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Un pensiero al giorno

18 febbraio - Santa Geltrude (Gertrude) Comensoli - Titolo: Fondatrice

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Bastamare Notizie

  • 27/05/2008
    Casa Nossa Senhora do Carmo, c/o Santuàrio de Nossa Senhora de Fatima. Appartado 31 2496-908 Fatima Codex tel. 00351.249539600 oppure 00351.249539601 (chiedere di Mons. Spaduzzi), Fax: 00351.249.539609 (aggiungendo: all attenzione di Mons. Spaduzzi)
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  • 25/05/2008
    Dal 5 al 26 luglio 2008 starò a Fatima al servizio del Santuario per le confessioni in italiano, inglese, francese, portoghese. Vi aspetto tutti.

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  • 25/05/2005
    Il martedì e il mercoledì che precede il primo venerdì del mese sono a disposizione per l'ascolto delle Confessioni nelle Comunità Terapeutiche de La Tenda di Giovi (SA), Saragnano e Mercato S. Severino.

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Tempo Ordinario Domenica 30B

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I - Marco 10,46-52 1. Gesù è seguito dalla folla nel lasciare Gerico (46 Mentre partiva da Gerico insieme ai suoi discepoli e a molta folla); lungo la strada c’è un cieco, Bartimeo, che sta a mendicare (46 il figlio di Timeo, Bartimeo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare). Egli capisce che sta passando Gesù, di cui certo ha sentito parlare come operatore di miracoli e come Messia, e grida per farsi sentire da Lui, chiedendogli che abbia pietà della sua cecità, che lo costringe a chiedere l’elemosina per sopravvivere (47 Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!»). Le sue grida danno fastidio a molti, per i quali è più importante il loro benessere personale che la sua sofferenza; essi perciò lo rimproverano per farlo tacere, ma lui grida a voce ancora più alta la sua supplica (48 Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!»). La preghiera è rivolta a Gesù come Messia: “Figlio di Davide” era un titolo messianico (47-48); e Gesù accetta tale riconoscimento, mentre per il passato lo evitava per impedire il sorgere dei problemi con le autorità ebraiche e romane. Ormai Gesù è alla vigilia della Passione e Morte e non c'è più motivo di nascondersi; anzi con l'ingresso a Gerusalemme, la nostra domenica delle palme, difenderà coloro che lo riconoscono e proclamano Messia. Anche noi riconosciamo Gesù come Messia e Salvatore. Anche oggi Gesù continua a operare miracoli per gli altri: riflettiamo che per ogni canonizzazione si sono verificati almeno due miracoli! Anche per noi Gesù è disposto a operare miracoli se sappiamo guardare a Lui con spirito di fede, cioè con fede sotto la guida dello Spirito.

2. Gesù sente le urla di richiesta di aiuto da parte del cieco e la sua professione di fede: si ferma e ordina di chiamarlo (49 Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!») e alcuni lo chiamano con parole di incoraggiamento e gli dicono che Gesù lo invita ad andare da lui (49 Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Alzati, ti chiama!»); egli butta via il mantello, di cui si serviva per coprirsi e ripararsi da freddo e vento, balza in piedi e si fa guidare da Gesù (50 Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù), che gli chiede cosa desidera che Egli faccia per lui (51 Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?»). Il cieco chiede di recuperare la vista (51 E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!»). Gesù constata dalle parole del cieco la sua fede messianica e sa che egli crede nella sua onnipotenza e sapienza e bontà infinita; spinto dalla compassione per le miserie umane, lo guarisce e gli dichiara che la sua guarigione è dovuta anche alla sua fede (52 E Gesù gli disse: «Va’, la tua fede ti ha salvato»). L'uomo, con generosità, si mette al seguito di Gesù (52 E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada), che va a Gerusalemme per esservi crocifisso. Notiamo che per la sua compassione e la sua divinità Gesù opera il miracolo, ma Gesù vuole anche la fede e la preghiera insistente. Gesù potrebbe fare a meno della collaborazione umana ma la vuole in modo che l'uomo prenda coscienza della propria impotenza e del dono che riceve. Riflettiamo che è generosa la risposta del cieco guarito: si mette al seguito di Gesù, proprio mentre la croce si avvicina, a differenza del ricco, che ha rifiutato di andare con Gesù e di Giuda, che già ha maturato il tradimento. Ancora oggi Gesù è in mezzo a noi e può operare miracoli se trova in noi la fede necessaria. Diciamo col padre del ragazzo malato: Credo, aiuta la mia incredulità (Mc 9,24), e per gratitudine seguiamo Gesù, dovunque egli ci vuole portare. Ammiriamo la sensibilità e bontà di Gesù.

II - Geremia 31,7-9 Dio si rivolge a tutta la terra perché canti la sua gioia e la sua lode a Lui per la grande salvezza, operata a vantaggio di Israele, la prima fra le nazioni agli occhi di Dio, il suo popolo eletto, anche se ridotto a un povero resto di poche persone (7 Poiché dice il Signore: Innalzate canti di gioia per Giacobbe, esultate per la prima delle nazioni, fate udire la vostra lode e dite: “Il Signore ha salvato il suo popolo, il resto d’Israele”): essi erano partiti da Gerusalemme nel pianto (9 Erano partiti nel pianto), ma il Signore li ricondurrà in mezzo alle consolazioni (9 io li riporterò tra le consolazioni). Dio li cerca e li preleva dai paesi del Nord e dai confini della terra (8 Ecco, li riconduco dalla terra del settentrione e li raduno dalle estremità della terra); in mezzo a loro ci saranno ciechi e zoppi e le donne incinte (il futuro del popolo!) e saranno in gran numero (8 fra loro sono il cieco e lo zoppo, la donna incinta e la partoriente: ritorneranno qui in gran folla); avranno acqua in abbondanza e strade diritte e comode così da camminare speditamente (9 li ricondurrò a fiumi ricchi d’acqua per una strada dritta in cui non inciamperanno). Il motivo di questa così grande attenzione di Dio è l'amore suo per Israele, verso il quale si sente padre e che considera suo primogenito (9 perché io sono un padre per Israele, Efraim è il mio primogenito). Dio ama ogni sua creatura, perché in ognuna lascia le impronte della sua potenza, sapienza e bontà infinita; ma soprattutto ama gli uomini perché li ha creati a sua immagine e somiglianza; Dio chiama alla sua intimità solo l'uomo e gli comunica la vita divina. Fra tutti i popoli un'attenzione particolare è riservata al popolo ebreo perché discendente di Abramo, uomo fedelissimo, e Dio se ne prende cura nell’AT per 2000 anni con Provvidenza speciale; nella sua misericordia certamente non l'ha abbandonato dopo che la gran parte degli Ebrei hanno rifiutato Cristo: San Paolo dice che essi torneranno a Dio (Rm 9-11). Esprimiamo la nostra gratitudine a Dio per l'amore verso gli ebrei e per l’amore più grande che ha per noi, giacché ci ha salvati per mezzo di Cristo suo Figlio, e impegniamoci ad amarlo per noi e per gli altri: amiamoLo di più per riparare per quando non l’abbiamo amato e  per quelli che non l’amano come dovrebbero.

III - Ebrei 5,1-6 (a) La Lettera agli Ebrei anzitutto ricorda che nell’AT il sommo sacerdote è una persona scelta da Dio fra gli uomini e viene stabilito per servire Dio a vantaggio degli uomini (10 Ogni sommo sacerdote, infatti, è scelto fra gli uomini e per gli uomini viene costituito tale nelle cose che riguardano Dio); egli offre a Dio i doni e i sacrifici per ottenere il perdono dei peccati del popolo (1 per offrire doni e sacrifici per i peccati) e anche per i propri peccati a causa della propria debolezza, (3 A causa di questa egli deve offrire sacrifici per i peccati anche per se stesso, come fa per il popolo). Poiché quindi anche lui è uomo debole, è in grado di nutrire compassione per quelli che sono nell'ignoranza e commettono errori (2 Egli è in grado di sentire giusta compassione per quelli che sono nell’ignoranza e nell’errore, essendo anche lui rivestito di debolezza). Tale è anche Gesù, uomo uguale agli altri, eccetto che nel peccato; egli ci ama e prova misericordia e compassione per noi e perciò si offre in sacrificio per i nostri peccati. Credo. adoro, ringrazio. (b) Nessuno può pretendere per sé l'onore di sommo sacerdote, ma lo riceve solo chi è chiamato da Dio, come avvenne di Aronne (4 Nessuno attribuisce a se stesso questo onore, se non chi è chiamato da Dio, come Aronne); allo stesso modo Gesù non prese da sé l'onore di sommo sacerdote ma lo ricevette dal Padre, che lo dichiarò suo Figlio al momento dell'incarnazione (5 Nello stesso modo Cristo non attribuì a se stesso la gloria di sommo sacerdote, ma colui che gli disse: Tu sei mio figlio, oggi ti ho generato), non solo come Dio, ma anche come uomo, e lo dichiarò sommo sacerdote per sempre alla maniera di Melchisedek (5-6 gliela conferì 6 come è detto in un altro passo: Tu sei sacerdote per sempre,/ secondo l’ordine di Melchisedek). In effetti Gesù, pur avendo probabilmente nelle sue vene sangue di famiglia sacerdotale (Maria era cugina di Elisabetta, moglie del sacerdote Zaccaria; ai sacerdoti si consentiva di sposare solo donne di famiglia sacerdotale), comunque non era sacerdote perché apparteneva alla tribù di Giuda. E’ il Padre che lo fa sommo sacerdote per la nostra salvezza: egli non offre sacrifici di cose materiali, ma se stesso e perciò è gradito al Padre e ci salva. Crediamo, ringraziamo, benediciamo, preghiamo che i chiamati al sacerdozio rispondano generosamente all’invito di Dio e i non chiamati si fermino per tempo; a tal fine preghiamo anche per i formatori dei Seminari diocesani e religiosi perché Dio conceda loro il dono del discernimento per ben distinguere i veri chiamati dai non chiamati e così tutti i sacerdoti siano secondo il Cuore di Cristo.

EUCARESTIA. Questa rende presente il sacrificio di Cristo, da lui offerto 20 secoli fa per i peccati degli uomini e che Egli continua a rendere presente per mezzo dei sacerdoti per espiare i peccati. La Parola di Dio della prima parte della Messa ci deve aiutare a rafforzarci nella fede e nella carità per rendere fruttuosa la nostra comunione con Cristo. Supplichiamo la Vergine Maria e S. Giuseppe, gli Angeli Custodi e i Santi Patroni perché  l’incontro con Cristo trasformi la nostra vita come avvenne per il cieco guarito.  (mons. Francesco Spaduzzi).