operavano gli Apostoli, e in particolare Pietro, e la predicazione che continuarono imperterriti (5, 12ss), il sommo sacerdote, che era ancora Caifa, fece arrestare gli Apostoli, che però furono liberati miracolosamente dal carcere (At 5,17ss); le guardie li ripresero nel Tempio e li condussero dal Sinedrio (AT 5,26ss); Caifa li rimproverò, ricordando loro la proibizione e lamentandosi sia della predicazione e sia del fatto che facevano ricadere sui capi religiosi la responsabilità della morte di Gesù (27-28 il sommo sacerdote li interrogò 28 dicendo: «Non vi avevamo espressamente proibito di insegnare in questo nome? Ed ecco, avete riempito Gerusalemme del vostro insegnamento e volete far ricadere su di noi il sangue di quest’uomo).  Ma Pietro e gli Apostoli si difesero, riaffermando che i capi religiosi erano i responsabili della morte di Gesù (30 che voi avete ucciso appendendolo a una croce), che l’unico vero Dio, adorato dagli antenati, aveva fatto risorgere Gesù dai morti (30 Il Dio dei nostri padri ha risuscitato Gesù) e gli aveva dato il massimo della gloria, innalzandolo accanto a sé, come Capo e Salvatore, allo scopo di offrire al popolo d'Israele l'occasione di cambiar vita e di ricevere il perdono dei peccati (31 Dio lo ha innalzato alla sua destra come capo e salvatore, per dare a Israele conversione e perdono dei peccati). Gesù, prima di salire al cielo, aveva ordinato loro di predicare la salvezza nel suo nome in tutto il mondo, cominciando da Gerusalemme, e aveva dato loro anche lo Spirito Santo per abilitarli a compiere questa missione; perciò essi non avevano fatto altro che testimoniare i fatti accaduti, col sostegno dello Spirito Santo, che Dio dava e dà a tutti quelli che obbediscono alla sua volontà (32 E di questi fatti siamo testimoni noi e lo Spirito Santo, che Dio ha dato a quelli che gli obbediscono). E perciò aprono (e concludono) il discorso con la riaffermazione del loro impegno di obbedire a Dio piuttosto che agli uomini (29 Rispose allora Pietro insieme agli apostoli: «Bisogna obbedire a Dio invece che agli uomini), anche se fossero capi, quando danno ordini sbagliati. Per punirli della loro ribellione e sperando di farli tacere, li fecero frustare e poi rinnovarono loro il comando di non parlare più nel nome di Gesù; alla fine li lasciarono liberi (40 li fecero flagellare e ordinarono loro di non parlare nel nome di Gesù. Quindi li rimisero in libertà). Gli Apostoli uscirono dal tribunale e se ne andarono contenti, perché avevano avuto l'onore di essere maltrattati a causa del nome di Gesù (41 Essi allora se ne andarono via dal sinedrio, lieti di essere stati giudicati degni di subire oltraggi per il nome di Gesù). Ammiriamo e imitiamo la fede degli Apostoli e il coraggio nel continuare la predicazione, nonostante le minacce e le frustate, cui furono sottoposti per la loro fedeltà a Gesù e per l’impegno nella difesa e nella diffusione della fede; condividiamo l’affermazione del principio che bisogna obbedire sempre a Dio e agli uomini, soltanto se i loro ordini non si oppongono a Dio; non spaventiamoci di fronte alle difficoltà nella pratica della fede e non ci scoraggiamo per i fallimenti nei tentativi di diffonderla: Gesù è con noi e ci accompagna sempre; lo Spirito Santo ci guida e ci sostiene, proprio come faceva con gli Apostoli e i Santi.

III - APOCALISSE 5,11-14 – Giovanni racconta una delle tante visioni; in questa sottolinea chi è Gesù e come viene “trattato” in Cielo, nel mondo della verità. Mentre guardava, udì la voce di miliardi Angeli, che stavano intorno al trono di Dio e di Gesù, circondato dagli Esseri viventi e dagli Anziani (11 E vidi, e udii voci di molti angeli attorno al trono e agli esseri viventi e agli anziani. Il loro numero era miriadi di miriadi e migliaia di migliaia); questo coro possente proclamava la gloria di Cristo e diceva che Gesù, presentato già da Giovanni Battista e da Giovanni Evangelista come l'Agnello ucciso e offerto in sacrificio, è degno di ricevere potenza, ricchezza, sapienza e forza, onore, gloria e lode (12 e dicevano a gran voce: «L’Agnello, che è stato immolato,/ è degno di ricevere potenza e ricchezza,/ sapienza e forza, onore,/ gloria e benedizione»). A questo coro del Cielo si univano tutte le altre creature del cielo e della terra, di sotto terra e del mare, e tutto ciò che vive nell'universo (13 Tutte le creature nel cielo e sulla terra, sotto terra e nel mare, e tutti gli esseri che vi si trovavano, udii che dicevano); Giovanni sentì che proclamavano che a Dio Padre, che siede sul trono, e a Suo Figlio, l'Agnello, anno attribuiti la lode, l'onore, la gloria e la potenza per l’eternità (13 «A Colui che siede sul trono e all’Agnello/ lode, onore, gloria e potenza,/ nei secoli dei secoli). Alla lode di Dio Padre e di Gesù dei due cori si associavano i 4 Esseri Viventi col loro: «Amen» e i 24 Anziani, che si prostravano in adorazione (14 E i quattro esseri viventi dicevano: «Amen». E gli anziani si prostrarono in adorazione). Contempliamo con Giovanni tutto il creato, che canta la gloria della Trinità (anche se vengono nominati solo Padre e Figlio), ma più specialmente di Gesù, e della sua opera salvezza: anche noi ci dobbiamo associare a questo canto. Lo facciamo nella Liturgia, cioè con i segni, stabiliti da Cristo o dalla Chiesa, che possono essere i Sacramenti, ma soprattutto l’Eucarestia, ma anche la Liturgia delle Ore.

EUCARESTIA. Col Gloria e il Santo e le acclamazioni della Messa ci associamo sulla terra agli Angeli e ai Santi del Cielo nel proclamare le lodi della Trinità, nell’attesa che anche noi lo potremo fare in Cielo. Intanto ci impegniamo a non mancare mai alla Messa domenicale e a fare la comunione, sorgente inesauribile di vita. Preghiamo la Vergine Maria e S. Giuseppe, gli Angeli Custodi e i nostri Santi Patroni, di ottenerci la fedeltà a questo impegno. (mons. Francesco Spaduzzi)