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Un pensiero al giorno

18 febbraio - Santa Geltrude (Gertrude) Comensoli - Titolo: Fondatrice

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Bastamare Notizie

  • 27/05/2008
    Casa Nossa Senhora do Carmo, c/o Santuàrio de Nossa Senhora de Fatima. Appartado 31 2496-908 Fatima Codex tel. 00351.249539600 oppure 00351.249539601 (chiedere di Mons. Spaduzzi), Fax: 00351.249.539609 (aggiungendo: all attenzione di Mons. Spaduzzi)
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  • 25/05/2008
    Dal 5 al 26 luglio 2008 starò a Fatima al servizio del Santuario per le confessioni in italiano, inglese, francese, portoghese. Vi aspetto tutti.

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  • 25/05/2005
    Il martedì e il mercoledì che precede il primo venerdì del mese sono a disposizione per l'ascolto delle Confessioni nelle Comunità Terapeutiche de La Tenda di Giovi (SA), Saragnano e Mercato S. Severino.

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Tempo Ordinario: Domenica 31B

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I - Marco 12, 28-34 1. Uno scriba si accostò a Gesù e gli chiese qual era il primo di tutti i comandamenti (28 Allora si avvicinò a lui uno degli scribi che li aveva uditi discutere e, visto come aveva ben risposto a loro, gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?»). I rabbini discutevano nelle scuole su quali fossero i comandamenti piccoli e grandi o veniali e mortali e quale fosse il primo fra i 615 comandamenti della legge ebraica, dei quali 365 proibitivi e 248 positivi. Gesù si rifà alla Parola di Dio attraverso Mosè nel Deuteronomio: anzitutto richiama che c'è un solo Dio, e non molti dei, come pensavano i popoli pagani, che addirittura si credevano discendenti di questo o quel Dio (29 Gesù rispose: «Il primo è: Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; cfr. Dt 6,4); inoltre ricorda che questo unico Dio, nel quale e al quale bisogna credere, dobbiamo amarlo con tutto il cuore (i pensieri e affetti), con tutta l'anima (la vitalità), con tutta la mente (l’intelligenza), con tutta la forza (intensità e impegno), in sostanza con tutta la nostra persona (30 amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza; cfr Dt 6,5). Gesù aggiunge che il secondo comandamento (gli era stato richiesto solo il primo!) è che bisogna amare il prossimo come se stessi (31 Il secondo è questo: Amerai il tuo prossimo come te stesso; cfr Lv 19,18). Gesù conclude che non c'è comandamento più grande di questi due (31 Non c’è altro comandamento più grande di questi): fede nell’unico Dio e amore a Lui e al prossimo. Il motivo di questo amore a Dio è che egli ci ha creati e ci conserva e concorre alle nostre azioni sul piano naturale e soprannaturale; dobbiamo amare Lui per se stesso, per le sue perfezioni infinite, e il prossimo per amor di Dio, perché Dio lo creò a sua immagine e somiglianza; quindi dobbiamo amare il prossimo come immagine e presenza di Dio stesso. Gesù aggiungerà ancora, per facilitare il nostro amore verso il prossimo, che in certe situazioni è molto difficile, che Egli è presente nel prossimo, specie nei sofferenti (Mt 25,31-46); tanto più che nei redenti è restaurata l'immagine di Dio secondo l'immagine di Gesù (Rm 8,29; Col 3,10) e siamo membra del suo corpo (Rm 12,5; 1Cor 12,12; 6,15); Gesù ha aggiunto anche che dobbiamo amarci l'un l'altro come lui ha amato noi (Gv 13,34). Non possiamo escludere nessuno da questo amore. Esaminiamoci sul nostro amore verso Dio, e sulle motivazioni che ci spingono ad amarlo, e poi sull'amore al prossimo, e sulle motivazioni che abbiamo per amarlo: non la bellezza o ricchezza o parentela o benefici, gratitudine, ecc., ma l'immagine di Dio e di Gesù nel prossimo.

2. Lo scriba approva la risposta di Gesù (32 Lo scriba gli disse: Hai detto bene, Maestro, e secondo verità) e conferma la sua affermazione circa la fede in Dio, che è uno solo e non ce ne sono altri (32 che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui) e che costituisce anche il primo di dieci comandamenti; inoltre dichiara che amare Dio con tutto il cuore, la mente, la forza, e il prossimo come se stessi ha agli occhi di Dio più valore dei sacrifici e olocausti, che venivano offerti al Tempio (33 amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici). Gesù rileva la saggezza e la sensibilità spirituale dello scriba in queste parole e lo incoraggia, avvertendolo che è vicino al Regno di Dio (33 Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio»). Poiché Gesù mostra una sapienza molto superiore alla comune degli uomini e anche addirittura degli scribi e rabbini, i suoi avversari rinunciano ad attaccarlo con domande imbarazzanti (33 E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo). Chi ama Dio e il prossimo ed è sostenuto da una retta fede, è dentro il Regno di Dio. Un atto di dolore perfetto, cioè che ci pentiamo per aver offeso Dio infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa, o di amore perfetto, per cui amiamo Dio perché Bene infinito, bene perfetto, bene eterno, ci apre le porte del Paradiso, anche se avessimo i più grandi peccati: pensiamo al Ladrone pentito e alle lacrime di Pietro! Prendiamo la buona abitudine di moltiplicare gli atti di amore e dolore perfetto.

II - Deuteronomio 6,2-6 Mosè nei suoi lunghi discorsi prima di lasciare questo mondo raccomanda molte volte l'osservanza dei comandamenti. Qui invita al timor di Dio (2 temi il Signore tuo Dio), cioè all'amore verso Dio, associato al rispetto verso di lui; questo amore rispettoso si manifesta concretamente conservando sempre nel cuore i comandamenti (6 Questi precetti che oggi ti do, ti stiano fissi nel cuore) e osservandoli per tutta la vita insieme con i discendenti (2 osservando per tutti i giorni della tua vita, tu, il tuo figlio e il figlio del tuo figlio, tutte le sue leggi e tutti i suoi comandi che io ti do; 3 e bada di metterli in pratica). Quali sono questi comandamenti?  Anzi tutto ascoltare Dio che parla e prestargli attenzione (3 Ascolta, o Israele… come il Signore, Dio dei tuoi padri, ti ha detto; 4 Ascolta, Israele), perché solo prestando orecchio a Dio, che parla, si può conoscere la sua volontà e quel che fa bene a noi. Ora, la prima cosa da tener in conto è che Yahweh è l'unico Dio e non ce ne sono altri (4 il Signore è il nostro Dio, unico è il Signore) e la seconda è che bisogna amare Dio con tutti i nostri pensieri e affetti (5 Tu amerai il Signore, tuo Dio, con tutto il cuore), con tutta la nostra persona e vita (5 con tutta l’anima), e con tutta l'intensità ed energia (5 e con tutte le forze). Dio deve essere per noi al centro di tutto e al di sopra di tutto, perché è il Creatore e il Salvatore e da lui dipendiamo in tutto sul piano naturale e soprannaturale. Le promesse di Dio sono degne di Lui: chi osserva i comandamenti vivrà a lungo (2 e così si prolunghino i tuoi giorni), godrà la felicità (3 perché tu sia felice), apparterrà a un popolo numeroso (3 e diventiate molto numerosi) in modo da far fronte ai nemici di ogni genere e avrà una patria, che è un paradiso in terra (3 nella terra dove scorrono latte e miele). La mentalità degli ebrei era molto materialistica e primitiva: Dio da padre buono si adatta nelle sue promesse alla loro mentalità, ma un po' alla volta per mezzo dei Profeti educa il suo popolo e lo porta a desiderare i beni spirituali, di cui i beni materiali sono simbolo: la lunga vita dell'eternità, la terra promessa del paradiso, la felicità terrena della felicità celeste, il timore dell'amore puro. Questi doni spirituali, chiediamo di apprezzarli e preghiamo per ottenerli; il Signore poi ci concederà anche tutti quei beni materiali, di cui abbiamo veramente bisogno.

III - Ebrei 7,23-28 La Lettera agli Ebrei mette a confronto i sacerdoti dell'Antico Testamento, discendenti di Aronne, con Gesù e afferma l'infinita superiorità di quest'ultimo. 1a. I sacerdoti dell'Antico Testamento erano uomini comuni, e quindi mortali, e perciò dovevano essere in tanti contemporaneamente e nel corso del tempo per garantire il servizio di Dio e del popolo eletto (23 quelli sono diventati sacerdoti in gran numero, perché la morte impediva loro di durare a lungo); 1b. Gesù invece è sacerdote unico, perché è immortale e resta per sempre; e anche il suo sacerdozio non finisce mai (24 Egli invece, poiché resta per sempre, possiede un sacerdozio che non tramonta). In effetti Gesù morì per poche ore, ma ora è vivo perché risorto ed esercita il suo sacerdozio sempre e per sempre, in quanto sta sempre a presentare il suo sacrificio al Padre, che lo gradisce moltissimo: è il sacrificio di tutta la sua vita, e in particolare della passione e morte; inoltre egli prega incessantemente il Padre a favore degli uomini (25 egli infatti è sempre vivo per intercedere a loro favore) e perciò può salvare quelli che per mezzo suo si accostano al Padre (25Perciò può salvare perfettamente quelli che per mezzo di lui si avvicinano a Dio). 2a. Il sacerdote dell'AT era peccatore e doveva offrire i sacrifici ogni giorno non solo per il popolo peccatore, ma anche per sé stesso peccatore (27 come i sommi sacerdoti, di offrire sacrifici ogni giorno, prima per i propri peccati e poi per quelli del popolo); 2b. Gesù invece è santo, senza colpa, senza macchia di peccato e ben separato dai peccatori; è inoltre elevato al Paradiso (26 Questo era il sommo sacerdote che ci occorreva: santo, innocente, senza macchia, separato dai peccatori ed elevato sopra i cieli). 3a. I sacerdoti ebrei erano deboli, fragili (28 La Legge infatti  costituisce sommi sacerdoti uomini soggetti a debolezza); 3b.invece Gesù è sacerdote e Figlio di Dio, e quindi sottratto a ogni debolezza e perfetto per sempre; è costituito sacerdote dal Padre con giuramento in tempo posteriore alla Legge ebraica, emanata 1200 anni prima (28 ma la parola del giuramento, posteriore alla Legge, costituisce sacerdote il Figlio, reso perfetto per sempre). 4a. I sacrifici offerti dai sacerdoti dell'AT erano tantissimi e offerti ogni giorno (27 offrire sacrifici ogni giorno) e venivano offerti animali o cibi cotti o frutta; 4b Gesù invece offre se stesso (27 Egli non ha bisogno …: lo ha fatto una volta per tutte, offrendo se stesso) e offre se stesso una volta per sempre perché il suo sacerdozio è perfetto e lo è anche il suo sacrificio, quanto alla qualità o contenuto (se stesso!) e al numero (una volta per sempre!). Crediamo che abbiamo Dio fatto uomo come sacerdote per noi e il suo sacrificio è perfetto. Lodiamo e ringraziamo Dio; sentiamoci uniti a Dio perché perfettamente riconciliati. Ringraziamo la Trinità e ammiriamone l’infinita sapienza per averci offerto un piano di salvezza con queste caratteristiche. Ringraziamo Gesù, che lo ha realizzato 20 secoli fa, e Gesù e lo Spirito che lo attuano ancora oggi per noi.

EUCARISTIA. Nella Messa noi rendiamo presente e ripresentiamo al Padre lo stesso e unico sacrificio (non uno nuovo o diverso!), che Gesù offrì 20 secoli e che allora operò la salvezza di tutti gli uomini ma che oggi la realizza per ciascuno di noi che vi partecipiamo, specie con la comunione eucaristica. Dall’incontro con Gesù abbiamo l’abbondanza dello Spirito Santo, che versa nel nostro cuore l’amore verso Dio e il prossimo e tutte le virtù. Preghiamo la Vergine SS. e S. Giuseppe, gli Angeli Custodi e i Santi Patroni che ci ottengano la grazia di seguire le loro orme. (mons. Francesco Spaduzzi)