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Omelie e Preghiere

Tempo Pasquale: Domenica VI dell'Anno A

Nota introduttiva: Non si tratta di “omelia”, ma di riflessioni che vengono dalla meditazione della Parola di Dio e che possono offrire spunti per la  preghiera e meditazione personale e l’omelia. Sono graditi suggerimenti per rendere più utili queste riflessioni (mons. Francesco Spaduzzi,  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )

Tempo Pasquale: Domenica VI dell'Anno A

I - Giovanni 14,13-21 – 1. Gesù, quando era presente in questo mondo, agiva direttamente nella mente e nel cuore dei discepoli e dei suoi contemporanei, e otteneva i frutti, che tenevano conto della libertà e della collaborazione di ciascuno alle sue ispirazioni. Prima di lasciare questo mondo, avverte gli Apostoli che il mondo non lo vedrà più (19 Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più) e che comunque egli non li lascerà senza una figura paterna (18 Non vi lascerò orfani), perché verrà lui stesso (18 verrò da voi) con tanti modi di presenza (ben 7!) e manderà lo Spirito Santo. In effetti, dopo che è passato da questo mondo al Padre (Gv 13,1), per mezzo della Passione e Morte e della Risurrezione e Ascensione, siede alla destra del Padre e prega per i suoi discepoli (16 e io pregherò il Padre; cfr. Rm 8,34 e Eb 7,25); ottiene per sé lo Spirito Santo dal Padre e insieme lo effondono sui discepoli (16; ed egli vi darà un altro Paraclito; At 2,33). Lo Spirito continua la missione di Gesù (Gv 20,21-23), di far conoscere agli uomini la verità su Dio e sulle creature (17 lo Spirito della verità) e di infondere l'amore di Dio nei loro cuori (Rm 5,5). Lo Spirito viene per stare per sempre con i discepoli (16 perché rimanga con voi per sempre) e anzi per stare dentro di loro (17 perché egli rimane presso di voi e sarà in voi). Essi conoscono bene lo Spirito (17 Voi lo conoscete), a differenza del mondo, che ha rifiutato di aprire mente e cuore a Gesù, e perciò non conosce lo Spirito e non lo ama, non lo vede e non lo riceve (17 lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce). In particolare lo Spirito ci fa capire la manifestazione che Gesù fa di se stesso (21 mi manifesterò a lui), perché ha bisogno di essere conosciuto dai singoli discepoli, affinché lo amino di più; egli mostra Gesù ai discepoli per mezzo della fede (19 voi invece mi vedrete), lo fa sperimentare nei vari segni della sua presenza, e opera perché, come Gesù vive della vita del Padre (19 perché io vivo cfr 5,26 e 6,57), così anch’essi vivano della vita di Gesù  (19 e voi vivrete; cfr 3,16; 5,25; 6,51-58); inoltre rivelerà che Gesù è nel Padre (20 In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio) e il Padre in lui (Gv 14,10: Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me?) e anche la mutua immanenza di Gesù nei discepoli e dei discepoli in Gesù (20 e voi in me e io in voi). Lo Spirito non li farà sentire soli perché capiranno che l'assenza di Gesù è solo sul piano della visibilità - non è vera assenza -, perché Egli rimane con loro; non solo verrà alla fine della vita e del mondo, ma viene continuamente (18) nei vari segni della sua presenza. Attività dello Spirito Santo è di infondere la verità nella mente (intelligenza): egli perciò è lo Spirito di verità (17). Lo Spirito fa conoscere Dio, Padre e Figlio e Spirito, e il mondo soprannaturale in genere e aiuta anche a capire meglio tutte le creature grazie ai doni della sapienza, intelletto, consiglio e scienza. In particolare ci porta alla conoscenza intima di Gesù, che deve essere il punto di riferimento della nostra vita. Chiediamo allo Spirito all’inizio della nostra preghiera e di ogni nostra azione che venga in noi e ci guidi a capire bene e a fare tutto bene, sotto la sua guida.

2. L'altra attività dello Spirito Santo è di infondere l'amore di Dio nel cuore (volontà) del discepolo (Rm 5,5). Questo amore che Dio Padre (21 sarà amato dal Padre mio; 3,16; 16,27) e Dio Figlio (21 e anch’io lo amerò; Ef 5,2.25; Gal 2,20) e Dio Spirito (Rm 15,30: l’amore dello Spirito) ha per noi, ci riempie di gioia, perché non c'è felicità più grande dell’amare e sentirsi amati da Dio in particolare - e possibilmente anche dal prossimo - e ciò ci dispone ad amare Dio Padre e Figlio e Spirito (21 Chi ama me) e il prossimo. E’ lo Spirito che mette nel nostro cuore i suoi doni (fortezza, pietà, timor di Dio) e i suoi frutti (Gal 5,22), e innanzitutto l'amore, per cui diventiamo capaci amare Gesù (21) col Padre e lo Spirito e di osservare i comandamenti di Dio (Es 20,2-17; Dt 5,6-21) e di Gesù (15 Se mi amate, osserverete i miei comandamenti) e questa osservanza è il segno che veramente amiamo Gesù, a prescindere dalle sensazioni che noi abbiamo (21 Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama); la conoscenza e l’amore di Dio rende possibile la connaturalità fra noi e Dio, fra noi e ciascuna Persona della Trinità (19 io vivo e voi vivete), e quindi una comunione vitale sempre più profonda grazie alla fede (17 Voi lo conoscete; 18 verrò a voi; 19 mi vedrete; 20 saprete; 21 mi manifesterò) e alla carità (15 mi amate; 21 mi ama… ama me… amato dl Padre…lo amerò). Allora i comandamenti ci sembreranno facilissimi da osservare, perché saremo trasportati sulle ali dell'amore, che rende possibile l'impossibile, facile il difficile, semplice il complicato. Chiediamo che, come Maria e Giuseppe hanno fatto per primi queste esperienze in una donazione totale a Dio, così ci ottengano di farle anche noi.

2II - Atti degli Apostoli 8,5-8.14-17 – (a) Con la persecuzione contro i cristiani, che scoppiò a Gerusalemme dopo l'assassinio di Stefano da parte dei capi ebrei, i discepoli si dispersero per la Giudea e fuori. Uno dei sette Diaconi andò in una città della Samaria e vi predicò Gesù come il Messia (5 Filippo, sceso in una città della Samaria, predicava loro il Cristo) e la gente in massa prestava molta attenzione, restando incantata per la sua Parola e per i miracoli, che Dio operava per mezzo suo (6 E le folle, unanimi, prestavano attenzione alle parole di Filippo, sentendolo parlare e vedendo i segni che egli compiva): liberava molti ossessi dai diavoli e guariva gli ammalati (7 Infatti da molti indemoniati uscivano spiriti impuri, emettendo alte grida, e molti paralitici e storpi furono guariti). In quella città tantissima fu la gioia (8 E vi fu grande gioia in quella città) e a quelli che aderirono con la fede alla Parola di Dio Filippo diede il battesimo nel nome di Gesù (16 ma erano stati soltanto battezzati nel nome del Signore Gesù). Per coloro che sono amati da Dio tutto coopera al bene (cfr. Rm 8,28), anche la persecuzione: i cristiani si disperdono fuori di Gerusalemme e portano il Vangelo ai popoli del Mediterraneo Orientale; e così ci sono tanti salvati. Dio si serve di tutto per il bene dei suoi fedeli e della sua Chiesa, se e nella misura in cui questi si affidano a lui. (b) Gli Apostoli furono informati che la Samaria aveva accolto la Parola di Dio e la fede in Gesù e mandarono Pietro e Giovanni per una verifica (14 Frattanto gli apostoli, a Gerusalemme, seppero che la Samaria aveva accolto la parola di Dio e inviarono a loro Pietro e Giovanni). Questi Apostoli completarono l'iniziazione cristiana dei Samaritani convertiti: Filippo, che era solo diacono, aveva dato loro il battesimo, ma non lo Spirito Santo, che non era infatti ancora disceso sopra nessuno di loro (16); gli Apostoli diedero loro anche la cresima o confermazione con l'imposizione delle mani, che dava loro il dono dello Spirito (15 Essi scesero e pregarono per loro perché ricevessero lo Spirito Santo), e l'Eucaristia. Ed effettivamente con l'imposizione delle mani ricevettero il dono dello Spirito (17 Allora imponevano loro le mani e quelli ricevevano lo Spirito Santo), che è il dono indispensabile per vivere la vita cristiana come appare dal Vangelo. Nel battesimo lo Spirito ci rende figli di Dio bambini; nella cresima egli ci rende figli adulti di Dio; come l’adulto ha ricevuto la vita e la trasmette, così il cristiano maturo è colui che ha ricevuto la fede e la vita divina e si impegna con l’apostolato sotto la guida dello Spirito a trasmetterla agli altri, che non l’hanno ancora. Riceviamo la cresima, se non l’abbiamo ricevuta, e facciamo l’apostolato, perché il Vangelo cammina anche con la nostra collaborazione.

III - 1Pietro 3,15-18 - Gesù è il Signore (15 adorate il Signore, Cristo); è vero Dio, oltre che vero uomo, con un corpo come il nostro soggetto alla morte; e in effetti fu ucciso (18 perché anche Cristo è morto… messo a morte nel corpo);  subì la morte una volta per sempre per espiare i peccati degli uomini (18 una volta per sempre per i peccati), lui che era innocente a vantaggio dei peccatori (18 giusto per gli ingiusti), a favore loro, al loro posto; ma Dio lo risuscitò per opera dello Spirito Santo (18 ma reso vivo nello spirito), e in questo modo siamo stati riportati a Dio (18 per ricondurvi a Dio). Da parte nostra noi dobbiamo credere in Cristo e riporre la nostra speranza in lui (15 della speranza che è in voi); dobbiamo adorarlo nel nostro cuore (15 adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori), nel quale egli abita col Padre e lo Spirito Santo; dobbiamo sopportare con pazienza le sofferenze della persecuzione, che Dio permette, nonostante operiamo il bene (17 Se questa infatti è la volontà di Dio, è meglio soffrire operando il bene che facendo il male); dobbiamo anche presentare ai non credenti le ragioni della nostra fede e speranza (15 pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza), con dolcezza e rispetto (15 Tuttavia questo sia fatto con dolcezza e rispetto), e con onestà di vita per confondere e smascherare quelli che dicono male di noi, raccontando frottole (16 con una retta coscienza, perché, nel momento stesso in cui si parla male di voi, rimangano svergognati quelli che malignano sulla vostra buona condotta in Cristo). Questo scriveva Pietro 20 secoli fa e vale ancora oggi per noi. Adoriamo Cristo presente in noi, sorgente di vita divina e quindi anche di quelle virtù cristiane necessarie per vivere bene in tempo di pace e in tempi difficili, quando siamo avversati e combattuti, cercando la nostra forza solo in Lui, che resta per noi l’unico punto di riferimento sicuro.

EUCARESTIA. Qui incontriamo Cristo morto e risorto, sorgente di vita divina e di ogni energia di cui abbisogniamo per vivere da autentici suoi discepoli e apostoli. Chiediamo alla Vergine SS. e a S. Giuseppe, ai nostri Angeli Custodi e Santi Patroni, di nutrirci di Cristo e di trasmetterlo agli altri. (mons. Francesco Spaduzzi)

Tempo Pasquale: Domenica VI dell'Anno A

Nota introduttiva: Non si tratta di “omelia”, ma di riflessioni che vengono dalla meditazione della Parola di Dio e che possono offrire spunti per la  preghiera e meditazione personale e l’omelia. Sono graditi suggerimenti per rendere più utili queste riflessioni (mons. Francesco Spaduzzi,  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )

Tempo Pasquale: Domenica VI dell'Anno A

I - Giovanni 14,13-21 – 1. Gesù, quando era presente in questo mondo, agiva direttamente nella mente e nel cuore dei discepoli e dei suoi contemporanei, e otteneva i frutti, che tenevano conto della libertà e della collaborazione di ciascuno alle sue ispirazioni. Prima di lasciare questo mondo, avverte gli Apostoli che il mondo non lo vedrà più (19 Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più) e che comunque egli non li lascerà senza una figura paterna (18 Non vi lascerò orfani), perché verrà lui stesso (18 verrò da voi) con tanti modi di presenza (ben 7!) e manderà lo Spirito Santo. In effetti, dopo che è passato da questo mondo al Padre (Gv 13,1), per mezzo della Passione e Morte e della Risurrezione e Ascensione, siede alla destra del Padre e prega per i suoi discepoli (16 e io pregherò il Padre; cfr. Rm 8,34 e Eb 7,25); ottiene per sé lo Spirito Santo dal Padre e insieme lo effondono sui discepoli (16; ed egli vi darà un altro Paraclito; At 2,33). Lo Spirito continua la missione di Gesù (Gv 20,21-23), di far conoscere agli uomini la verità su Dio e sulle creature (17 lo Spirito della verità) e di infondere l'amore di Dio nei loro cuori (Rm 5,5). Lo Spirito viene per stare per sempre con i discepoli (16 perché rimanga con voi per sempre) e anzi per stare dentro di loro (17 perché egli rimane presso di voi e sarà in voi). Essi conoscono bene lo Spirito (17 Voi lo conoscete), a differenza del mondo, che ha rifiutato di aprire mente e cuore a Gesù, e perciò non conosce lo Spirito e non lo ama, non lo vede e non lo riceve (17 lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce). In particolare lo Spirito ci fa capire la manifestazione che Gesù fa di se stesso (21 mi manifesterò a lui), perché ha bisogno di essere conosciuto dai singoli discepoli, affinché lo amino di più; egli mostra Gesù ai discepoli per mezzo della fede (19 voi invece mi vedrete), lo fa sperimentare nei vari segni della sua presenza, e opera perché, come Gesù vive della vita del Padre (19 perché io vivo cfr 5,26 e 6,57), così anch’essi vivano della vita di Gesù  (19 e voi vivrete; cfr 3,16; 5,25; 6,51-58); inoltre rivelerà che Gesù è nel Padre (20 In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio) e il Padre in lui (Gv 14,10: Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me?) e anche la mutua immanenza di Gesù nei discepoli e dei discepoli in Gesù (20 e voi in me e io in voi). Lo Spirito non li farà sentire soli perché capiranno che l'assenza di Gesù è solo sul piano della visibilità - non è vera assenza -, perché Egli rimane con loro; non solo verrà alla fine della vita e del mondo, ma viene continuamente (18) nei vari segni della sua presenza. Attività dello Spirito Santo è di infondere la verità nella mente (intelligenza): egli perciò è lo Spirito di verità (17). Lo Spirito fa conoscere Dio, Padre e Figlio e Spirito, e il mondo soprannaturale in genere e aiuta anche a capire meglio tutte le creature grazie ai doni della sapienza, intelletto, consiglio e scienza. In particolare ci porta alla conoscenza intima di Gesù, che deve essere il punto di riferimento della nostra vita. Chiediamo allo Spirito all’inizio della nostra preghiera e di ogni nostra azione che venga in noi e ci guidi a capire bene e a fare tutto bene, sotto la sua guida.

2. L'altra attività dello Spirito Santo è di infondere l'amore di Dio nel cuore (volontà) del discepolo (Rm 5,5). Questo amore che Dio Padre (21 sarà amato dal Padre mio; 3,16; 16,27) e Dio Figlio (21 e anch’io lo amerò; Ef 5,2.25; Gal 2,20) e Dio Spirito (Rm 15,30: l’amore dello Spirito) ha per noi, ci riempie di gioia, perché non c'è felicità più grande dell’amare e sentirsi amati da Dio in particolare - e possibilmente anche dal prossimo - e ciò ci dispone ad amare Dio Padre e Figlio e Spirito (21 Chi ama me) e il prossimo. E’ lo Spirito che mette nel nostro cuore i suoi doni (fortezza, pietà, timor di Dio) e i suoi frutti (Gal 5,22), e innanzitutto l'amore, per cui diventiamo capaci amare Gesù (21) col Padre e lo Spirito e di osservare i comandamenti di Dio (Es 20,2-17; Dt 5,6-21) e di Gesù (15 Se mi amate, osserverete i miei comandamenti) e questa osservanza è il segno che veramente amiamo Gesù, a prescindere dalle sensazioni che noi abbiamo (21 Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama); la conoscenza e l’amore di Dio rende possibile la connaturalità fra noi e Dio, fra noi e ciascuna Persona della Trinità (19 io vivo e voi vivete), e quindi una comunione vitale sempre più profonda grazie alla fede (17 Voi lo conoscete; 18 verrò a voi; 19 mi vedrete; 20 saprete; 21 mi manifesterò) e alla carità (15 mi amate; 21 mi ama… ama me… amato dl Padre…lo amerò). Allora i comandamenti ci sembreranno facilissimi da osservare, perché saremo trasportati sulle ali dell'amore, che rende possibile l'impossibile, facile il difficile, semplice il complicato. Chiediamo che, come Maria e Giuseppe hanno fatto per primi queste esperienze in una donazione totale a Dio, così ci ottengano di farle anche noi.

2II - Atti degli Apostoli 8,5-8.14-17 – (a) Con la persecuzione contro i cristiani, che scoppiò a Gerusalemme dopo l'assassinio di Stefano da parte dei capi ebrei, i discepoli si dispersero per la Giudea e fuori. Uno dei sette Diaconi andò in una città della Samaria e vi predicò Gesù come il Messia (5 Filippo, sceso in una città della Samaria, predicava loro il Cristo) e la gente in massa prestava molta attenzione, restando incantata per la sua Parola e per i miracoli, che Dio operava per mezzo suo (6 E le folle, unanimi, prestavano attenzione alle parole di Filippo, sentendolo parlare e vedendo i segni che egli compiva): liberava molti ossessi dai diavoli e guariva gli ammalati (7 Infatti da molti indemoniati uscivano spiriti impuri, emettendo alte grida, e molti paralitici e storpi furono guariti). In quella città tantissima fu la gioia (8 E vi fu grande gioia in quella città) e a quelli che aderirono con la fede alla Parola di Dio Filippo diede il battesimo nel nome di Gesù (16 ma erano stati soltanto battezzati nel nome del Signore Gesù). Per coloro che sono amati da Dio tutto coopera al bene (cfr. Rm 8,28), anche la persecuzione: i cristiani si disperdono fuori di Gerusalemme e portano il Vangelo ai popoli del Mediterraneo Orientale; e così ci sono tanti salvati. Dio si serve di tutto per il bene dei suoi fedeli e della sua Chiesa, se e nella misura in cui questi si affidano a lui. (b) Gli Apostoli furono informati che la Samaria aveva accolto la Parola di Dio e la fede in Gesù e mandarono Pietro e Giovanni per una verifica (14 Frattanto gli apostoli, a Gerusalemme, seppero che la Samaria aveva accolto la parola di Dio e inviarono a loro Pietro e Giovanni). Questi Apostoli completarono l'iniziazione cristiana dei Samaritani convertiti: Filippo, che era solo diacono, aveva dato loro il battesimo, ma non lo Spirito Santo, che non era infatti ancora disceso sopra nessuno di loro (16); gli Apostoli diedero loro anche la cresima o confermazione con l'imposizione delle mani, che dava loro il dono dello Spirito (15 Essi scesero e pregarono per loro perché ricevessero lo Spirito Santo), e l'Eucaristia. Ed effettivamente con l'imposizione delle mani ricevettero il dono dello Spirito (17 Allora imponevano loro le mani e quelli ricevevano lo Spirito Santo), che è il dono indispensabile per vivere la vita cristiana come appare dal Vangelo. Nel battesimo lo Spirito ci rende figli di Dio bambini; nella cresima egli ci rende figli adulti di Dio; come l’adulto ha ricevuto la vita e la trasmette, così il cristiano maturo è colui che ha ricevuto la fede e la vita divina e si impegna con l’apostolato sotto la guida dello Spirito a trasmetterla agli altri, che non l’hanno ancora. Riceviamo la cresima, se non l’abbiamo ricevuta, e facciamo l’apostolato, perché il Vangelo cammina anche con la nostra collaborazione.

III - 1Pietro 3,15-18 - Gesù è il Signore (15 adorate il Signore, Cristo); è vero Dio, oltre che vero uomo, con un corpo come il nostro soggetto alla morte; e in effetti fu ucciso (18 perché anche Cristo è morto… messo a morte nel corpo);  subì la morte una volta per sempre per espiare i peccati degli uomini (18 una volta per sempre per i peccati), lui che era innocente a vantaggio dei peccatori (18 giusto per gli ingiusti), a favore loro, al loro posto; ma Dio lo risuscitò per opera dello Spirito Santo (18 ma reso vivo nello spirito), e in questo modo siamo stati riportati a Dio (18 per ricondurvi a Dio). Da parte nostra noi dobbiamo credere in Cristo e riporre la nostra speranza in lui (15 della speranza che è in voi); dobbiamo adorarlo nel nostro cuore (15 adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori), nel quale egli abita col Padre e lo Spirito Santo; dobbiamo sopportare con pazienza le sofferenze della persecuzione, che Dio permette, nonostante operiamo il bene (17 Se questa infatti è la volontà di Dio, è meglio soffrire operando il bene che facendo il male); dobbiamo anche presentare ai non credenti le ragioni della nostra fede e speranza (15 pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza), con dolcezza e rispetto (15 Tuttavia questo sia fatto con dolcezza e rispetto), e con onestà di vita per confondere e smascherare quelli che dicono male di noi, raccontando frottole (16 con una retta coscienza, perché, nel momento stesso in cui si parla male di voi, rimangano svergognati quelli che malignano sulla vostra buona condotta in Cristo). Questo scriveva Pietro 20 secoli fa e vale ancora oggi per noi. Adoriamo Cristo presente in noi, sorgente di vita divina e quindi anche di quelle virtù cristiane necessarie per vivere bene in tempo di pace e in tempi difficili, quando siamo avversati e combattuti, cercando la nostra forza solo in Lui, che resta per noi l’unico punto di riferimento sicuro.

EUCARESTIA. Qui incontriamo Cristo morto e risorto, sorgente di vita divina e di ogni energia di cui abbisogniamo per vivere da autentici suoi discepoli e apostoli. Chiediamo alla Vergine SS. e a S. Giuseppe, ai nostri Angeli Custodi e Santi Patroni, di nutrirci di Cristo e di trasmetterlo agli altri. (mons. Francesco Spaduzzi)

Tempo Pasquale: Domenica V dell'anno A

Nota introduttiva: Non si tratta di “omelia”, ma di riflessioni che vengono dalla meditazione della Parola di Dio e che possono offrire spunti per la  preghiera e meditazione personale e l’omelia. Sono graditi suggerimenti per rendere più utili queste riflessioni (mons. Francesco Spaduzzi,  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )

Tempo Pasquale: Domenica V dell'anno A

I - Giovanni 14,1-12 - 1. Gesù ha ripetuto ai Discepoli più di una volta che avrebbe lasciato questo mondo - e in modo drammatico e doloroso. I discepoli sono turbati e tristi (1 Non sia turbato il vostro cuore) e Gesù li incoraggia, richiamando loro la necessità di avere fede non solo in Dio Padre, che già hanno, ma anche in Lui (1 Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me), e la devono alimentare: è per la fede in Gesù che si distinguono i suoi discepoli da tutti gli altri credenti ebrei e non. Se hanno la fede nella persona di Gesù, avranno fede anche nella sua Parola, in particolare nella sua promessa che nella Casa di Dio, Padre di Gesù e dei suoi discepoli, c'è molto spazio e posto per tutti (2 Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”?). Quelli che vogliono andare a occupare il loro posto, devono mettersi in condizioni di arrivarci: morire in grazia di Dio, in amicizia con Lui. Gesù spiega che egli andrà via ora (3 Quando sarò andato) con la sua Passione e Morte e con la sua Resurrezione e Ascensione, per la via dell’umiliazione e del dolore nella prima fase e della gloria e dell’esaltazione nella seconda fase; poi preparerà il posto ai discepoli (3 e vi avrò preparato un posto); tornerà alla fine della vita di ciascuno (3 verrò di nuovo) e del mondo e li prenderà con sé, perché stiano con lui per sempre (3 e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi), come stanno ora con lui presente  in modo visibile: ci sarà perciò un periodo di invisibilità, in cui dovranno esercitare la fede e, per incontrarlo, utilizzeranno i sette segni della sua presenza: Eucaristia, Sacramenti, Parola, assemblea, ministro, fratelli, il nostro cuore per la fede e la carità. (b) Queste stesse parole rivolge Gesù a ciascuno di noi oggi. Non dobbiamo sentirci soli e scoraggiarci di fronte alle tempeste del tempo presente (persecuzioni, epidemie, difficoltà economiche, rapporti problematici col prossimo, ecc.), perché abbiamo Gesù con noi almeno in una delle tante sue presenze, ma solo la fede in lui e nella sua Parola ce lo fa percepire e gustare; adesso stiamo con lui nell’oscurità della fede, ma poi andremo a stare con lui, contemplandolo per l'eternità faccia a faccia nella Casa comune del Padre. Non ci devono spaventare  la separazione provvisoria da Gesù su questa terra e la stessa morte, che certamente verrà per noi, perché essa è l'incontro con lo Sposo, e non con un nemico o con Uno che è solo giudice. Riconosciamoci peccatori e pentiamoci dei peccati, serviamoci dei sacramenti e avremo “diritto” alla sua misericordia. Abbiamo anche la Madonna che ci accompagna sempre, ma in special modo alla fine della vita, come chiediamo con frequenza: “prega per noi peccatori” nell’Ave Maria e “mostraci dopo questo esilio Gesù” nella Salve Regina: ci sostiene e ci assiste nel cammino verso il Cielo.

2. (a) Gesù dice agli Apostoli che essi conoscono la via per arrivare al luogo, dove Egli li precede (4 E del luogo dove io vado, conoscete la via). Tommaso fa notare che essi non conoscono il luogo dove Gesù va e tanto meno possono conoscerne la via (5 Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?»). In realtà Gesù ha detto che la sua destinazione è la Casa del Padre (2); ora conferma che egli va  dal Padre e che chi vuole andare al Padre, ha la possibilità di andarci solo per mezzo suo (6 Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me), perché dice:  Io sono la via, la verità e la vita (6); egli è la via al Padre: il Padre gli ha dato la Parola, che è la comunicazione della verità, e anzi egli è la Parola del Padre e quindi è la Verità e la rivelazione di essa; e il Padre è la vita e sorgente della vita, che egli comunica a Gesù e Gesù comunica ai discepoli. In effetti conoscere Gesù è conoscere il Padre (7 Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio) e perciò, giacché essi hanno visto Gesù, hanno già visto e conosciuto anche il Padre in quel segno o sacramento del Padre che è Gesù stesso (7 fin da ora lo conoscete e lo avete veduto). Gesù indica a noi ora come agli Apostoli allora che, per arrivare al Padre, occorre essere inseriti in lui per mezzo della fede (1) e per mezzo della carità (Gv 14,23) e in tal modo con lui camminiamo in questo mondo verso il Padre. Impegniamoci a seguire la via che è Gesù. La Madonna il 13 giugno 1917 a Fatima ha indicato il suo Cuore Immacolato come la via per arrivare a Dio: “Il mio Cuore Immacolato sarà il tuo rifugio e la via che ti condurrà fino a Dio”. I Cuori di Gesù e Maria sono la via unica e facile per arrivare al Padre. (b) Gesù ha detto che i discepoli hanno conosciuto e veduto il Padre (7) - ovviamente per la fede - e Filippo chiede per sé e per gli altri di vedere il Padre con gli occhi del corpo, e ciò lo avrebbe soddisfatto pienamente (8 Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta»). Gesù gli fa notare che sta da tanto tempo con loro e dalla sua domanda (9 Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”?) appare evidente che non ha ancora conosciuto Gesù veramente (9 Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo?). Filippo non ha piena fede e perciò fa questa richiesta: in effetti Gesù è nel Padre e il Padre è in Gesù (10 Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me?); le Parole di Gesù sono quelle del Padre (10 Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso), così come le opere di Gesù sono del Padre, perché il Padre le compie per mezzo di Gesù, nel quale è stabilmente (10 ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere). Di qui l'invito ripetuto di Gesù a credere nella mutua immanenza di Lui nel Padre e del Padre in Lui (11 Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me), se non altro per i miracoli che Gesù compie (11 Se non altro, credetelo per le opere stesse). D'altra parte i discepoli di Gesù, che credono in lui, compiranno anche miracoli e opere più grandi di Gesù, perché Egli va ora dal Padre (12 In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre) per perorare la loro causa e la loro missione presso il Padre. E Gesù conclude: Chi ha visto me, ha visto il Padre (9). Chiediamo la grazia di tenere continuamente Gesù sotto i nostri occhi nelle sue varie presenze e di vedere in Gesù il Padre come lo vedevano Maria e Giuseppe, grazie alla loro fede unica: in quel Bimbo, piccolo e affidato alle loro cure, vedevano il Figlio del Padre e il Padre stesso, che si manifestava in Lui; nel Cristo della vita pubblica e nel Cristo della Passione Maria vedeva Gesù, il Figlio di Dio, e in lui il Padre, che si piegava pieno di amore sull'umanità. Anche noi abituiamoci a vedere in Gesù il Padre, che ci dà amore e vuole salvarci.

II – Atti degli Apostoli 6,1-7 - I 12 Apostoli riuscivano bene a portare avanti i loro impegni di presiedere le preghiere e di predicare (4) e di servizio dei poveri (2), ma man mano che cresceva il numero dei fedeli, diventarono inadeguati e questo provocò le lamentele fra quelli di lingua greca, che vedevano trascurati i loro poveri nella distribuzione quotidiana dei viveri (1 In quei giorni, aumentando il numero dei discepoli, quelli di lingua greca mormorarono contro quelli di lingua ebraica perché, nell’assistenza quotidiana, venivano trascurate le loro vedove). Gli Apostoli convocarono i fedeli e fecero notare che ormai non ce la facevano più a far fronte ai loro impegni e, poiché non potevano correre il rischio di trascurare la preghiera e la predicazione, dovevano per necessità lasciare il servizio dei poveri (2 Allora i Dodici convocarono il gruppo dei discepoli e dissero: «Non è giusto che noi lasciamo da parte la parola di Dio per servire alle mense); questo impegno potevano prenderselo a tempo pieno 7 persone, scelte fra i fedeli, stimati e dotati spiritualmente (3 Dunque, fratelli, cercate fra voi sette uomini di buona reputazione, pieni di Spirito e di sapienza, ai quali affideremo questo incarico); essi invece avrebbero continuato a presiedere le preghiere liturgiche e si sarebbero occupati della predicazione della Parola di Dio (4 Noi, invece, ci dedicheremo alla preghiera e al servizio della Parola). La proposta apparve buona e concreta: furono eletti i 7 cosiddetti diaconi (5 Piacque questa proposta a tutto il gruppo e scelsero Stefano, uomo pieno di fede e di Spirito Santo, Filippo, Pròcoro, Nicànore, Timone, Parmenàs e Nicola, un prosèlito di Antiochia), e furono presentati agli Apostoli, che pregarono Dio di sostenerli nel loro servizio e imposero le mani per darne loro il potere (6 Li presentarono agli apostoli e, dopo aver pregato, imposero loro le mani). Intanto la comunità continuava a crescere grazie alla predicazione e si convertivano anche sacerdoti del Tempio (7 E la parola di Dio si diffondeva e il numero dei discepoli a Gerusalemme si moltiplicava grandemente; anche una grande moltitudine di sacerdoti aderiva alla fede). Bene fecero i fedeli a richiamare l’attenzione degli Apostoli sulle disfunzioni nella vita della comunità; bene fecero gli Apostoli a prendere coscienza della loro insufficienza nel loro servizio e a scegliere come loro impegno urgente la preghiera e la predicazione, che per giunta erano state affidate loro da Gesù per il servizio della comunità: tutti i pastori abbiamo bisogno di fare ogni giorno l'esame di coscienza su come svolgiamo questi due compiti essenziali. Impariamo noi pastori ad ascoltare i fedeli, a riflettere sulle osservazioni che riceviamo e a correggerci, perché anche in questo siamo di esempio ai fedeli.

III - 1Pietro 2,4-9 – L’insieme dei fedeli di Cristo viene paragonata nella Parola di Dio a un popolo gerarchizzato, a un gregge col suo pastore, a una vite, a una rete, a un seme destinato a svilupparsi, a un corpo – il Corpo Mistico -, e anche a un edificio, a una casa e a un tempio. Qui San Pietro presenta la comunità di Cristo come un edificio - e possiamo pensare a un tempio. In un edificio o tempio dell'antichità c'era una pietra, che veniva chiamata pietra d’angolo (7), che poteva stare a terra con l’ufficio di sostenere dal basso l’edificio (le due parti che facevano da angolo), o di coronare dall’alto la sommità: Gesù fa riferimento ai due significati in Mt 21,44-45. La pietra angolare era scelta con molta cura e spesso veniva molto decorata. Nella sua comunità Gesù è questa pietra angolare, è pietra viva,… scelta e preziosa davanti a Dio (4). Già nell'Antico Testamento Gesù era preannunziato con questa funzione: Si legge infatti nella Scrittura: Ecco, io pongo in Sion/  una pietra d’angolo, scelta, preziosa,/e chi crede in essa non resterà deluso (6). Considerare Gesù pietra angolare vuol dire aver fede in Lui, cioè accettare la sua Persona e la sua Parola, con l'adeguamento delle nostre idee e vita a quello che dice Lui. Pietro si rivolge ai credenti in Cristo, dei quali sottolinea il diritto a essere onorati da Dio (e dagli uomini), per la loro fede (7 Onore dunque a voi che credete), per la loro obbedienza alla Parola di Dio e di Cristo (cfr. 6): essi si sono avvicinati e uniti a Cristo, pietra viva, per essere usati come pietre vive per costruire l'edificio spirituale, che è Cristo (4 Avvicinandovi a lui, pietra viva; 5 quali pietre vive siete costruiti anche voi come edificio spirituale). Essi costituiscono un popolo scelto da Dio, una nazione santa, un popolo conquistato da Dio per mezzo di Gesù (9 Voi invece siete stirpe eletta… nazione santa, popolo che Dio si è acquistato), chiamati dalle tenebre alla luce divina (9 lui, che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua luce meravigliosa) e sono tutti sacerdoti, che offrono sacrifici spirituali a Dio per mezzo di Gesù (5 per un sacerdozio santo e per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, mediante Gesù Cristo; 9 sacerdozio regale,); essi inoltre proclamano le grandi opere di Dio (9 perché proclami le opere ammirevoli di lui) e collaborano alla conversione dei popoli. (b) Ma non tutti accettano Gesù: lo rifiutano (4 rifiutata dagli uomini), non credono (7 ma per quelli che non credono) che Gesù sia la pietra angolare e così egli diventa per loro pietra d'inciampo e di scandalo (7-8 la pietra che i costruttori hanno scartato/ è diventata pietra d’angolo/ 8 e sasso d’inciampo, pietra di scandalo); essi vi inciampano perché si rifiutano di obbedire alla sua Parola (8 Essi v’inciampano perché non obbediscono alla Parola). Dio lo aveva previsto, tenendo conto delle loro disposizioni interiori e rispettando la loro libertà (8 A questo erano destinati). Dio a tutti offre la grazia di entrare in comunione con Cristo e di salvarsi, di essere cristiani con Cristo, di essere sacerdoti con Lui sommo sacerdote e di offrire sacrifici spirituali come lui, di essere pietre vive su Cristo Pietra Viva e preziosa, di entrare nella luce meravigliosa del paradiso. Per tutti è morto Gesù, nessuno escluso, ma la nostra salvezza dipende dalla nostra accettazione o rifiuto di Gesù, della sua Persona e del suo insegnamento. Preghiamo Dio che ci dia la grazia di superare le difficoltà e ostacoli, che troviamo nel nostro cammino di identificazione col Cristo.

EUCARESTIA. Qui il Padre si rende presente con Gesù Maestro e con la sua opera redentrice per opera dello Spirito Santo, il quale edifica la Chiesa ora con le pietre vive, che siamo noi, per l’attività, che egli sviluppa in noi. Chiediamo per intercessione della Vergine Maria e di S. Giuseppe, degli Angeli Custodi e Santi Patroni, di essere docili alla Parola di Gesù, vivendo da buoni suoi discepoli (mons, Francesco Spaduzzi)

Tempo Pasquale: Domenica IV dell’anno A

Nota introduttiva: Non si tratta di “omelia”, ma di riflessioni che vengono dalla meditazione della Parola di Dio e che possono offrire spunti per la  preghiera e meditazione personale e l’omelia. Sono graditi suggerimenti per rendere più utili queste riflessioni (mons. Francesco Spaduzzi,  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )

Tempo Pasquale: Domenica IV dell’anno A

I - Giovanni 10,1-10 – 1. Gesù racconta la parabola del Buon Pastore (1-6) per insegnare a distinguere il pastore legittimo dagli illegittimi (7-10) e il buon pastore dai cattivi (11ss). I pastori ebrei raccoglievano le pecore in recinti in muratura, quando tornavano dal pascolo. Il recinto aveva una sola porta, e accoglieva in genere greggi di vari pastori. Durante la permanenza delle pecore nel recinto, i pastori - o i guardiani al servizio dei pastori - facevano il turno di guardia per controllare che nessun estraneo le tirasse fuori e per evitare che ladri entrassero, saltando la recinzione. La parabola parla di ladri che rubano e di briganti che ammazzano, i quali – ovviamente - non entrano per la porta (1 In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante) e anche degli estranei, che le pecore non conoscono e non seguono (5 Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei). Invece il pastore vero entra per la porta del recinto (2 Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore): il guardiano lo conosce e perciò gli apre (3 Il guardiano gli apre); egli chiama per nome le sue pecore (3 egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome) ed esse riconoscono la sua voce (3 e le pecore ascoltano la sua voce;perché conoscono la sua voce); le conduce fuori dal recinto (3 e le conduce fuori; 4 E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore) per condurle al pascolo; cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono (4). Ma gli ascoltatori non capiscono la parabola (6 Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro). Gli Apostoli spesso chiedono a Gesù spiegazioni in privato sulle parabole che racconta ed egli le dà loro. Ottimo quindi se prendiamo la buona abitudine di chiedere a Gesù di aprire la nostra mente all’intelligenza della sua Parola, e della S. Scrittura in genere, come fece con gli Apostoli la sera della resurrezione (Lc 24,45-49), quando effuse su di loro lo Spirito Santo (Gv 20,22).

2. Gesù spiega la parabola (7 Allora Gesù disse loro di nuovo), precisando che la porta del recinto rappresenta lui (7 In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore; 9 Io sono la porta), che è anche il portinaio. Egli è venuto per dare la vita in abbondanza (10 io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza): in effetti Gesù dà tutto in abbondanza: il vino alle nozze a Cana (Gv 2,6), il pane moltiplicato (Gv 6,11), la pesca miracolosa (Gv 21,11). I pastori autentici sono quelli che vengono chiamati da Cristo e sono mandati da lui come gli Apostoli, e si comportano bene con le pecore; essi sono salvati da Gesù (9 se uno entra attraverso di me, sarà salvato), svolgeranno l’attività di pastori con vera sicurezza (9 entrerà e uscirà), perché Gesù sarà con loro e li sosterrà, e daranno pascolo alle pecore (9 e troverà pascolo). Invece i cattivi pastori, come sono i capi ebrei del tempo di Gesù, sono ladri e assassini (8 Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti), si introducono nell'ovile per rubare, fare strage e distruggere (10 Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere), ma le pecore li identificano e non li ascoltano (8 ma le pecore non li hanno ascoltati) né li seguono. Certo i fedeli devono essere educati a distinguere i pastori legittimi da quelli illegittimi, i buoni dai cattivi, cioè quelli che li guideranno bene da quelli che possono fare loro del male. I pastori legittimi sono i chiamati e mandati dalla Chiesa e sono buoni se restano fedeli alla persona e all’insegnamento di Cristo e lo trasmettono con fedeltà; e restano in comunione con l’Autorità Ecclesiastica. I falsi pastori invece vengono da sé stessi o sono mandati dal diavolo e con lui collaborano alla distruzione del Regno di Dio nelle anime e nella società. Essi possono anche fare un po' di bene, ma essi non hanno tutta la verità e di conseguenza neanche la possono dare; e neppure propongono i comandamenti come Dio vuole; quindi danneggeranno i fedeli. Sempre ci sono stati i cattivi pastori nella Chiesa, dai quali è stato necessario guardarsi. Preghiamo il Signore Gesù di mandare operai nella sua messe, buoni pastori al suo gregge, santi e dotti, che possano guidare realmente i fedeli a Lui e per mezzo di lui al Padre.

II - Atti  degli Apostoli 2,14a.36-41 - Pietro chiude il discorso di Pentecoste con l'espressione della fede che ha (36 Sappia dunque con certezza tutta la casa d’Israele) e della proposta di fede, che fa a tutto Israele: Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso (36), cioè  Dio, resuscitando Gesù, lo ha fatto riconoscere per quello che è sempre stato, come Yahweh, Dio presente con i suoi e che agisce a favore dei suoi, perché Messia e Salvatore; e si tratta proprio di quello stesso Gesù, del quale gli Ebrei hanno chiesto e ottenuto da Pilato la crocifissione e morte. Gli ascoltatori sentono un vivissimo dolore di questo loro orribile peccato, e di tutti i loro peccati, e domandano a Pietro e agli Apostoli che cosa devono fare per essere salvati da Dio (37 All’udire queste cose si sentirono trafiggere il cuore e dissero a Pietro e agli altri apostoli: «Che cosa dobbiamo fare, fratelli?»). Pietro risponde che devono credere alla Parola di Dio che essi stanno predicando (41 Allora coloro che accolsero la sua parola), devono di conseguenza convertirsi, cioè cambiare le loro idee per accettare il modo di pensare di Cristo e seguirne lo stile di vita (38 Convertitevi), ricevere il battesimo nel nome di Gesù (38 e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo); così avranno il perdono dei peccati e il dono dello Spirito (38 per il perdono dei vostri peccati, e riceverete il dono dello Spirito Santo), come lo hanno ricevuto gli Apostoli e gli altri discepoli nel Cenacolo quella mattina. Le promesse di salvezza, fatte a Israele nell'AT sono a disposizione anche dei presenti e delle loro famiglie e di tutti quelli che Dio chiamerà alla salvezza in futuro (39 Per voi infatti è la promessa e per i vostri figli e per tutti quelli che sono lontani, quanti ne chiamerà il Signore Dio nostro). La raccomandazione di Pietro è di tenersi lontani dai peccatori per consentire a Dio di salvarli (40 Con molte altre parole rendeva testimonianza e li esortava: «Salvatevi da questa generazione perversa!»). E 3.000 persone vengono aggiunte per mezzo del battesimo alla comunità dei discepoli di Gesù, alla famiglia di Dio (41 furono battezzati e quel giorno furono aggiunte circa tremila persone). Dio vuole salvare l’umanità a ogni costo, anche della vita di suo Figlio; le tappe sono: la chiamata di Dio per mezzo della Parola, la fede, la conversione, il battesimo che ci unisce a Cristo e fa nostri i meriti della Passione e Morte di Cristo, il perdono dei peccati e il dono dello Spirito; poi occorre vivere la vita da discepoli di Cristo. Così siamo salvati per misericordia di Dio.

III - 1Pietro 2,20b-25 - (a) Contempliamo Gesù: Egli era senza peccato e con le sue parole non aveva mai ingannato nessuno (22 egli non commise peccato/ e non si trovò inganno sulla sua bocca), ma aveva solo proclamato la verità; non rispondeva con insulti agli insulti e, quando lo facevano soffrire, non parlava e non invocava vendetta, (23 insultato, non rispondeva con insulti,/ maltrattato, non minacciava vendetta), ma riponeva la sua fiducia in Dio, che giudica con giustizia (23 ma si affidava a colui/ che giudica con giustizia). Egli patì e morì per noi (21 anche Cristo patì per voi), perché prese su di sé i nostri peccati e li portò sulla croce (24 Egli portò i nostri peccati nel suo corpo/ sul legno della croce). Le sue piaghe fisiche e morali hanno guarito le nostre, provenienti dai nostri peccati (25 dalle sue piaghe siete stati guariti). Egli è il pastore e custode delle nostre anime (25 al pastore e custode delle vostre anime) e nel suo modo di vivere e morire ci ha lasciato un esempio da seguire (21 lasciandovi un esempio,/ perché ne seguiate le orme). Rinnoviamo la nostra fede in Cristo morto e risorto per noi, adoriamolo; aderiamo a lui con piena speranza; amiamolo perché è giusto che rispondiamo al suo amore con amore; pentiamoci perché ben poco manteniamo i buoni propositi di prendere sul serio la Persona di Gesù e i suoi insegnamenti; accettiamo la sofferenza in espiazione dei nostri peccati. (b) Noi eravamo peccatori, abbandonati a noi stessi, come pecore senza pastore (25 Eravate erranti come pecore) e siamo stati riportati al nostro Pastore, al Guardiano delle nostre anime (25 ma ora siete stati ricondotti/ al pastore e custode delle vostre anime), che ci ha riaccompagnati al Padre. Dio (con Cristo) ci ha scelti e chiamati alla salvezza (21 A questo infatti siete stati chiamati), a comportarci come Cristo (21), a non vivere più nel peccato ma secondo la sua volontà (24 perché, non vivendo più per il peccato,/ vivessimo per la giustizia), a sopportare con pazienza la sofferenza per essere graditi a Dio (20 se, facendo il bene, sopporterete con pazienza la sofferenza, ciò sarà gradito davanti a Dio). Gesù ha tanto patito per noi per ottenerci il perdono dei peccati e la grazia di seguire il suo esempio. Esaminiamoci per vedere se la nostra lotta contro il peccato è costante nella vita quotidiana e se seguiamo con impegno l’esempio di Gesù e dei Santi; chiediamole queste grazie perché è vero che Gesù già ce le ha meritate, ma esse diventano nostre solo se le impetriamo con la preghiera.

EUCARESTIA. Qui Gesù si rende presente come buon Pastore che nutre le sue pecore con la Parola di Dio e col suo Corpo e Sangue: è il ristoratore, il ristorante e il ristoro nello stesso tempo. Preghiamo la Vergine Maria e S. Giuseppe, i nostri Angeli Custodi e Santi Patroni, che ci ottengano di crescere nell’unione con Cristo per la fede e carità per portare Gesù anche ai nostri fratelli. (mons. Francesco Spaduzzi)

Tempo Pasquale: Domenica III dell’anno A

Nota introduttiva: Non si tratta di “omelia”, ma di riflessioni che vengono dalla meditazione della Parola di Dio e che possono offrire spunti per la  preghiera e meditazione personale e l’omelia. Sono graditi suggerimenti per rendere più utili queste riflessioni (mons. Francesco Spaduzzi,  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )

Tempo Pasquale: Domenica III dell’anno A

I - Luca 24,13-35 – 1. (a) Due discepoli di Gesù sono in cammino da Gerusalemme a Emmaus, che sta a 11 km di distanza (13 Ed ecco, in quello stesso giorno due di loro erano in cammino per un villaggio di nome Emmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme) e oggetto della loro dialogo sono gli avvenimenti dell’ultima Pasqua a Gerusalemme (14 e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto): i loro cuori e i loro volti sono segnati da profonda tristezza (17 col volto triste), perché sono addolorati per la morte di Gesù e delusi (21 noi speravamo). Gesù è l'argomento dei loro discorsi (19 Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno; 20 come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso; 24) ed è lui che si fa loro compagno (15 Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro), ma non lo riconoscono (16 Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo) perché non hanno fede (25). Questa è la loro situazione psicologica (tristezza) e spirituale (poca fede o a modo proprio), frutto del rifiuto di adeguarsi alla Parola di Dio, nonostante l’avessero ascoltata tante volte da Gesù - erano discepoli (13): in sostanza rifiutano di accettare il piano di salvezza di Dio così come Lui lo ha voluto. Essi vorrebbero costringere Dio ad adattarsi a loro: è lo stesso atteggiamento interiore degli Apostoli, che ora si trovavano nella stessa situazione. Ed ecco che Gesù, ben vivo, è con loro, anche se essi non lo riconoscono. Gesù è presente anche con noi in tanti modi – ben 7! - e purtroppo non lo percepiamo perché la nostra fede è scadente; alla sua presenza nell’Eucarestia siamo abituati e non la gustiamo; alla sua presenza nel prossimo neanche ci pensiamo; la sua presenza in noi, che per sua grazia egli realizza in noi, non la prendiamo in considerazione. Se alimentiamo la nostra fede – come è assolutamente necessario -, Gesù nella sua misericordia troverà la maniera per rivelarsi a noi e farci sentire la sua presenza. (b) Di molto buono questi due hanno che sono molto attaccati a Gesù e nutrono una grande idea di lui (19 Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo): erano convinti che fosse il Messia che avrebbe liberato Israele (21 Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele), ma secondo le loro idee sbagliate, che non sono state corrette neanche dagli ultimi avvenimenti, che essi ben conoscono: le donne sono andate alla tomba, trovata vuota, e hanno avuto visione di angeli, che hanno parlato della sua risurrezione, sconvolgendo i discepoli (22-23 Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba 23 e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo) - eppure Gesù aveva preannunziato tante volte la sua Passione e Morte insieme alla sua Resurrezione -; Pietro e Giovanni pure sono andati alla tomba e hanno trovato le cose secondo il racconto delle donne, ma non hanno visto né Angeli né Gesù (24 Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto); sanno certamente anche della fede di Giovanni. Il loro problema è che non hanno creduto pienamente in Gesù, nella sua Persona e Parole e opera di salvezza, perché non corrispondevano alle loro idee: si aspettavano un messia politico ed egli parlava di salvezza spirituale; aspiravano a un regno terreno glorioso e pieno di onori e vantaggi ed egli parlava della sua morte e della croce dei discepoli…  Stiamo attenti anche noi a non cadere nello stesso loro errore. Alimentiamo una fede totale in Gesù, secondo la sua Parola, e non secondo quello che piace a noi.

2. (a) Gesù indica il motivo della loro delusione e tristezza: mancanza di fede nella Parola di Dio per mezzo dei Profeti (25 Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti!); riafferma la necessità della sua Passione e Morte per entrare nella gloria (26 Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?) e lo spiega per mezzo dell'Antico Testamento (27 E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui). L’effetto è meraviglioso: luce all'intelligenza e calore nel cuore dei due (32 Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?»), sorgente di una vitalità nuova fluisce nella loro mente, cuore e corpo! Essi hanno insistito per tenerlo con sé a casa loro, quando egli ha mostrato di voler continuare il viaggio (28-29 Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. 29 Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto»). Gesù li accontenta (29 Egli entrò per rimanere con loro) e fa loro un secondo dono: quello di farsi identificare dopo averli portati alla fede piena, con l’aiuto della Parola di Dio dell’AT: mentre spezza il pane, dopo aver recitato la preghiera solita di benedizione (30 Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro) - come la sapeva fare lui, in un modo unico e perfettamente riconoscibile - apre i loro occhi e si fa a riconoscere, anche se sparisce subito (31 Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista), perché devono portare la loro testimonianza agli altri discepoli. Ed essi corrono a Gerusalemme (33 Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme), nonostante sia ormai notte (cfr 29) e lì vengono a sapere dell'apparizione di Gesù a Pietro (33-34 dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, 34 i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!»); essi raccontano il loro incontro con Gesù (35 Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane). Gesù è misericordioso e ama i suoi, e vuole aiutarli a credere in lui con fede piena, che sola dà gioia. Perciò moltiplica le apparizioni e continua a istruirli, anche con la Parola di Dio dell’AT, perché la Scrittura e la predicazione costituiscono il mezzo ordinario per arrivare e portare alla fede, conservarla e alimentarla. La Parola di Dio è onnipotente e può cambiare la nostra mente e il nostro cuore e trasformare la nostra vita. Di qui l’importanza speciale dell’Eucarestia, nella quale Gesù si rende presente come Maestro e come sorgente di vita nel suo Corpo e Sangue, resi presenti.

II – Atti degli Apostoli 2,14a.22-33 – Dopo la Pentecoste Pietro con gli Undici dichiara (14 Allora Pietro con gli Undici si alzò in piedi e a voce alta parlò a loro così) ai suoi ascoltatori ebrei (22 Uomini d’Israele, ascoltate queste parole) che Dio ha risuscitato Gesù (24 Ora Dio lo ha risuscitato, liberandolo dai dolori della morte); gli Ebrei sanno bene che Dio aveva dato autorità a Gesù con i tanti miracoli, che Dio aveva operato per mezzo suo (22 Gesù di Nazaret – uomo accreditato da Dio presso di voi per mezzo di miracoli, prodigi e segni, che Dio stesso fece tra voi per opera sua, come voi sapete bene). Dio di propria volontà l'aveva consegnato nelle loro mani ed essi ne hanno voluto la crocifissione e morte (23 consegnato a voi secondo il prestabilito disegno e la prescienza di Dio, voi, per mano di pagani, l’avete crocifisso e l’avete ucciso), realizzata per mano dei Romani. Ma Dio è intervenuto con un altro miracolo e lo ha risuscitato (24 perché non era possibile che questa – la morte - lo tenesse in suo potere) secondo la profezia di Davide nel Salmo 16,8-11 (25-26 Dice infatti Davide a suo riguardo: Contemplavo sempre il Signore innanzi a me;/ egli sta alla mia destra, perché io non vacilli./ 26 Per questo si rallegrò il mio cuore ed esultò la mia lingua,/ e anche la mia carne riposerà nella speranza…)perché tu non abbandonerai la mia vita negli inferi/ né permetterai che il tuo Santo subisca la corruzione; Mi hai fatto conoscere le vie della vita,/ mi colmerai di gioia con la tua presenza (27-28). Queste parole non riguardavano Davide, che morì ed è sepolto (29 Fratelli, mi sia lecito dirvi francamente, riguardo al patriarca Davide, che egli morì e fu sepolto e il suo sepolcro è ancora oggi fra noi), ma un suo discendente, che egli vide profeticamente (30 Ma poiché era profeta e sapeva che Dio gli aveva giurato solennemente di far sedere sul suo trono un suo discendente) e di cui annuncia la resurrezione (31 previde la risurrezione di Cristo e ne parlò: questi non fu abbandonato negli inferi, né la sua carne subì la corruzione). Questo Gesù, discendente di Davide, Dio lo ha risuscitato (32 Questo Gesù, Dio lo ha  risuscitato) - e gli Apostoli l’attestano (32 e noi tutti ne siamo testimoni) - e lo ha innalzato accanto a lui (33 Innalzato dunque alla destra di Dio); Gesù ha ricevuto dal Padre lo Spirito e lo ha effuso sugli Apostoli, come i suoi ascoltatori possono ben notare dal miracolo delle lingue (33 e dopo aver ricevuto dal Padre lo Spirito Santo promesso, lo ha effuso, come voi stessi potete vedere e udire). Anche noi rinnoviamo la nostra fede nella resurrezione e glorificazione di Gesù con l'ascensione e nell’effusione dello Spirito Santo, che è il frutto della sua opera redentrice: Egli dà questo dono, già promesso nell'AT, a tutti i credenti. Chiediamo di averLo in misura sempre più abbondante: Lo abbiamo ricevuto nel battesimo e in ogni sacramento, ma ne abbiamo sempre più bisogno.

III – 1Pietro 1,17-21 - Il piano di salvezza di Dio risale a prima della creazione del mondo, perché è eterno (20 Egli fu predestinato già prima della fondazione del mondo), ma è stato manifestato progressivamente nel corso della storia; nella sua totalità è stato rivelato con la venuta di Gesù (20 ma negli ultimi tempi si è manifestato per voi), che lo annunciò e lo realizzò. Dio ci ha liberati dalla nostra vita senza senso e piena di peccati, ereditata dai progenitori e dagli antenati, non con un riscatto pagato in oro o argento - cose che passano - (18 Voi sapete che non a prezzo di cose effimere, come argento e oro, foste liberati dalla vostra vuota condotta, ereditata dai padri), ma siamo stati riscattati per mezzo della Passione e Morte di Gesù, col suo sangue santo e prezioso (19 ma con il sangue prezioso di Cristo, agnello senza difetti e senza macchia). Dio però lo ha risuscitato dai morti e gli ha dato la gloria (21 Dio, che lo ha risuscitato dai morti e gli ha dato gloria). Grazie a Gesù noi crediamo in Dio e così la nostra fede e la nostra speranza sono orientate verso di Lui (21 e voi per opera sua credete in Dio, …in modo che la vostra fede e la vostra speranza siano rivolte a Dio). Dio, grazie a Gesù, è diventato anche nostro Padre e noi lo invochiamo con questo titolo (17 E se chiamate Padre): a lui dobbiamo rispetto e amore mentre siamo pellegrini in questo mondo (21 comportatevi con timore di Dio nel tempo in cui vivete quaggiù come stranieri), in attesa di presentarci a lui ed essere giudicati secondo le nostre opere proprio da lui, che non fa preferenze di persone (21 colui che, senza fare preferenze, giudica ciascuno secondo le proprie opere). Dio ci ha salvati per mezzo del mistero pasquale del Figlio, per mezzo della sua morte e resurrezione; Gesù ci ha ottenuto lo Spirito Santo, che ci fa figli di Dio e ci comunica quelle virtù e grazie che ci abilitano a vivere da suoi veri figli.

EUCARESTIA. Molti hanno interpretato lo spezzare il pane di Gesù coi discepoli di Emmaus come un riferimento all’Eucarestia; certamente in essa Gesù si rende presente nel modo più intenso dei 7 modi di presenza, che ci ha lasciati per incontrarlo; anzi egli è qui anche nella Parola e nella predicazione, nell’assemblea, nel ministro e nei fratelli. Partecipiamo con fede e carità intense e faremo l’esperienza della luce e calore, che invasero i due discepoli. Preghiamo la Vergine SS. del Perpetuo (e Pronto) Soccorso e S. Giuseppe, i nostri Angeli Custodi e Santi Patroni, di aiutarci scoprire Gesù nei vari modi di presenza e saperli valorizzare per la nostra vita spirituale. (mons. Francesco Spaduzzi)